Cerca

TRANSCATHETER AORTIC VALVE IMPLANTATION

‘Tavi è vita’: il Piemonte capofila
del progetto sulla stenosi aortica

L’iniziativa, ideata e realizzata dalle Società italiane di cardiologia Gise, Sic e Sicch, prevede quattro Weekend della Salute che si terranno nelle principali piazze della regione: Alessandria, Cuneo, Novara e Torino

30 Marzo 2019

0
‘Tavi è vita’: il Piemonte capofila del progetto sulla stenosi aortica

Aumentare il livello di conoscenza sulla stenosi aortica e sulla tecnica operatoria Tavi: è lo scopo del progetto ‘TAVI è VITA’ che parte dal Piemonte con iniziative volte a sensibilizzare le istituzioni, la comunità medico-scientifica e l’opinione pubblica sul tema. L’iniziativa, presentata al Circolo della Stampa di Torino, prevede quattro 'Weekend della Salute' che si terranno nelle principali piazze di quattro città Piemontesi: Alessandria, Cuneo, Novara e Torino. Le giornate informative vedranno la partecipazione di cardiologi interventisti del Gise e cardiochirurghi della Sicch che saranno a disposizione dei cittadini per visite e consulti gratuiti, in occasione di ciascun weekend. La stenosi aortica è una delle malattie più comuni delle valvole cardiache (che in Italia riguardano oltre 1 milione di persone e il 10 per cento della popolazione oltre i 65 anni, la fascia più colpita). La tecnica operatoria Tavi (Transcatheter Aortic Valve Implantation, impianto transcatetere di valvola aortica) è una procedura estremamente innovativa ma che risulta essere attualmente sottoutilizzata. A oggi, infatti, sono soltanto circa 110 i pazienti trattati ogni milione di abitanti rispetto ai circa 250 per milione di abitanti che meriterebbero il trattamento secondo le evidenze cliniche. A confermarlo è un’indagine Doxa effettuata sia a livello nazionale che regionale, che ha coinvolto medici di medicina generale (Mmg) e cardiologi, evidenziando come nei due target la conoscenza della stenosi aortica, delle possibili opzioni terapeutiche e del percorso ideale che dovrebbe fare il paziente affetto da tale patologia non sia elevata. In particolare, i dati raccolti da Doxa in Piemonte confermano in molti punti il trend nazionale discostandosi lievemente per quanto riguarda un maggior livello di confidenza nella gestione e nel trattamento del paziente con stenosi aortica e sul fatto che i cardiologi piemontesi sembrano effettuare personalmente la diagnosi di stenosi aortica con maggiore frequenza rispetto a quanto registrato nel resto d’Italia.

“I risultati dell’indagine Doxa sono eloquenti: fotografano, infatti, una realtà comune a tutto il territorio nazionale e, pur con lievi discostamenti, anche al Piemonte, che consiste nella scarsa, appena sufficiente, conoscenza da parte dei Mmg e dei cardiologi ambulatoriali dei percorsi diagnostici e delle prospettive terapeutiche per i pazienti affetti da stenosi aortica – ha sottolineato Giuseppe Musumeci, past president Gise e direttore della struttura complessa di Cardiologia dell’azienda ospedaliera S. Croce e Carle di Cuneo - ‘TAVI è VITA’ è un progetto nato per rispondere al bisogno evidente ed urgente di una diffusione più capillare della conoscenza delle caratteristiche e delle indicazioni alla procedura e si propone di sensibilizzare i medici del territorio al riconoscimento della stenosi valvolare aortica o all’avvio di approfondimenti diagnostici nel sospetto clinico della patologia e di diffondere i dati attuali sulla sicurezza e l’efficacia della Tavi. Si tratta di una tecnica mini-invasiva assai innovativa eseguita dai cardiologi interventisti senza aprire il torace e fermare il cuore, spesso senza anestesia generale e con impianto della valvola, nella maggior parte dei casi, attraverso l’arteria femorale. L’intervento dura meno di 1 ora e il recupero post-operatorio è rapido. Inoltre, i dati recentemente presentati a New Orleans e pubblicati sul The New England Journal of Medicine – afferma Musumeci - hanno mostrato come la Tavi si sia dimostrata superiore alla chirurgia tradizionale per quanto riguarda l’incidenza di morte, ictus, re-ospedalizzazione ad un anno anche nei pazienti a basso rischio”.

La stenosi (restringimento) severa dell’apertura valvolare aortica può essere trattata sia tramite sostituzione chirurgica tradizionale della valvola aortica (Savr), intervento che richiede anestesia generale, incisione più o meno estesa sul torace e circolazione extra-corporea a cuore fermo, sia tramite TAVI, intervento miniinvasivo che si esegue nella maggior parte dei casi senza anestesia generale e con impianto della nuova valvola attraverso l’arteria femorale. Nel caso della TAVI il paziente potrebbe venir dimesso nel giro di 3 o 4 giorni se non sono presenti particolari complicanze procedurali. Dal 2007, anno di introduzione della procedura, al 2018 in Italia sono stati effettuati oltre 30.000 impianti tramite TAVI, con incremento annuo costante (da 98 impianti nel 2007 a oltre 6.900 nel 2018). È intervenuto, nel corso della presentazione del progetto, anche Mauro Rinaldi, direttore della Struttura complessa di cardiochirurgia dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino, che ha affermato:  “La stenosi della valvola aortica è una patologia che interessa prevalentemente la persona anziana e, se severa, ha un impatto negativo sulla qualità e l’aspettativa di vita del paziente che deve essere il primo obiettivo di ogni iniziativa volta a creare una maggiore coscienza: egli deve saper cogliere quei sintomi che suggeriscono la malattia e quindi rivolgersi al medico. Ancora più importante è la formazione dei medici di base e dei cardiologi. Diagnosi precoce, follow up del paziente e corretto timing chirurgico sono fondamentali per il successo del trattamento di questa patologia. Fondamentale – continua - è poi la scelta della giusta strategia di trattamento. Oggi abbiamo due diverse opzioni, la chirurgia convenzionale che negli ultimi anni è evoluta verso strategie sempre meno invasive ma che, però, richiede pur sempre una piccola incisione e la circolazione extracorporea, ed il trattamento transcatetere, ossia la Tavi. I risultati della ricerca Doxa sono estremamente interessanti nella misura in cui evidenziano come ancora non ci sia una informazione precisa sulle diverse opzioni di trattamento proprio fra i medici che rappresentano il primo punto di riferimento per il paziente”.

Il progetto ‘TAVI è VITA’ è stato ideato e realizzato dalla Società Italiana di Cardiologia Interventistica (Gise) in collaborazione con la Società Italiana di Cardiologia (Sic) e dalla Società Italiana di Chirurgia Cardiaca (Sicch). I 'Weekend della Salute' partiranno sabato 1 giugno da Cuneo, seguiranno: Novara l’8 giugno, Torino il 15 giugno e Alessandria il 22 giugno. Il titolo dell’iniziativa, nato dall’utilizzo del nome della procedura e del suo anagramma, evidenzia la rilevanza della tecnica che ricopre una funzione propriamente salvavita. La Tavi, sebbene sia stata inizialmente destinata solo ai pazienti non trattabili chirurgicamente, potrebbe oggi essere indicata anche in pazienti a rischio meno alto, che potrebbero così in alcuni casi avvalersi di una metodica meno invasiva rispetto alla chirurgia tradizionale. L’importanza del progetto, sostenuta dai risultati dell’indagine Doxa, ha spinto tutte le maggiori società del panorama cardiologico a collaborare alla creazione dell’iniziativa. I risultati della ricerca hanno dimostrato come sia doveroso intervenire non solo presso medici di medicina generale e cardiologi di base, soggetti coinvolti nella ricerca, ma anche a livello generale presso la popolazione più a rischio. Risultano necessari, infatti, eventi e corsi per aumentare e strutturare le conoscenze dei Mmg e favorire la proposizione della procedura di intervento sulla valvola aortica nei tempi debiti, riferendo i pazienti agli Heart Team, specificamente creati per proporre ai singoli pazienti la metodica più appropriata (Tavi o intervento chirurgico). In questa prospettiva sembrano anche necessari meeting dedicati alla Tavi per approfondire i dubbi attuali del cardiologo rispetto alle tecniche e alle indicazioni di intervento. Infine, per migliorare i livelli di conoscenza della patologia e soprattutto della nuova tecnica Tavi presso la popolazione, può favorire la share of voice e la richiesta diretta al medico da parte del paziente e, di conseguenza, una maggiore potenziale diffusione di utilizzo della tecnica. (ANNA CAPASSO)

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Elezioni nel Regno Unito, le voci dei londinesi: "Speriamo in una soluzione sulla Brexit"

Salvini spara contro i Cinquestelle: "M5s ha perso il suo popolo per abbraccio mortale con il Pd"
Mes, Luigi Di Maio attacca la destra: "Facciamo chiarezza". E lo spiega con un disegnino
Matteo Renzi sul caso Open: "Quel giustizialismo peloso, non lasciamo che il pm faccia un'azione politica"

media