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EASD/7

I muscoli suggeriscono un nuovo
farmaco ok per diabete e obesità

L’irisina è una citochina prodotta dai muscoli dopo l’attività fisica. Ha un’azione preziosa per la perdita di peso a lungo termine e un punto in più a favore del suo utilizzo nel diabete di tipo 2. Soprattutto per gli obesi

7 Ottobre 2018

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I muscoli suggeriscono un nuovo farmaco ok per diabete e obesità

L'irisina è una miochina, cioè una citochina prodotta principalmente dal muscolo scheletrico in seguito ad attività fisica e, in quantità minore, dal tessuto adiposo. Per la sua capacità di promuovere il dispendio energetico, in parte stimolando la trasformazione del tessuto adiposo da bianco (che accumula energia) a bruno (che disperde energia), e il suo importante ruolo nel metabolismo del glucosio, l’irisina è stata proposta come possibile terapia per il trattamento di patologie come l’obesità e il diabete di tipo 2. “Recentemente – spiega il dottor Nicola Marrano dell’Università ‘Aldo Moro’ di Bari, uno dei giovani ricercatori italiani presenti all’Easd grazie ad un travel grant della Società Italiana di Diabetologia SID - il nostro gruppo di ricerca ha dimostrato che la somministrazione di irisina per 14 giorni nella cavia migliora la tolleranza al glucosio, stimola la produzione di insulina glucosio-indotta e aumenta il contenuto di insulina all’interno delle cellule che la producono, così come il numero di queste cellule” Sebbene l’irisina sia in grado di prevenire i danni metabolici indotti da una dieta ad elevato contenuto di grassi, i suoi effetti sul peso corporeo e sull'assunzione di cibo sono ad oggi contraddittori e necessitano di chiarimenti. “L’obiettivo del nostro studio – spiega Marrano - è stato quello di approfondire gli effetti della somministrazione di irisina per via intraperitoneale sulla produzione dei principali ormoni coinvolti nel controllo del peso corporeo e del comportamento alimentare, come la leptina e la grelina”. 12 topi C57BL/6 sono stati sottoposti ad iniezioni intraperitoneali giornaliere di irisina o di placebo per 14 giorni, al termine dei quali i topi sono stati sacrificati. I livelli di leptina e grelina sono stati misurati nel siero e l’espressione dei geni ipotalamici coinvolti nella stimolazione dell’appetito (oressigeni) e nella sazietà (anoressigeni) è stata analizzata a livello cerebrale. La somministrazione di irisina non ha indotto modifiche nella produzione di leptina o di grelina, così come nel peso corporeo e nel comportamento alimentare. Tuttavia, i topi trattati con irisina hanno mostrato un incremento dell’espressione dei geni anoressigeni a livello ipotalamico.

“La scoperta che l’irisina  sia in grado di agire sui centri ipotalamici che controllano fame e sazietà – continua Marrano - promuovendo l’attivazione dei geni anoressigeni, suggerisce che questo ormone può promuovere la perdita di peso e la riduzione dell’introito calorico a lungo termine. Questo risultato è di particolare importanza nel contesto di malattie come l’obesità e il diabete di tipo 2. “Un farmaco ideale per la cura del diabete mellito di tipo 2 – spiega la professoressa Annalisa Natalicchio, Università ‘Aldo Moro’ di Bari - oltre ad essere in grado di preservare la massa funzionale beta-cellulare e ridurre gli eventi di ipoglicemia, dovrebbe garantire una riduzione del peso corporeo e dell’introito calorico. Dopo aver dimostrato la capacità dell’irisina di migliorare e preservare la massa funzionale beta-cellulare, con questo studio si vuole mettere in luce la sua capacità di agire sulle aree cerebrali che controllano fame e sazietà, aggiungendo un tassello importante alla possibilità di utilizzare l’irisina come innovativo farmaco anti-diabete”. “L’irisina rappresenta un ormone con molteplici e interessanti proprietà – afferma il professor Francesco Giorgino, direttore del Dipartimento dell’Emergenza e dei Trapianti di Organi, Sezione di Medicina Interna, Endocrinologia, Andrologia e Malattie Metaboliche, Università di Bari ‘Aldo Moro’ - A tutt’oggi, però, i suoi effetti sul sistema nervoso centrale non erano mai stati esaminati. È interessante notare come un ormone che possiede effetti favorevoli sul controllo della glicemia e del peso sia anche in grado di attivare geni che mediano la sazietà. Questi risultati rendono l’irisina un interessante candidato per lo sviluppo di nuove terapie per le persone affette da diabete mellito di tipo 2, in particolare se anche obese”.

Effetti dell’irisina sulla secrezione di leptina e grelina e sull’espressione dei principali regolatori dell’appetito nel cervello di topo

Autori: N. Marrano, A. Natalicchio, R. Spagnuolo, L. Dipaola, G. Biondi, A. Cignarelli, S. Perrini, L. Laviola, F. Giorgino; Department of Emergency and Organ Transplantation, University of Bari Aldo Moro, Bari, Italy

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