Cerca

CULTURA

XI premio letterario Merck
Ponte tra scienza e lettere

Sono Brian Greene e Marco Paolini i due vincitori del Premio Letterario Merck giunto alla sua undicesima edizione

Una menzione speciale della giuria del premio è invece andata ad Elio Cadelo, per il suo libro ‘Perché gli OGM’ (Palombi 2011)

12 Luglio 2013

0
Una menzione speciale della giuria del premio è invece andata ad Elio Cadelo, per il suo libro ‘Perché gli OGM’ (Palombi 2011)

Un Premio, questo, che nasce con l’intento di colmare in qualche modo la tradizionale dicotomia tra le arti umanistiche, e nella fattispecie la letteratura, e il mondo della scienza che spesso parlano linguaggi non condivisi e viaggiano su binari paralleli. Far uscire la scienza dal linguaggio cifrato degli scienziati e restituirla ad una platea più ampia, rendendola al contempo più ‘umana’è uno degli scopi dichiarati di questa manifestazione aperta non solo a partecipanti VIP, ma anche a scrittori in erba. La sezione ‘La Scienza Narrata’, riservata agli studenti delle scuole superiori, è stata vinta quest’anno con il racconto ‘Ogni giorno dopo i pasti’ da Cecilia Guiot, una bella ragazza torinese che, in piena sintonia con lo spirito del premio, al momento della premiazione ha dichiarato di voler fare il medico ‘da grande’.

I premiati.
Brian Greene è un fisico statunitense, tra i più famosi sostenitori della teoria delle stringhe, professore alla Columbia University dal 1996. Nel suo libro La realtà nascosta (Einaudi 2012) affronta la domanda ‘il nostro è l’unico universo?’
Marco Paolini è un drammaturgo, regista, attore e produttore italiano. Il suo libro ‘Itis Galileo’ racconta la vita di Galileo Galilei e ci accompagna in un viaggio nell’Italia a cavallo tra il Cinquecento e il Seicento, alla scoperta della storia dell’astronomia, della fisica e della filosofia.
Elio Cadelo, giornalista Rai, scrittore e saggista, ha messo insieme nel libro ‘Perché gli OGM’ (Palombi 2011) i contributi di 12 tra i maggiori scienziati, ricercatori, economisti e teologi italiani che approfondiscono sotto vari aspetti il tema degli Organismi Geneticamente Modificati.

L’arte spazza via dall’anima la polvere che si deposita sulla vita di tutti i giorni (Picasso).
La Merck, la più antica azienda farmaceutica del mondo, con i suoi 345 anni di storia e l’impegno di 13 generazioni, è da sempre stata un importante mecenate dell’arte. Un’azienda dalle radici profonde, ma al passo col presente e proiettata nel futuro. Non solo farmaci hi tech in settori strategici quali quelli dell’oncologia e delle malattie neurologiche, ma anche un gigante della chimica (dai cristalli liquidi che animano gli schermi dei nostri televisori e smart phone, passando per un tocco di frivolezza, quello dei glitter che illuminano di bellezza gli ombretti e i prodotti beauty delle signore) e delle scienze della vita. E sopra a tanto business, l’amore irrinunciabile per l’arte, che si plasma in tante forme diverse, prediligendo però in particolare la letteratura. La famiglia Merck annovera nel suo albero genealogico pensatori, poeti ed editori; dallo scorso anno è anche patron del premio culturale Merck-Tagore. (LAURA MONTI)

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

media