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INFEZIONI NOSOCOMIALI

La combinazione per combattere
la polmonite contratta in ospedale

Presentati in occasione della 29° edizione dell’European congress of clinical microbiology & infectious diseases (Eccmid) di Amsterdam i dati sull’efficacia e la sicurezza di ceftolozano/tazobactam rispetto alla terapia standard

20 Aprile 2019

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La combinazione per combatterela polmonite contratta in ospedale

Nel nostro paese ogni anno muoiono 7.800 persone a causa di infezioni contratte in ospedale, come evidenzia l’ultimo report sulle infezioni nosocomiali pubblicato dallo European center for disease and  control (Ecdc). E sono numeri che purtroppo proiettano l’Italia in cima alle classifiche europee. La polmonite acquisita in ospedale (Hap) è la seconda infezione nosocomiale più frequente nel mondo ed è considerata la principale causa di morte per infezioni nosocomiali. Tra le polmoniti nosocomiali, le polmoniti associate alla ventilazione meccanica (Vap) rappresentano approssimativamente il 70-80 per cento di tutti i casi registrati nei reparti di terapia intensiva. La gestione terapeutica delle Vap è complicata dall’aumento dell’antibiotico resistenza tra i patogeni Gram negativi. A questo proposito, però, si profilano novità importanto in ambito scientifico: sono stati infatti presentati, in occasione della 29° edizione dello European congress of clinical microbiology & infectious diseases (Eccmid) ad Amsterdam, i risultati dello studio Aspect-Np.

Si tratta di uno studio clinico di fase III multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, sull’efficacia e sicurezza della combinazione ceftolozano/tazobactam vs meropenem per il trattamento dei pazienti adulti con polmonite nosocomiale associata a Vap. La combinazione ceftolozano/tazobactam è attualmente approvata in Usa e in Europa per il trattamento dei pazienti adulti con infezioni complicate del tratto urinario, compresa la pielonefrite e, in combinazione con metronidazolo, ove indicato, per le infezioni intra-addominali complicate. Nel trial Aspect-Np, ceftolozano/tazobactam è risultato non inferiore al farmaco di confronto meropenem, appartenente alla classe dei carbapenemi, nel trattamento delle Vap. L’impiego di ceftolozano/tazobactam potrebbe pertanto permettere la riduzione del consumo di carbapenemi, diffusamente impiegati per il trattamento di queste infezioni, e quindi dei tassi di infezione sostenuti da batteri produttori di carbapenemasi (ad esempio la Klebsiella pneumoniae), attenendosi ai principi della antimicrobial steward shipper, l’uso mirato e appropriato degli antibiotici disponibili. Sulla base dei dati raccolti nel corso del trial, Msd ha presentato un nuovo dossier alla Food & drug administration (Fda) e alla European medicines agency (Ema), richiedendo una valutazione del farmaco per questa nuova indicazione. (MATILDE SCUDERI)

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