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INNOVAZIONE E INFORMAZIONE

‘Vediamocibene’ progetto Alcon
per fare ‘cultura’ sulla cataratta

Una tecnica chirurgica praticata da tanti secoli che adesso si avvale di tecnologie raffinate in grado di garantire risultati ottimali. Ma ora è necessario provvedere ad informare i pazienti delle loro possibilità

14 Settembre 2018

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‘Vediamocibene’ progetto Alconper fare ‘cultura’ sulla cataratta

Le prime operazioni chirurgiche per curare la cataratta sono state effettuate dagli antichi egizi sin dal terzo millennio avanti Cristo e la procedura per trattare questa patologia è rimasta quasi invariata fino a tempi relativamente recenti. Oggi la situazione è decisamente cambiata, e in meglio, ma affinché i progressi nella disciplina chirurgica siano veramente fruibili da tutti manca uno step: quello dell'l’informazione. Nasce per questo motivo 'Vediamocibene', un progetto promosso da Alcon con lo scopo di fare ‘cultura’ sulla patologia della cataratta, offrendo un portale ricco di informazioni, video animazioni che spiegano in modo semplice sintomi e soluzioni tecnologicamente avanzate, indirizzi di cliniche d’eccellenza e testimonianze di pazienti che hanno già risolto il problema. “I progressi tecnologici legati all’intervento di cataratta permettono oggi agli oftalmologi di offrire ai pazienti opzioni chirurgiche sulla base dei loro stili di vita, delle loro esigenze di visione e delle loro aspettative postoperatorie. Per questo è fondamentale che il paziente venga correttamente informato e messo nella condizione di affrontare consapevolmente e serenamente l’intervento per consentirgli un percorso chirurgico più tranquillo – dichiara Daniele Tognetto, direttore della clinica oculistica Asuits, azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste e presidente della Società italiana di chirurgia vitreoretinica (Givre), nonchè presidente della Società oftalmologica triveneta – In questo senso anche un portale di informazione come Vediamoci.bene.it può rappresentare un valido strumento dove trovare informazioni e video animazioni che spiegano in modo semplice e facilmente comprensibile sintomi e soluzioni tecnologicamente avanzate per la chirurgia della cataratta, oltre a testimonianze di pazienti che hanno superato l’intervento in maniera molto soddisfacente. Questo strumento può rappresentare anche un valido supporto per chi necessita di maggiori informazioni sulla cataratta o per chi vuole approfondire e valutare le diverse opzioni disponibili per l’intervento chirurgico”.

La cataratta è l’intervento oculistico più eseguito nel nostro paese e nel mondo: oltre 24 milioni di persone si sono sottoposte alla rimozione del cristallino naturale che si opacizza. Solo in Italia vengono eseguiti circa 650 mila interventi ogni anno, segno di una procedura chirurgica ormai consolidata dal punto di vista della sicurezza e dell’efficacia. E se l’attuale procedura standard offre eccellenti risultati di riuscita dell’intervento, la buona notizia è che oggi è possibile dire addio alla cataratta anche ricorrendo a nuove tecnologie altamente innovative, che hanno l’obiettivo di migliorare ulteriormente la qualità di vita dei pazienti. La cataratta è una patologia universale e molto comune che fa parte del normale processo di invecchiamento. Consiste nell’opacizzazione del cristallino naturale, la lente situata all’interno dell’occhio, con una conseguente difficoltà nella visione. Colpisce 3 persone su 4 intorno ai 70 anni, e ad 80 anni tutti ne presentano i segni che progrediscono più o meno rapidamente. Sebbene si tratti di una patologia curabile, la cataratta senile provoca oltre il 48 per cento della cecità mondiale - ovvero oltre 18 milioni di persone - e causa una cattiva visione in molti altri milioni di persone. Per questo motivo, al primo insorgere di disturbi visivi è consigliabile rivolgersi subito a uno specialista del settore. È inoltre importante diagnosticare la cataratta nelle sue fasi iniziali, poiché quando diventa ‘matura’, l'intervento chirurgico necessario per la sua rimozione diventa più difficile e può aumentare il rischio di complicazioni. “A partire dagli anni Ottanta l’oftalmologia ha gestito in modo straordinario le innovazioni tecnologiche e i rivoluzionari progressi scientifici in medicina, trasformando la cataratta da un traumatizzante intervento gravato da un elevato numero di complicazioni, alla chirurgia maggiormente eseguita nel mondo capace, ogni anno, di far ritornare a vedere bene milioni di persone. L’intervento di cataratta ha raggiunto traguardi insperati per efficacia e sicurezza, grazie a un inarrestabile aggiornamento tecnologico sostenuto da due fattori altamente caratterizzanti. La necessità di far fronte ad un numero elevatissimo di richieste per sostenere le esigenze dei pazienti associata alla capacità di rendere l’intervento eseguibile in sicurezza con ottimi risultati in tutto il Paese, da Sassari a Pisa, da Lecce a Bolzano - afferma Matteo Piovella, presidente Società oftalmologica italiana (Soi) - in questi anni fantastici siamo stati sostenuti dalle istituzioni in modo impeccabile e perfettamente finalizzato. Tanto che il rapporto Gimbe 2018 sulla qualità dei servizi sanitari europei riconosce all’Italia la seconda posizione per i ristretti tempi di attesa necessari per sottoporsi all’intervento di cataratta. Peccato che questi straordinari risultati debbano oggi registrare una totale assenza di adozione da parte del Servizio sanitario nazionale (Ssn), a partire dal 2008, delle ulteriori nuove tecnologie oggi a disposizione. Le cure migliorano sempre perché la medicina non si ferma mai. Da 10 anni viviamo questa penalizzazione per i noti problemi economici ed organizzativi che non consentono al Ssn di adottare, per la maggior parte dei pazienti, cristallini artificiali capaci di migliorare talmente la vista dopo l’operazione, permettendo così di guidare e leggere senza dipendere dall’utilizzo degli occhiali; oppure di vedere operativi negli ospedali pubblici questi nuovi laser a femtosecondi. Di fatto queste innovazioni sono disponibili esclusivamente nel settore privato. Un’occasione persa per poter mettere a disposizione la miglior cura per tutti, a causa del fatto che viene disattesa l’obbligatoria informazione ai pazienti circa queste vantaggiose novità, e a causa della volontà politica che si oppone all’introduzione della compartecipazione alla spesa attiva ormai da anni con successo in tutti i paesi d’Europa. Personalmente – conclude Piovella - è una grande sconfitta vedere che oggi l’Italia si colloca all’ultimo posto in Europa, proporzionalmente dietro anche all’Albania, per numero di interventi di cataratta con utilizzo di tecnologia avanzata: solo lo 0.6 per cento contro il 70 per cento dei centri privati di maggior capacità e successo”.

L’innovazione hi-tech che sta rivoluzionando la chirurgia della cataratta riguarda principalmente l’uso di lenti intraoculari di ultima generazione in grado di offrire nuove prospettive di recupero dei difetti refrattivi e l’uso di un innovativo modello di laser, denominato laser a femtosecondi, che utilizza una luce infrarossa con impulsi laser di pochi micron e di breve durata, in grado di tagliare i tessuti nel punto desiderato senza utilizzo di bisturi. Il femtolaser consente infatti accuratezza, precisione ed una ripetitività delle fasi chirurgiche non raggiungibile dalla mano umana, e permette inoltre di realizzare un’apertura della capsula estremamente centrata e simmetrica, garantendo un posizionamento migliore della nuova lente intraoculare e risultati post intervento più prevedibili. “L’avvento del laser a femtosecondi ci consente di intervenire chirurgicamente con estrema precisione, sicurezza ed efficacia oltre a consentire un minor trauma dei tessuti oculari, riducendo notevolmente la possibilità di eventuali complicanze. Si tratta di una tecnica mininvasiva che comporta notevoli vantaggi: riduce al massimo i tempi di intervento e assicura un miglior recupero visivo per il paziente – dichiara Paolo Vinciguerra, associate professor in opthalmology, department of biomedical sciences - Humanitas university, director Eye centre, director of the residency program - Humanitas research hospital e presidente della Associazione italiana di chirurgia della cataratta e Refrattiva (Aiccer) - Un’altra importante innovazione nel campo della chirurgia della cataratta riguarda poi le nuove formule biomediche utilizzate da noi oftalmologici, vale a dire quei sistemi di calcolo impiegati per individuare la lente più adatta alle esigenze del singolo paziente, cosa che in passato non potevamo fare con la stessa precisione ed accuratezza. L’obiettivo oggi, infatti, non è più solo quello di far recuperare ai pazienti la visione da lontano ma, grazie a queste lenti di ultima generazione, di offrire contestualmente alla sostituzione del cristallino, nuove prospettive di recupero dei difetti refrattivi come miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia, riducendo la necessità di portare gli occhiali dopo l’operazione”. (MATILDE SCUDERI)

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