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OBIETTIVO ERADICAZIONE

Epatite C: i farmaci ora ci sono,
serve anche una ‘spinta politica'

20 Giugno 2017

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Eradicare il virus dell'epatite C (Hcv) è un obiettivo comune a tutte le figure coinvolte nel sistema sanità italiano. Non si tratta di un sogno irrealizzabile, ma è certamente un percorso che implica coordinazione tra le diverse realtà in gioco, a partire dalle regioni che, com'è noto, godono di ampia autonomia nella gestione della salute. A partire dalla regione che ospita la Capitale, un convegno ha posto una serie di problematiche da risolvere sul tavolo, nella speranza di fornire un pattern condivisibile di strategie di gestione: analizzare i possibili scenari futuri per il miglior percorso terapeutico del paziente con Hcv - con particolare focus sui centri di riferimento -, le best practice e le possibili criticità della regione Lazio sono stati dunque i temi trattati al convegno “Hcv regione Lazio: clinici, pazienti ed istituzioni a confronto”, realizzato grazie al contributo incondizionato di Abbvie. “A seguito della decisione dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), perché il piano di eradicazione Hcv abbia efficacia, sarà necessaria una forte spinta politica in ogni singola regione - ha detto Antonio Gasbarrini professore di gastroenterologia, presso l'università Cattolica del Sacro Cuore e direttore della scuola di specializzazione in gastroenterologia ed endoscopia digestiva del policlinico Gemelli - sarebbe così auspicabile che non solo l’assessore alla sanità ma lo stesso presidente della regione dia un chiaro segnale di priorità e di indirizzo, altrimenti l'obiettivo dell’eradicazione sarà molto difficile da raggiungere”.

In questa fase in cui uno spiraglio si è finalmente aperto per quanto riguarda l'accesso ai farmaci innovativi, è più che mai necessario spingere l'acceleratore sulle politiche sanitarie in favore dei pazienti. “Finalmente i medicinali per l’epatite C saranno disponibili per tutti e non solo per i malati più gravi - dichiara Massimo Andreoni, direttore dell'unità operativa complessa di malattie infettive e day hospital del policlinico Tor Vergata - l’efficacia e la sicurezza delle nuove terapie faciliteranno la scelta migliore nella gestione di ogni singolo paziente”. Gli fa eco Ivan Gardini, presidente di EpaC onlus: “la recente decisione di rimborsare la cura per tutte le persone affette da Hcv in Italia è un passaggio storico, e siamo riconoscenti a tutti coloro che hanno reso possibile questa grande vittoria per la sanità italiana. Finalmente tutti i pazienti possono essere inseriti nelle liste di attesa per iniziare il trattamento senza doversi recare all’estero e acquistare di tasca propria farmaci generici - prosegue - tuttavia, per riuscire a raggiungere l’obiettivo fissato da Aifa di curare 240mila pazienti nei prossimi tre anni non c’è un minuto da perdere, ed è necessario riorganizzare e ampliare le reti di cura a livello regionale. Vuol dire che serve personale aggiuntivo, ulteriori centri prescrittori, reti hub&spoke che includano anche le carceri, i servizi per le tossicodipendenze (Sert), e il coinvolgimento dei medici di famiglia se vogliamo curare fin all’ultimo paziente, bene e velocemente”. (MATILDE SCUDERI)

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