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CONGRESSI

Grandangolo in ematologia
gli specialisti si incontrano

Progressi nella ricerca, farmaci più efficaci, miglioramenti della qualità della vita: lo stato dell'arte durante l’evento che compie 10 anni.Durante il convegno conferito il Premio Chirone al professor Riccardo Dalla-Favera

19 Novembre 2019

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Grandangolo in ematologiagli specialisti si incontrano

Si è da poco concluso a Milano ‘Grandangolo in ematologia’, appuntamento annuale giunto oramai alla sua decima edizione e presieduto dal professor Armando Santoro, direttore del Cancer center  Humanitas e docente di Humanitas university. Nel corso dell’evento si è fatto il punto sullo stato dell’arte della patologie emato-oncologiche. Ogni anno in Italia si registrano circa 33 mila casi di tumori del sangue, tra leucemie, linfomi e altre patologie, tuttavia un numero di pazienti crescente guarisce o cronicizza grazie ai progressi della ricerca e all’innovazione scientifica. Nel corso del congresso, promosso dall’Accademia nazionale di medicina, sono state affrontate tutte le innovazioni, a partire dai nuovi farmaci entrati negli ultimi anni nella pratica clinica e che stanno cambiando in maniera significativa la prognosi di molte malattie ematologiche, come il mieloma multiplo, la leucemia acuta e il linfoma,ma è stato dedicato spazio anche alle nuove modalità trapiantologiche e soprattutto a quella che è la maggiore innovazione nel trattamento dei linfomi e delle leucemie, le cellule Car T. “In questi ultimi anni in ematologia abbiamo assistito a un fiorire di nuove molecole – ha spiegato Santoro – che hanno del tutto rivoluzionato l’atteggiamento nei confronti della maggior parte dei tumori del sangue. In questo, come del resto in tutti i settori della medicina, la ricerca è quindi fondamentale: è uno dei motivi per cui l’équipe ematologica di Humanitas partecipa attivamente a una serie di protocolli sperimentali che garantiscono ai nostri pazienti un elevato standard di cura e migliori prospettive di vita anche nei casi più difficili”.

Il Grandangolo è stata anche l’occasione per conferire il prestigioso premio Chirone a Riccardo Dalla-Favera, direttore dell’Institute for cancer genetics della Columbia University di New York. “Sono onorato che questo premio sia conferito al professor Dalla-Favera - ha affermato Santoro - è stato uno dei pionieri della ricerca biologica e molecolare nell’ambito delle malattie ematologiche, che ha consentito di modificare sia l’aspetto diagnostico che terapeutico in queste malattie partecipando in maniera incisiva al progresso raggiunto nel trattamento di leucemie e linfomi” .Noto a livello internazionale per i suoi studi sull’origine dei tumori umani e in particolare dei linfomi, Dalla-Favera è considerato uno dei principali ricercatori ed esperti al mondo di genetica dei tumori. Le sue ricerche sono state fondamentali per la comprensione della patogenesi dei linfomi a cellule B - attraverso lo studio delle lesioni genetiche che coinvolgono oncogeni e geni soppressori del tumore - per determinare il meccanismo con cui si verificano e chiarire il contributo di ciascuna lesione allo sviluppo dei tumori umani. I risultati dei suoi studi hanno ottenuto numerosi riconoscimenti nella comunità scientifica internazionale e la sua attività è documentata da più di 300 articoli pubblicati sulle più prestigiose riviste. (MATILDE SCUDERI)

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