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Fitness: 150 minuti di sport a settimana per allungare la vita di anni

18 Ottobre 2017

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Roma, 18 ott. (AdnKronos Salute) - Considerare l'esercizio fisico come una terapia da prescrivere, come un farmaco, stilando una vera e propria ricetta. Quindi 30 minuti per 5 giorni a settimana o 50 minuti per 3 sessioni: basta non far passare mai più di 2 giorni tra un allenamento e l'altro. Negli adulti anche solo 30 minuti di jogging al giorno per le donne e 40 minuti per gli uomini, 5 giorni alla settimana, possono aumentare la vita di anni, mentre l'inattività fisica è il quarto fattore di rischio principale per la morte prematura in tutto il mondo. "Ormai numerosi studi diacronici hanno mostrato come per la maggior parte della sua esistenza sulla Terra l'uomo cacciatore/raccoglitore abbia fatto del movimento una caratteristica fondante del suo essere", spiega Marco Tullio Cau, coordinatore Anti Aging Branch della Clinica Salvator Mundi di Roma.

"Se teniamo conto che il nostro Dna è cambiato di poco da allora, è possibile affermare che molte delle malattie croniche del XXI secolo siano dovute al connubio tra un'alimentazione errata e comunque eccessiva rispetto alla sedentarietà che ormai ci contraddistingue", sottolinea. "Per prima cosa bisogna distinguere tra promozione dell'attività fisica, rivolta alla popolazione generale, e prescrizione dell'esercizio fisico, vero e proprio atto medico rivolto a specifici soggetti con indicazioni su tipo, intensità, durata, frequenza", ha precisato l'esperto durante i lavori del convegno 'Sport, salute e alimentazione' che si è svolto nella Sala Rossa del Coni a Roma a cura di Agemony.

I benefici del movimento sono evidenti sin dai primi anni di vita: si è scoperto che gli studenti fisicamente attivi erano più propensi a essere accademicamente motivati e ad avere migliori risultati scolastici. "La capacità cardiorespiratoria che si sviluppa con un corretto esercizio - prosegue Cau - è dovuta allo sviluppo di nuovi vasi sanguigni e quindi a una maggiore ossigenazione dei tessuti, compreso quello cerebrale, mentre la forza muscolare e la capacità motoria sono associate alla formazione di sinapsi tra i neuroni. La forma fisica può svolgere un ruolo chiave nella salute del cervello e nelle prestazioni accademiche nei giovani. Inoltre l'abitudine all'esercizio sin da piccoli è un predittore di attività anche in età adulta".

Il recente studio 'Fitness muscolare e aerobica, memoria di lavoro e conseguimento accademico nei bambini' ha dimostrato come la forma fisica influenzi i risultati di test accademici e cognitivi in un gruppo di ragazzi tra i 9 e gli 11 anni. "La ricerca condotta da Shih-Chun Kao, dell'Università di Urbana in Illinois, ha concluso che la forma fisica aerobica è stata associata a un aumento delle prestazioni matematiche e nelle funzioni algebriche", dice l'esperto.

Eppure un quinto dei bambini (23%) in Italia non svolge regolarmente attività motorie nel tempo libero e circa un minore su 10 non le pratica neppure a scuola (11%), per mancanza di spazi attrezzati o perché non previste nel programma scolastico. Il 63% cammina al massimo mezz'ora al giorno e, di questi, il 28% lo fa per meno di 15 minuti (Dati Save the Children). "Non dobbiamo pensare allo sport come a tempo sottratto alla preparazione scolastica, ma come un supporto strategico e indispensabile", puntualizza Massimo Spattini, specialista in Scienza dell'alimentazione e in Medicina dello sport, Certified in Anti-Aging & Regenerative Medicine e direttore scientifico del Portale Agemony.com.

Negli adulti anche solo 30 minuti di jogging al giorno possono aumentare la vita di 9-10 anni: il movimento rallenta l'invecchiamento delle cellule, ma l'allenamento deve essere intenso per funzionare. Lo ha rivelato una ricerca dell'Università di Brigham Young, ricordano gli esperti. "Sempre recentemente - conclude Cau - un gruppo di ricerca irlandese con il quale sono in contatto ha pubblicato una serie di studi che provano, ancorché su modelli murini di malattia di Alzheimer, come l'esercizio abbia un effetto neurogenico ippocampale e sia in grado di produrre una riduzione della neuro-infiammazione. Aspetti, peraltro, che possono sicuramente essere d'aiuto anche nel rallentare la neuro-degenerazione non patologica alla quale andiamo tutti incontro con il normale invecchiamento".

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