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AL CUORE DEL DIABETE

“Basta scetticismo
è tempo di azione!”

Una campagna nazionale mette in guardia dalle correlazioni tra diabete e rischio cardiovascolare, grazie a una unità mobile dove sarà possibile confrontarsi con gli specialisti e ricevere una valutazione diagnostica

20 Dicembre 2018

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“Basta scetticismoè tempo di azione!”

I rischi delle metropoli. La vita in città predispone ad abitudini di vita poco salubri: stress, inquinamento, ma anche disparità sociali vanno ad aggiungersi ai fattori di rischio di sviluppo di malattie non trasmissibili. Per questo motivo la campagna nazionale ‘Al cuore del diabete’ punta i riflettori su due gravi patologie tra loro correlate e ormai dilaganti nei centri urbani: diabete di tipo II e patologie cardiovascolari. La campagna mira a informare e sensibilizzare non solo i pazienti ma tutti i cittadini sulla malattia diabetica per ridurre le complicanze ad essa correlate. L’iniziativa, realizzata con il patrocinio della Società italiana di diabetologia (Sid) e dell’Associazione medici diabetologi (Amd), in connessione con il progetto internazionale Cities changing diabetes e il contributo non condizionato di Novo Nordisk è stata presentata in un evento che ha goduto del patrocinio dell’Associazione nazionale comuni italiani (Anci) e dall’Intergruppo parlamentare ‘Qualità di vita nelle città’. “Una campagna di questo tipo che coinvolge i comuni e i grandi centri urbani è di particolare importanza per i cittadini – ha affermato Enzo Bianco, presidente del Consiglio nazionale Anci - Lo sviluppo urbano, cui il mondo ha assistito e assiste, ha modificato profondamente lo stile di vita della popolazione e trasforma il contesto ambientale e sociale in cui viviamo, creando problemi di equità, generando tensioni sociali e introducendo minacce per la salute della popolazione”.

Al cuore del diabete. La campagna partirà a marzo 2019, facendo tappa nelle principali piazze italiane - incluse le 14 città metropolitane, dove risiede il 33 per cento della popolazione italiana - con un’unità mobile dove sarà possibile ricevere una valutazione diagnostica del rischio cardiovascolare. Una volta completato il percorso degli esami previsti - misurazione dei valori di emoglobina glicata e del profilo lipidico, ecocardiogramma ed eco-color-doppler carotideo - sarà possibile confrontarsi con gli specialisti – diabetologo e cardiologo. Alla fine del percorso saranno forniti tutti i risultati per la condivisione con il proprio medico. Nel mondo, attualmente 2 persone con diabete su 3 vivono in un nucleo urbano, con una stima dell’International diabetes federation che prevede nei prossimi 25 anni questo rapporto crescere a 3 su 4. “La configurazione attuale delle città, e più in generale il fenomeno dell’urbanizzazione, presenta per la salute pubblica e individuale tanti rischi ma anche molte opportunità - ha dichiarato Roberto Pella, vice presidente vicario Anci e co-presidente dell’Intergruppo parlamentare sulla qualità della vita nelle città - Come sindaco avverto l’urgenza di sostenere convintamente campagne come ‘Al cuore del diabete’ per fare sì che i nostri cittadini siano informati e sempre più consapevoli dei fattori di rischio correlati al diabete e alle malattie non trasmissibili. La mia recente esperienza come primo parlamentare italiano invitato a intervenire alla Camera dei comuni britannica, in occasione del Congresso interparlamentare sul diabete, testimonia come per tutti i parlamenti europei è tempo di confrontarsi e condividere strategie da porre in essere per città più salutari ed eque”.

Le società scientifiche. “Uno dei punti di forza della campagna è la copertura dell’intero territorio nazionale, da Nord a Sud – ha spiegato Amodio Botta, consigliere nazionale Amd – troppo spesso si scopre di avere il diabete dopo un ricovero per infarto, è chiaro dunque che è necessario accrescere la consapevolezza dei cittadini. I numeri del diabete di tipo 2 sono cresciuti esponenzialmente, ma una buona notizia c’è: siamo in grado di prevenire questa patologia e disponiamo ormai di terapie efficaci nel contenimento di fattori di rischio. Siamo convinti che si possa cambiare, e che questo cambiamento possa partire dai cittadini”. Le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di disabilità e morte nelle persone con diabete tipo 2: rispetto a una persona sana, chi ha il diabete ha un rischio di morte doppio e quadruplo di infarto o ictus. “Come società scientifica è nostro dovere non solo partecipare ma anche metterci alla guida di simili iniziative – ha dichiarato Francesco Purrello, presidente Sid – il diabete è ancora percepito come malattia tutto sommato lieve, ma non è così: in Italia sono quasi 750 mila le persone con diabete che vanno incontro nella loro vita ad almeno un evento cardiovascolare, e ogni anno sono poco meno di 15 mila le morti di persone con diabete imputabili a cardiopatia ischemica, mentre sono 7500 quelle per malattie cerebrovascolari; in pratica circa 60 decessi ogni giorno. Va aumentata la consapevolezza dei cittadini e al tempo stesso vanno promossi controlli serrati sulla salute della popolazione, perché nel diabete la variabilità individuale gioca un ruolo preponderante: a parità di valori infatti certi individui non presenteranno particolari problemi, mentre altri sì. Una cosa è certa: cambiare si può, dobbiamo scrollarci di dosso lo scetticismo e agire”.

Ancora troppa disinformazione. Un’indagine dell’International diabetes federation, condotta a livello mondiale tra persone con diabete tipo 2 per investigare il livello di conoscenza delle malattie cardiovascolari, ha evidenziato come le persone con diabete sottovalutino i rischi; infatti, ben 1 su 4 degli intervistati si considera a basso rischio o non a rischio di incorrere in queste malattie e 1 su 4 non ha mai discusso o non si ricorda di aver parlato dei fattori di rischio cardiovascolare con il proprio medico. “Sono molte le persone ignare del fatto che le malattie cardiovascolari rappresentino la più comune causa di morte in coloro che hanno il diabete tipo 2 - spiega Drago Vuina, corporate vice president Novo Nordisk - Per questo Novo Nordisk ha voluto sostenere questa campagna in connessione con Cities changing diabetes, il progetto internazionale promosso dallo University college of London e dallo Steno diabetes center, grazie al quale già da diversi anni i ricercatori si impegnano a individuare le aree di vulnerabilità, i bisogni insoddisfatti delle persone con diabete e identificare le politiche di prevenzione più adatte e come migliorare la rete di assistenza”. (MATILDE SCUDERI)

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