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Il prezzo della conoscenza

L'esperto: "Sei mesi nello spazio? Si invecchia come in dieci anni sulla Terra"

30 Luglio 2015

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L'esperto: "Sei mesi nello spazio? Si invecchia come in dieci anni sulla Terra"

Il corpo dell'uomo non è stato creato perché possa gironzolare in tutta tranquillità nello spazio. L'assenza di gravità è un agente che danneggia gravemente il fisico dell'uomo. "Stare in orbita sei mesi equivale a un invecchiamento di dieci anni sulla Terra" afferma Filippo Ongaro, direttore scientifico dell'Istituto di medicina rigenerativa Ismerian e medico degli astronauti nella Missione Marco Polo con Roberto Vittori.

Lo studio - Se ne parla in un articolo pubblicato su La Stampa. Si potrebbe obiettare che gli astronauti quando tornano sulla Terra non sembrano affatto invecchiati. Se hanno qualche ruga è perché l'avevano anche prima di partire, i capelli bianchi rimangono più o meno gli stessi. Giusto, perché l'invecchiamento precoce di cui si parla non è visibile esteriormente, ma riguarda il funzionamento interno del corpo. L'assenza di gravità agisce come un acceleratore dell'invecchiamento, determinando osteoporosi, perdita di massa ossea e muscolare, problemi cardiaci, cecità e diabete.

I danni - Gli occhi sono quelli che se la passano peggio dopo un viaggio in orbita. Gli studi sui topi, spediti e lasciati nello spazio per un mese, hanno dimostrato che la permanenza in orbita provoca danni al corretto funzionamento delle arterie che regolano l'afflusso di sangue al cervello, compromettendo la vista. Non va molto meglio a ossa e muscoli: "L'effetto è come se bloccassimo qualcuno a letto per mesi" spiega Ongaro. L'assenza di gravità infatti fa intendere al cervello che i muscoli e le ossa non servano più a sostenere il corpo, a causa dell'assenza di peso. Il risultato è una perdita di tessuto osseo e muscolare. È capitato molte volte che tornati sulla Terra gli astronauti abbiano mostrato problemi a tenersi in equilibrio e nel prendere in mano gli oggetti. Le condizioni di stress prolungato nello spazio determinano poi una compromissione del sistema immunitario; non ultime, le radiazioni cui gli astronauti sono soggetti, li espongono a una maggiore insorgenza di tumori. Un bollettino di guerra, ma ogni cosa ha il suo prezzo. E questi anni di invecchiamento precoce sembrano essere il costo della scienza, il costo del superamento delle colonne d'Ercole.

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Commenti all'articolo

  • zydeco

    30 Luglio 2015 - 20:08

    Eh gia' se Dio avesse voluto che l'uomo volasse gli avrebbe fatto le ali. Io credo che la ricerca della equipe italiana sia un grossa bufala. Comunque le radiazioni uccisero gli scopritori dei raggi x. Ma il progresso richiede sacrifici, altrimenti saremmo ancora ad maspettare i fulmini per accendere il fuoco.

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  • E.Laureti

    30 Luglio 2015 - 19:07

    Se non si cambia la propulsione a trombetta (missilistica) non si potranno mantenere avamposti umani permanenti in nessun altro corpo celeste. Oggi l'astronautica ha completamente dimenticato il motivo per cui è nata: la colonizzazione dello spazio esterno i.e. raggiungere altri pianeti dove non c'è ovviamente assenza di peso. www.asps.it

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  • bettely1313

    30 Luglio 2015 - 19:07

    quanti soldi buttati perché poi; per invecchiare precocemente. Chiamala scienza.....

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    • E.Laureti

      31 Luglio 2015 - 13:01

      tutta la scienza astronautica dipende dalle leggi della fisica. Con la fisica newtoniana si può avere solo l'astronautica a trombetta sempre più mastodontica per ogni kg che si vuole portare in orbita. Ormai è dimostrato che con la missilistica si può solo giocare con i robottini su Marte e non avere avamposti permanenti neppure sulla Luna dal lontano 1969. Occorre pertanto rivoluzionare tutto ht

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