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OSSERVATORIO ICTUS ITALIA

Action plan for stroke in Europe:
ecco gli obiettivi da raggiungere

In occasione della Giornata mondiale dell’ictus cerebrale è stato rilanciato un importante documento che mira ad aumentare la consapevolezza circa le azioni necessarie a ridurre l’impatto della patologia e a sensibilizzare i decisori

7 Novembre 2018

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Action plan for stroke in Europe:ecco gli obiettivi da raggiungere

In tutto il mondo sono circa 80 milioni gli individui colpiti da ictus, e 50 milioni sono destinati a convivere con una disabilità permanente. Per questo motivo, durante la Giornata mondiale dell’ictus cerebrale, l’Osservatorio ictus Italia ha rilanciato gli obiettivi dell’Action plan for stroke in Europe 2018-2030, importante documento promosso dalla European stroke organisation (Eso) e dalla Stroke alliance for Europe (Safe), che riunisce tutte le associazioni di pazienti del nostro continente. Il documento fotografa la situazione relativa all’ictus cerebrale e allo stato delle cure, individuando gli obiettivi e le azioni chiave che tutti i Paesi europei e i propri sistemi sanitari devono impegnarsi a perseguire entro il 2030. Sono quattro gli obiettivi prioritari:

1.   ridurre il numero assoluto di casi di ictus in Europa del 10 per cento;

2.   trattare il 90 per cento o più delle persone colpite da ictus in Europa all’interno delle stroke unit, come primo livello di cura;

3.   favorire l’adozione di piani nazionali per la patologia, che comprendano l'intera catena di cura: dalla prevenzione primaria fino alla vita dopo l'ictus;

4.   implementare strategie nazionali per interventi multisettoriali di sanità pubblica che promuovano e facilitino uno stile di vita sano, riducendo i fattori ambientali - incluso l'inquinamento atmosferico - socio-economici ed educativi che aumentano il rischio di ictus

Forza e resilienza. La campagna lanciata a livello globale per la Giornata Mondiale che si è tenuta il 29 ottobre scorso, data stabilita dalla Word stroke organisation (Wso),  quest’anno vuole focalizzare l’attenzione sulla determinazione e sulla resilienza che i sopravvissuti e i loro familiari e caregiver dimostrano nell’affrontare il percorso di cura e riabilitazione, nonostante tutto ciò che la malattia porti via loro. “Vogliamo fare nostro e condividere il messaggio di forza e speranza scelto quest’anno dalla Wso come tema della Giornata mondiale, che incita milioni persone colpite e le loro famiglie ad affrontare con determinazione questo evento improvviso, inatteso e traumatico e le sue conseguenze, con le quali devono convivere quotidianamente - afferma Nicoletta Reale, presidente dell’Osservatorio ictus Italia - Anche l’Osservatorio prosegue la sua attività per aumentare la consapevolezza circa le azioni necessarie a ridurre l’impatto della patologia e a sensibilizzare i decisori sulle strategie da adottare, impegnato in prima linea su vari versanti, tra i quali anche la diffusione dei messaggi contenuti nell’Action plan europeo”.

La situazione europea. Il rapporto ‘L’impatto dell’ictus in Europa’, condotto dai ricercatori del King’s College di Londra, che hanno esaminato dati, documenti e informazioni provenienti da 35 nazioni europee, tra cui l’Italia, ben sottolinea l’urgenza di agire in sintonia e nella direzione individuata dall’Action plan. Lo studio, infatti, rilevando differenze significative tra i diversi modelli di cura e disparità nelle possibilità di accesso alle terapie, stima che nel periodo compreso tra il 2015 e il 2035 i casi di ictus nell’Unione europea aumenteranno del 34 per cento, e che entro il 2035 ci sarà anche una crescita del 45 per cento dei casi di morte conseguenti ad ictus e del 25 per cento di chi sopravvivrà con danni permanenti.  “La buona notizia è che l’ictus cerebrale è prevenibile e curabile - spiega la Valeria Caso, past president Eso e membro del consiglio direttivo dell’Osservatorio ictus Italia - Grazie ai campi d’azione forniti dall’Action plan, raccogliamo la sfida di tutti coloro che affrontano la vita dopo l’ictus: i costi delle ricadute gravano su tutta la società, ma in special modo sulle vite dei milioni di sopravvissuti e dei loro cari, che li supportano tutti i giorni. Obiettivo è proprio quello di ridurre l’impatto delle recidive e contemporaneamente, raggiungere gli standard qualitativi più elevati, fornendo ai governi e alle autorità competenti tutte le informazioni sullo stato dell’arte e sulle priorità da perseguire, nell’ottica di superare le attuali disparità di accesso alle cure e ai trattamenti su ciascun territorio”. (MATILDE SCUDERI)

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