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Paura hacker: ecco come capire se lo smartphone è sotto attacco hacker

29 Luglio 2015

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Paura hacker: ecco come capire se lo smartphone è sotto attacco hacker

Dopo la vicenda di Hacking Team, pensavamo di poter rimanere tranquilli per almeno qualche settimana. Invece non è stato così perché è emersa una nuova inquietante verità. Il sito wired.it rivela che siamo tutti potenziali bersagli di software di spionaggio o per lo meno l'1% della popolazione. Mentre i software di spionaggio come Galileo e altri sistemi a disposizione di Hacking Team sono molto costosi, ne esistono anche alcuni low cost a prezzi accessibili a tutti che funzionano allo stesso modo. Smascherare tradimenti, beccare i colleghi furbetti e monitorare i messaggi degli amici si può fare facilmente anche attraverso il proprio smartphone. Ovviamente sono tutte azioni illegali vietate dalla legge ma la facilità con cui è possibile scaricarli e utilizzarli  trasformano chiunque in uno spione digitale. L'applicazione più usata dai Lupin 2.0 è mySpy. Una volta istallata su smartphone o pc permette di ottenere moltissime informazioni private: sms, chat di WhatsApp, registro chiamate, posizioni gps, mail, video e molto altro. Data la facilità dell'acquisizione dei dati sensibili, tutti quanti potremmo sospettare di essere spiati.

Come possiamo smascherare i trojan? Se pensate di avere un computer sotto assedio ci sono dei piccoli segnali che potrebbero mettervi in allarme. Il rallentamento della velocità della connessione Internet è quello più evidente poiché i trojan sfruttano la rete per inviare ai mandanti i dati. Quindi attenzione se vedete il cursore del mouse rallentato, i caratteri digitati da tastiera che compaiono dopo un paio, o più, secondi, probabilmente ospitate un dispositivo spia sul dispositivo. I rimedi sono sempre i soliti: antivirus (anche se non tutti rilevano le presenze ostili), gli aggiornamenti frequenti al sistema operativo, la formattazione (come estrema ma efficace soluzione) e l'intervento degli specialisti esperti a cui far controllare il computer.

Apple - Per gli smartphone il discorso è diverso perché se i sintomi sono praticamente gli stessi (rallentamenti sospetti, batteria scarica, disturbi alla linea), bisogna anche considerare altri fattori. Se il dispositivo è iOS occorre che sia jailbreakato, cioè possa eseguire codice non certificato da Apple, per essere messo sotto assedio. In realtà esistono software spia che funzionano anche
senza jailbreak, ma si tratta per lo più di app che poco hanno a che vedere con lo spionaggio serio.

Sistema Android - Dal punto di vista della vulnerabilità, Android invece è molto più fragile ma se non avete attivato la funzione di debug tra le impostazioni, potete tirare un sospiro di sollievo. Non correte il pericolo di avere software malevoli ed eventuali utilizzi non autorizzati. Come per iOS anche Android deve tenere d'occhio il rooting, simile al jailbreak, consente a un software di avere pieno accesso a tutte le funzioni del dispositivo. Se lo trovate attivo e non siete stati voi ad accenderlo, c'è sicuramente puzza di bruciato.

La soluzione a tutto - Se invece avete uno smartphone qualsiasi, l'unica soluzione è controllare il traffico dati (spediti e ricevuti) per stabilire se ci sia un sovraccarico di dati trasmessi, utilizzati dal trojan per rubare e-mail, allegati, foto e video. Non esistono telefoni tecnologici sicuri quindi la sola possibilità per la vostra privacy telefonica, sempre oltre agli aggiornamenti e alle reimpostazioni, è comprarsi un vecchio motorola con antenna e tastiera.

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