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OFTALMOLOGIA

Previsto un aumento dell’incidenza
della degenerazione maculare senile

Confronto a Baveno sulle nuove prospettive per il trattamento delle maculopatie che rappresentano la terza causa di cecità a livello globale. Il fumo è considerato uno dei principali fattori di rischio modificabili della patologia

21 Aprile 2019

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Ok Fda alle gocce di Dompéper la cheratite neurotrofica

La degenerazione maculare senile è la prima causa di cecità nei paesi industrializzati e la terza a livello globale. Ad oggi, nel mondo, ne soffrono circa 200 milioni di persone, ma il trend è in aumento, si stima che tra 20 anni raggiungeranno i 300 milioni. Il fumo è tra i principali fattori di rischio, raddoppia la probabilità di contrarre la malattia. Di questo si è discusso nel corso della seconda edizione di ‘Eyennovation’, congresso di oftalmologia organizzato da Novartis che ha radunato a Baveno, sulle rive del lago Maggiore, esperti provenienti da tutta Italia per discutere della salute dei nostri occhi. La degenerazione maculare senile è una malattia dell’occhio che danneggia la macula, “il cuore della retina deputato alla visione distinta, quindi, quando si danneggia perdiamo la visione centrale. Riusciamo a camminare, a muoverci, ma non riconosciamo più le persone, non riusciamo più a leggere un testo perché la macula è importantissima per i dettagli. Insieme alla maculopatia, spesso, si innesca la depressione perché la patologia colpisce soggetti in una fascia d’età fragile, a soffrirne, infatti, sono gli over 50, specialmente le donne con occhi chiari”, spiega Teresio Avitabile, direttore della clinica oculistica dell’università di Catania.

“Nel mondo i maculopatici sono tanti, ad oggi se ne stimano circa 200 milioni. Il 30 per cento dei ciechi e degli ipovedenti è da ricondurre a forme di maculopatia. Il trend è in aumento perché è collegato all’innalzamento dell’età media fra la popolazione. Fra circa 20 anni, secondo le previsioni, i maculopatici arriveranno a 300 milioni di persone”. La malattia può lanciare segnali o sintomi da non sottovalutare: “Il malato dice di vedere le righe distorte. Basta prendere un foglio a quadretti – consiglia l’esperto – e se la visione delle righe risulta distorta, è un sintomo di un problema alla macula”. Le forme di maculopatia che affliggono più frequentemente le persone dei paesi industrializzati, in Europa e in Nord America, sono “la degenerazione maculare legata all’età e al secondo posto la retinopatia diabetica”. A sostenerlo è Maurizio Parodi Battaglia, professore associato di Oftalmologia all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano che, nel corso del convegno, ha parlato delle terapie di cura di queste patologie. Negli ultimi anni, i pazienti sono trattati con “iniezioni all’interno dell’occhio – precisa - Si sono rivelate terapie molto utili perché anziché usare dosi molto elevate di farmaco, si riesce ad inserire una dose ridotta a contatto con la retina per un pronto effetto. Questo tipo di approccio è molto pratico ed efficace. Inizialmente per il paziente ha costituito un problema dal punto di vista psicologico, ma l’esperienza cumulata negli anni ha fatto sì che questo approccio sia stato, poi, accettato e tollerato. I farmaci più usati in questo ambito sono quelli definiti anti-Vegf che sono destinati a intervenire contro un fattore di crescita che si chiama Vegf che, in dosi molto elevate, modifica la permeabilità dei vasi e ne fa crescere degli altri in zone dove i vasi non dovrebbero esserci. I farmaci vanno a bloccare questo fattore di crescita, limitando l’accumulo di liquidi all’interno della retina e, quindi, migliorando poi l’acuità visiva.  Il limite di questi medicinali è la loro durata perché, in genere, durano 1-2 mesi, poi il paziente dovrebbe essere ritrattato. Si può, quindi, capire – sottolinea - come sia difficile un trattamento così assiduo in persone che, in genere, sono anziane e hanno difficoltà a muoversi. È probabile che entro 1-2 anni avremo molecole che durano di più e questo permetterà un trattamento più dilatato nel tempo, pur mantenendo un buon livello di acuità visiva”, conclude Parodi Battaglia.

“La degenerazione maculare senile è una patologia che ha genesi multifattoriale, ha anche delle caratteristiche genetiche. Esiste in diverse forme di gravità. La degenerazione maculare precoce, o moderata, ha un decorso molto lungo e benigno tranne in quei casi in cui si trasforma in forme umide, cioè quelle neovascolari perché sono molto aggressive e sono in grado di cambiare in breve tempo il destino di un paziente, fino a renderlo cieco - spiega Federico Ricci, responsabile del Centro diagnosi e cura degenerazione maculare senile e patologie retiniche cecitanti del Policlinico Tor Vergata di Roma - Tra i fattori di rischio modificabili c’è il fumo di sigaretta. Inoltre, per questa patologia vi è una lieve prevalenza del sesso femminile. Tra i fattori di rischio non modificabili c’è, invece, una codifica genetica sbagliata che predispone allo sviluppo di questa malattia, si tratta di polimorfismi, cioè delle piccole mutazioni genetiche che vanno a invalidare la funzione di alcune proteine che, in questo caso, regolano l’infiammazione”. In conclusione, Ricci sostiene che si tratta di patologie che “vanno diagnosticate rapidamente perché l’efficacia delle terapie è correlata alla rapidità di intervento rispetto alla diagnosi”. (ANNA CAPASSO)

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