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VIVI CON IL CUORE 2019

Campagna di informazione Abbott
Intervenire sull’infarto nella donna

Le malattie cardiovascolari e l’infarto sono la prima causa di morte nelle donne. Tuttavia la maggior parte di loro non ne è consapevole e spesso sottovaluta il rischio. La campagna 'Vivi con il Cuore' per la prevenzione

4 Marzo 2019

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Campagna di informazione AbbottIntervenire sull’infarto nella donna

Con un decesso ogni 10 minuti, le malattie cardiovascolari e l’infarto sono il killer nr. 1 delle donne. Ma la maggioranza di loro non è consapevole del rischio, mentre quasi l’80 per cento degli eventi cardiaci potrebbe essere prevenuto. Se n'è parlato in occasione del Convegno 'Infarto e malattie cardiovascolari al femminile: come vivere con il cuore', promosso da Abbott in collaborazione con la Società Italiana di Cardiologia, con l’obiettivo di aumentare la conoscenza delle patologie cardiovascolari e incentivare le donne ad adottare strategie salva-cuore al femminile. Nel corso del convegno è stata presentata l’edizione 2019 della campagna di informazione 'Vivi con il Cuore' per riconoscere e prevenire l’infarto nella donna. Inoltre, i medici cardiologi della Società Italiana di Cardiologia hanno offerto consigli utili e una valutazione dello stile di vita a tutte le donne over 40 partecipanti. “Sebbene si pensi che le malattie cardiache non siano appannaggio del sesso femminile, queste sono la prima causa di morte anche nelle donne - dichiara Ciro Indolfi, presidente della Società Italiana di Cardiologia (Sic)  - La Sic ha infatti tra i suoi obiettivi primari quello di promuovere il benessere delle donne, diffondere la consapevolezza del rischio cardiovascolare ed incoraggiare le più efficaci strategie terapeutiche. Il messaggio importante che i cardiologi italiani vogliono diffondere riguarda anche la differenza dei sintomi dell’infarto che nelle donne sono frequentemente atipici. Campagne come 'Vivi con il Cuore' hanno l’ambizioso obiettivo di prevenire morti premature e permettere la migliore cura per le donne colpite da infarto”.

“In Europa si comincia sempre più a parlare di medicina di genere, tuttavia permane un’evidente carenza di informazione e formazione in particolare in ambito cardiovascolare. Iniziative nobilissime come la campagna 'Vivi con il Cuore' sottolineano l’esigenza di una programmazione comunitaria di lungo periodo con specifiche risorse e progettualità ad hoc. Ho ritenuto quindi doveroso dare il mio contributo come donna e come europarlamentare presentando un’interrogazione sul tema”, ha dichiarato l'onorevole Lara Comi, membro del Parlamento Europeo e vice presidente Gruppo PPE. Vivi con il Cuore (www.viviconilcuore.it) è la campagna nazionale di informazione per riconoscere e prevenire l’infarto nella donna. All’interno del rinnovato sito web, le donne potranno trovare informazioni sulle malattie del cuore, riconoscere le differenze di genere, scoprire i sintomi dell’infarto e le specificità nella donna, tanti consigli per attuare efficaci strategie salva-cuore e un semplice test per valutare il proprio stile di vita. Ma quanto ne sanno gli italiani? A questo proposito Eikon Strategic Consulting ha intervistato un campione rappresentativo della popolazione italiana tra i 40 e i 70 anni, per comprendere la percezione maschile e femminile in relazione al rischio cardiovascolare.

Dall’indagine emerge con forza che, nell’immaginario collettivo, il cuore è considerato una vulnerabilità maschile, mentre il tumore un problema femminile. Solo 2 donne su 10 sono consapevoli che la loro prima causa di morte sono le malattie cardiovascolari e l’infarto: 6 donne su 10 indicano il tumore mentre il 74 per cento ritiene che le malattie cardiovascolari lo siano per gli uomini. Della stessa convinzione anche gli uomini: solo il 21 per cento pensa che la prima causa di morte per le donne siano le malattie cardiovascolari. Tra gli uomini, la convinzione che il rischio di infarto sia maggiore per loro è molto forte: ben il 77 per cento lo pensa. Il sintomo cruciale dell’infarto, il dolore toracico, è correttamente indicato da oltre il 70 per cento degli intervistati, uomini e donne, ma meno della metà è in grado di riconoscere gli altri sintomi non specifici. La maggioranza degli intervistati (70 per cento) vorrebbe essere informata sui rischi cardiovascolari e sulle modalità di prevenzione soprattutto dal proprio medico di famiglia. Il 31 per cento vorrebbe trovare informazioni anche sul web (siti, test di autovalutazione on line, informazioni scientifiche e consigli degli esperti).

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) stima che oltre tre quarti della mortalità cardiovascolare globale possa essere prevenuta mediante l’attuazione di adeguate modifiche dello stile di vita e il controllo dei fattori di rischio, come ad esempio ipertensione, ipercolesterolemia e il diabete che, da solo, raddoppia il rischio della donna di contrarre una malattia coronarica. "Siamo orgogliosi di poter dare il via a 'Vivi con il Cuore 2019' in collaborazione con istituzioni, società scientifiche e associazioni per aumentare la consapevolezza delle donne sulle malattie cardiovascolari - conclude Stefano Zangara, direttore Risorse Umane di Abbott - La conoscenza è la base essenziale per una vita più sana. Oggi le donne possono fare molto per combattere e prevenire le malattie cardiovascolari e vivere al meglio ogni giorno della loro vita". L’evento ha ottenuto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo, il patrocinio della presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero della Salute, Regione Lombardia, Città Metropolitana di Milano; delle società scientifiche Sic, Sipmel, Sibioc, Elas, Great, Ifcc, Fei; delle Associazioni Conacuore, Gruppo Cuore Nuovo, Areu, Assolombarda, Unindustria, Alleanza delle Cooperative Italiane, Aiop, Anima per il sociale, Chico, oltre all’adesione del gruppo Cuomo, La Molisana, OMIA e Pianoforte. (STEFANO SERMONTI)

Per maggiori informazioni visita il sito www.viviconilcuore.it

o vai su Facebook Abbott Freestyle. Per diffonderee condividere

la campagna usa l’hashtag #iovivoconilcuore

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