Cerca

NUOVI TRATTAMENTI

Cladribina per la sclerosi multipla
il trattamento 'breve' in compresse

Il nuovo farmaco è indicato nel trattamento della sclerosi multipla recidivante ad elevata attività. Merck lancia anche ADVEVA, il programma multicanale di supporto al paziente in trattamento con cladribina compresse

16 Aprile 2019

0
Cladribina per la sclerosi multiplail primo trattamento in compresse

Un farmaco veramente innovativo, "che si usa a casa propria e per 10 giorni l'anno - sottolinea il professor Giancarlo Comi, ordinario di Neurologia Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, direttore Istituto di Neurologia Sperimentale Ospedale San Raffaele (Milano) e membro dello steering committee internazionale - che potrà cambiare la strategia terapeutica della sclerosi multipla recidivante (Smr)": cladribina compresse è stata ammessa alla rimborsabilità in Italia dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Si tratta del primo trattamento per la Smr che permette di raggiungere fino a 4 anni di controllo della malattia, a fronte di un massimo di 20 giorni di trattamento orale somministrato nell’arco dei primi 2 anni. “Dopo un lungo viaggio durato oltre 10 anni, anche i pazienti avranno finalmente a disposizione una nuova opzione terapeutica, che rappresenta il primo trattamento orale per la forma recidivante di sclerosi multipla ad elevata attività e che, grazie al suo particolare meccanismo d’azione, consente una somministrazione per massimo 10 giorni all’anno in un arco temporale di 2 anni e con i 2 anni successivi liberi da trattamento – aggiunge Comi - Lo sviluppo di questo trattamento, ha potuto contare su un notevole contributo da parte della ricerca italiana, che, nell’ambito della neurologia, costituisce un’eccellenza a livello mondiale”. E quanti sono i pazienti che potranno usufruirne? " Di certo il 20 per cento di coloro che hanno avuto un esordio precoce - conferma l'esperto - ma potenzialmente anche quel 70-80 per cento di pazienti che non rispondono più ai trattamenti di prima linea".

Cladribina compresse ha dimostrato un’efficacia clinica sostenuta nel tempo fino a 4 anni secondo gli indicatori chiave dell’attività di malattia, che includono il tasso di recidiva annualizzato, la progressione della disabilità, e l’attività alla risonanza magnetica nucleare (Rmn). “L’approvazione di cladribina compresse – dichiara il professor Diego Centonze, ordinario di Neurologia, Università di Roma Tor Vergata e responsabile della U.O.C. di Neurologia dell’IRCCS Neuromed, Pozzilli (Isernia) - si basa su studi che hanno coinvolto nei programmi di sperimentazione clinica più di 2 mila pazienti. Si tratta di numeri importanti che consentono di avere un profilo di sicurezza ben definito e rappresentano sicuramente un valore aggiunto di questo trattamento”. Questi i risultati più significativi a due anni di cladribina compresse: 4 pazienti su 5 rimangono liberi da ricadute, 9 pazienti su 10 rimangono liberi da progressione di disabilità e quasi la metà dei pazienti non ha evidenza di attività di malattia. Il programma di sviluppo del farmaco ha incluso tre studi clinici di fase III controllati con placebo CLARITY (studio pilota di efficacia), CLARITY EXTENSION e ORACLE MS, uno studio di fase II (ONWARD), nonché dati di follow up a lungo termine del registro prospettico di 8 anni, PREMIERE.

I risultati di efficacia e sicurezza di questi studi hanno consentito di formulare una definizione completa del profilo rischio/beneficio di cladribina compresse. I pazienti con Smr altamente attiva in trattamento con cladribina compresse non devono assumere il farmaco in modo continuativo: “Cladribina compresse va somministrata 10 giorni il primo anno e 10 giorni il secondo anno – commenta il professor Francesco Patti, associato di Neurologia dell’Università di Catania e responsabile del Centro SM Policlinico G. Rodolico di Catania – Questo può facilitare l’aderenza alla terapia del paziente, con conseguente riduzione dei rischi di progressione della disabilità e di recidive. A questa modalità di somministrazione particolarmente comoda, si aggiunge un minore burden di monitoraggio per questa terapia: sono necessarie cioè meno visite mediche e meno esami clinici, con indubbi vantaggi sia per il paziente che per il Centro SM che lo ha in carico”. La SM è una patologia associata ad un enorme peso sia economico che clinico che ricade sui pazienti, sui caregiver - coloro che se ne prendono cura - e anche sul Servizio sanitario nazionale ed è ovviamente più evidente nei pazienti con malattia altamente attiva.

“Avere a disposizione terapie efficaci è un elemento fondamentale da prendere in considerazione nella scelta del trattamento per i pazienti, a cui deve aggiungersi un profilo di sicurezza ben definito – dichiara la professoressa Maria Trojano, ordinario di Neurologia Università degli Studi Bari, direttore Clinica Neurologica del Policlinico di Bari. La SM ha un forte impatto sulla salute e sulla qualità di vita del paziente: 1 su 2 smette di lavorare a causa della sclerosi mutlipla, l’aspettativa di vita si riduce in media di 10 anni, per non parlare degli alti costi collegati alla progressione della disabilità e alle recidive. Cladribina compresse, consentendo somministrazioni e monitoraggi meno frequenti, può consentire al paziente di gestire al meglio la propria quotidianità ottenendo una migliore qualità di vita”. Nei pazienti con elevata attività di malattia, le analisi dello studio CLARITY hanno dimostrato che, rispetto al placebo, cladribina compresse ha ridotto il tasso annualizzato di recidiva del 67 per cento e il rischio di progressione a 6 mesi, confermata dalla scala EDSS (Expanded Disability Status Scale), dell’82 per cento. Come dimostrato nello studio CLARITY EXTENSION, negli anni 3 e 4 non è stato necessario alcun ulteriore trattamento con cladribina compresse.

“Il riconoscimento della rimborsabilità a cladribina compresse è un premio al nostro impegno ed alla nostra fiducia nel valore terapeutico di questo farmaco – conclude Antonio Messina, a capo del business farmaceutico di Merck in Italia - Ma la presenza più che ventennale di Merck nella SM non si limita all’offerta di soluzioni terapeutiche all’avanguardia. Da sempre promuoviamo iniziative e progetti volti a fare una reale differenza nella vita dei pazienti e delle persone che li assistono”. Proprio in quest’ottica, Merck presenta anche ADVEVA, il programma rivolto al paziente in trattamento con cladribina compresse, sviluppato per supportarlo nella gestione del trattamento prescritto dallo specialista e per fornire ulteriori informazioni per vivere al meglio nonostante la SM. ADVEVA è un programma multicanale composto da sito internet (con informazioni video e audio), APP (con promemoria di trattamento e appuntamenti, informazioni personalizzate per supportare i pazienti nel loro percorso di terapia) e, infine, da un team composto da infermieri qualificati, disponibile 6 giorni su 7 dalle 8 alle 20 al numero verde 800102204. Non solo per la rimborsabilità di cladribina compresse in Italia, il 2019 si sta rivelando un anno importante per Merck nell’area della sclerosi multipla: a marzo, nel giro di cinque giorni, cladribina compresse è stata approvata prima in Svizzera e, successivamente, negli Stati Uniti. In particolare l’approvazione da parte dell’FDA americana è di grande rilevanza per Merck e, soprattutto, per la comunità della SM negli USA: sono infatti circa 1 milione le persone affette da questa patologia negli Stati Uniti. Cladribina compresse è ora disponibile in 53 Paesi. (MARCO BIONDI)

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Migranti, il premier Conte in Senato: "Accordo di Malta non risolutivo"

Tafida, la grande sfida del Gaslini: ricoverata a Genova la bimba affetta da lesione cerebrale
L'aria che tira, Luigi Di Maio travolto da Carlo Calenda: "Show ridicolo, dimissioni immediate"
Eutanasia, i radicali "cercano malati terminali" per lo spot. La rabbia di Pro Vita & Famiglia

media