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GIORNATA MONDIALE DELLA FILOSOFIA

Evento ‘Una scienza senza anima’
opera del prof. Giuseppe Sermonti

Celebrata la Giornata Mondiale della Filosofia 2018 al Senato con un convegno tematico sul libro dell’illustre biologo e genetista italiano che insieme a Guido Pontecorvo scoprì la ricombinazione di Penicillium Chrysogenum

17 Novembre 2018

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Evento ‘Una scienza senza anima’ opera del prof. Giuseppe Sermonti

Presso la Biblioteca del Senato della Repubblica si è celebrata la ‘Giornata Mondiale della Filosofia 2018’ indetta dalle Nazioni Unite e istituita nel 2002 dall’Unesco con un convegno tematico sul libro ‘Una scienza senza anima’ del professor Giuseppe Sermonti, illustre biologo e genetista italiano che insieme a Guido Pontecorvo ha scoperto la ricombinazione parasessuale di Penicillium Chrysogenum – fungo produttore di un antibiotico da cui prendono il nome le penicilline – e insieme a sua moglie Isabella Spada di Colle d’alberi ha scoperto la ricombinazione genetica di Streptomyces da cui si ricavano anche antibiotici come la Streptomicina - utile nelle questioni tubercolari. Ad introdurre l'incontro moderato da Rita Padovano dell'Istituto studi politici S. Pio V, è stato proprio il più grande dei figli dell'autore, il giornalista scientifico Andrea Sermonti, che ha raccontato come suo padre sebbene uomo di scienza e pertanto obbligato a procedimenti precisi abbia sempre dimostrato con lui e gli altri figli un lato umano molto marcato, rispettando tra l'altro la loro libertà di pensiero e di vedute anche nella vita personale.

Nel momento dell’istituzione della Giornata, l’Unesco ha fissato tre obiettivi primari da raggiungere: il primo si prefigge di rinnovare ogni anno a livello internazionale l'impegno per la diffusione della filosofia; in seconda battuta l’Agenzia delle Nazioni Unite intende diffondere l'analisi filosofica nella ricerca e gli studi sulle principali questioni contemporanee, per poter rispondere nel modo più efficace possibile alle sfide che deve affrontare l'umanità – e sotto questo punto di vista, secondo l’Unesco, è fondamentale utilizzare il pensiero filosofico per studiare gli effetti della globalizzazione o le conseguenze della modernità – e infine la Giornata serve per valutare lo stato dell'insegnamento della filosofia in tutto il mondo, con particolare attenzione nei Paesi dove i livello di scolarizzazione è ancora molto basso. Ed è per queste priorità umanitarie che l'Istituto di studi politici S. Pio V ha aderito, con la dottoressa Rita Padovano, a farsi carico di moderare sapientemente i tanto spinosi quanto acuti interventi degli autorevoli relatori, come quello di Francesco Scoppola del MiBAC, che sebbene spassionatamente, senza mezzi termini ci ha ricordato come la politica  in passato abbia viziato scoperte scientifiche e andamenti storici, basti pensare alle leggi razziali che portarono Enrico Fermi e la famiglia di Oppenheimer nel nuovo continente ed il conseguente discutibile Progetto Manhattan o come quello dell'emerito sociologo Roberto Cipriani che con la sua panoramica a partire dal '500 con l'epoca della modernità', ha messo in evidenza come classi dirigenti o poteri forti  abbiano trattenuto a quei progressi scientifici di evolversi spontaneamente verso piani più elevati o desiderabili per l'uomo, citando appositamente il caso Galilei che oggi è quasi considerato un santo in ambito ecclesiastico.

Ed è proprio qui che il richiamo lungimirante di una scienza più libera e meno dogmatica di Giuseppe Sermonti entra in gioco a pieno titolo se la si vuole scrivere con la S maiuscola. In proposito l'intervento della geografa ambientale Tiziana Banini ha arricchito di linfa vitale l'intero quadro, come sempre capita quando si toccano i sentimenti, le sensibilità o le emozioni dell'elan vital - come la chiamava Henri-Louis Bergson – e tanto cari all'autore che li considera di ordine superiore alla vacuità del mero e inanimato universo materiale. Per inciso, non è forse vero che l’ateissimo Paul Dirac, con il suo ‘oppio dei popoli’ si contraddice quando afferma che delle formule matematiche quelle che predilige sono quelle estetiche? Non è che forse la natura della sua anima l’avesse portato a dire ciò? La bellezza, l’arte, l’estetica non appartengono forse alle qualità spirituali, come il od uno dei fisici probabilmente più determinanti nella storia, James Clerk Maxwell, le esercitava con le sue poesie per dare un’anima e una motivazione ai suo sforzi di conoscere e controllare in modo più ottimale il regno materiale, considerandolo come  un sentito  servizio che offriva al prossimo.

Tiziana Banini, con l'ausilio di sconcertanti diagrammi, ci ha parlato del paradosso della martoriata fascia equatoriale sfruttata senza scrupoli per  la sua vegetazione preziosa per i principi attivi di tutti quei farmaci o alimenti considerati di fascia superiore ma allo stesso tempo teatro di raccapriccianti disagi sociali, conflitti e persino deforestazione! Per caso non si ritorna in questo caso, come il ritornello della famosa canzone ‘sarà la musica che gira in torno, quella che non ha futuro’, a quei poteri forti, anche di multinazionali, che impongo determinate realtà scientifiche inaccettabili per uno spirito libero motivato dall'amore della Conoscenza e per l'umanità in senso lato e che costringono per dignità ed integrità personale a togliersi il camice bianco come protesta ma allo stesso tempo come sano incoraggiamento a ‘guardare oltre’? Non è forse vero che l’emarginato signor Albert Einstein se non avesse pregato Max Planck di ascoltarlo e se Planck, suo connazionale, non lo avesse letteralmente ‘appoggiato’ per avere la possibilità di dire la sua nella comunità scientifica ufficiale, probabilmente avrebbe continuato a fare solo una carriera accademica? Non è forse una certa arroganza o discriminazione interna a limitare gli orizzonti della Conoscenza – per esempio chiunque abbia cercato di esplorare quell’energia che muove il corpo teorizzata da Isac Newton nell’ultima pagina dello ‘Scolio di Principia’ ribellandosi ai signori della ‘materia’ grigia dediti all’assolutismo celebrale di Wilhelm Wundt e allo stimolo-risposta animale di Ivan Plavov, abbiano avuto vite rese impossibili – come Wilhelm Reich con l’energia dell’orgone o L. Ron Hubbard con l’enegia theta?

Parallelamente, in ambito umanista e Il teologo delle religioni Paolo Trianni ha citato il teologo spagnolo Raimon Panikkar nel suo ‘guardare più in là’, che del suo viaggio apostolico in India una volta disse: "Sono partito cristiano, mi sono scoperto hindù e ritorno buddhista, senza cessare per questo di essere cristiano". Se la civiltà occidentale, come ci racconta Giovanni Reale è nata con i ragionamenti di Socrate sia nelle strade che negli ambienti altolocati di Atene  e così  anche l'idea di Psiche, della sua bellezza e bontà innata, che il Filosofo indicava come la strada maestra nella ricerca e nelle ambizioni per un  miglioramento e raggiungimento di condizioni di esistenza più felici per l'individuo, sicuramente tutte quelle attività svolte per tutti gli strati umani come l'impegno sociale di associazioni ieri intervenute come gli ‘Amici di Ron’ con il ‘Premio Nazionale di Filosofia’ che incoraggia centinaia di saggi filosofici da proporre da parte di ‘chiunque’ senta di farlo. C'e' stata anche la gradita partecipazione di una classe terza del Liceo Classico Dante Alighieri di Roma e di diversi attori presenti  e attivi in vari strati del tessuto civile e sociale, come L'Associazione Amici di Ron con il suo ‘Premio  Nazionale di Filosofia’ chiamato ‘Alla ricerca dell'Anima’ e come l'intervento di Dhillon Karam Jit Singh rappresentante della comunità Sik italiana che ha ricordato come il quinto Guru della loro religione, Arjun Dev ji, nel compilare il loro libro sacro ‘Adi Granth’ si avvalse anche del pensiero di saggi e santi di altre fedi  raccogliendo in questo modo ciò che quegli uomini di saggezza avevano cercato di offrire: riconoscendo, in questo modo, il buon principio che “tutte le fedi devono essere rispettate per la loro nobiltà d’intenti”. Il convegno è stato piacevolmente concluso dalla lettura della prefazione di ‘una scienza senza anima’ da parte del maestro Antonello Avallone. (PAOLO ONORATI)

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