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Phubbing: l'atteggiamento sgarbato che fa controllare di continuo lo smartphone

2 Ottobre 2015

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Phubbing: l'atteggiamento sgarbato che fa controllare di continuo lo smartphone

Succede a tutti, senza che ce ne si accorga. Si prende in mano lo smartphone, lo si posiziona davanti ai propri occhi in modo da ingombrare per bene il campo visivo con il nostro interlocutore. E poi si inizia a rispondere agli sms, alle mail o ai messaggi di Whatsapp. Già che si è in ballo, si controlla anche l'account Facebook e magari, si fa una veloce chiamata di cui ci si era scordati. Scene quotidiane di cui siamo tutti protagonisti e che ora hanno un nome: Phubbing. Si tratta cioè di quella tendenza a trascurare chi ci è davanti per usare il cellulare.

Messi da parte - Uno studio, pubblicato da James Roberts e Meredith David, inquadra la dipendenza da smartphone in una maniera del tutto nuova e definisce il phubbing con una frase semplice, in cui molti forse si identificheranno: "La mia vita è diventata la principale distrazione dal telefono". La ricerca dice che il 46,3% degli intervistati ha dichiarato di sentirsi spesso vittima di trattamenti sgradevoli. Molti si sentono messi da parte perché l'altro è indaffarato con lo smartphone. Dalla fidanzata agli amici, passando anche per i parenti, nessuno escluso.

L'ambito che risente di più del Phubbing è quello delle relazioni sentimentali. "Quel che abbiamo scoperto è che quando qualcuno percepisce che il proprio partner lo sta ignorando dedicandosi al telefono, questo crea dei conflitti e conduce a più bassi livelli di soddisfazione nella relazione", spiega Roberts. E, in alcuni casi, i più estremi, uno dei due può cadere anche in depressione. E poi ci si chiede perché, in questo mondo di iper connessi, le relazioni non siano più quelle di una volta. E per queste domande così umane, lo schermo dello smartphone non ha la risposta.

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