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L'allarme

Pene, il 17% dei giovani convinto di non avere dimensioni adeguate

1 Febbraio 2018

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Pene e forchetta

Pene e forchetta

Di giorno leoni, di notte fifoni. Questo il ritratto tracciato dei giovani maschi italiani durante un convegno scientifico tenutosi a Milano la settimana scorsa, nel quale sono stati resi noti i dati raccolti nella campagna #Controllati 2017, presentati dagli specialisti della Società Italiana di Urologia, che appunto l’anno scorso hanno visitato e controllato la giovane generazione maschile cresciuta dopo l’addio alla visita di leva, la quale, salutato il pediatra, risulta latitante e in fuga da qualunque studio medico, e la cui educazione sessuale è diventata terra di nessuno.

Tra tabù e padri assenti, i teenager italiani tra i 14 e i 19 anni esaminati, appaiono fuori spavaldi e dentro insicuri, e soprattutto in preda ai dubbi davanti allo specchio, dove si ritrovano da soli di fronte ai problemi più intimi. La maggioranza di loro, infatti, risulta ossessionata dalle “dimensioni” dei loro genitali, paralizzata dalla paura di sentirsi inadeguati, di avere misure inferiori alla norma, una “sindrome” che cresce negli spogliatoi del dopo partita, in un continuo confronto con gli amici, fino a sviluppare un vero e proprio disagio psicologico, creando un cortocircuito che influenzerà la loro futura vita sessuale. Molto spesso è difficile riconoscere la paura quando degenera in fobia, provocando ansia ingiustificata, irrazionale e incontrollata, e ne esistono forme diverse, più o meno gravi, che possono manifestarsi con crisi di panico, sudore e crisi respiratorie prima o durante un rapporto sessuale.

PROBLEMI INTIMI
Le spie di questo fenomeno sono diverse, e l’indagine accende i fari sulla sospensione del servizio di leva obbligatorio, poiché l’ultimo scaglione, classe 1985, ha giurato nel 2005, e ha tolto quindi un “checkpoint” importante, un punto di contatto che poteva permettere di stanare i tanti problemi intimi al maschile che oggi restano sommersi; gli urologi chiamano in causa il paragone con l’universo femminile, nel quale le mamme prendono per mano le figlie dopo il menarca e le iniziano al rito periodico delle visite dal ginecologo, cosa che invece non succede mai con i ragazzi, i quali non vengono controllati a volte fino ad oltre 40anni, non fanno mai visite andrologiche, e tutto quello che c’è da sapere sul sesso lo imparano da soli, e sempre più frequentemente e precocemente sui siti porno.

Da decenni ormai la figura del padre è cambiata, è carente, è sempre più debole o assente, e di conseguenza è scomparsa la consuetudine di una volta di parlare di argomenti intimi con i figli maschi, rendendo il rapporto padre-figlio un buco nero, al quale si aggiunge la totale mancanza di educazione sessuale nelle scuole.

Il 17% degli adolescenti e dei ventenni, per esempio, soffre di dismorfopenofobia, ovvero accusano la paura di avere dimensioni e misure del pene ridotte rispetto ai modelli imperanti osservati sul web, sviluppando una sindrome ossessiva che non confidano e condividono con nessuno, che cresce dentro di loro, si deposita come una certezza e che si ripercuote nei rapporti con le ragazze, verso le quali diventano addirittura aggressivi, nel tentativo di celare il loro disagio intimo, e compensarlo con atteggiamenti caratteriali forti e dominanti.

GLI SPECIALISTI
Il cruccio degli specialisti infatti, è di non riuscire ad intercettarli, di non visitare cioè nei loro studi ragazzi oltre una certa età, e il messaggio che la prevenzione va fatta indipendentemente dagli anni di vita che si hanno alle spalle non riesce a passare, perché non si è fatto ancora abbastanza.

Non solo. Gli psichiatri hanno lanciato l’allarme sul fenomeno delle cosiddette baby-gang al quale assistiamo quasi tutti i giorni in diverse città e non solo a Napoli, e gli esperti sostengono che non si tratti affatto dell’effetto “Gomorra”, come archiviato da alcuni in modo semplicistico, ma lo stesso rifletterebbe la rabbia repressa e le insicurezze sessuali che molti giovani uomini manifestano nei confronti delle coetanee più mature e sicure, pensando che l’unica via di contatto con loro sia dominarle appunto sessualmente e dimostrare così la loro potenza maschile.

FARMACI ONLINE
La preoccupazione per un supposto difetto fisico genitale, infatti, comporta un disagio evidente che limita l’interazione sociale e/o lavorativa, e non è un caso che, se si guardano le vendite illegali di farmaci online, ai primi posti ci sono quelli contro la disfunzione erettile, le “pillole dell’amore” acquistate in massa dai giovani, ed assunte regolarmente senza alcuna cognizione medica o scientifica, con conseguenze importanti sulla loro salute, soprattutto se ingoiate con altre droghe chimiche.

Al convegno milanese è stato tracciato l’identikit dei pochi ragazzi arrivati negli studi degli specialisti, che recita: «Età media 16-17 anni, una profonda e lacerante insicurezza di se stessi, tanto web, ma di quello “cattivo” che li spinge al confronto con situazioni irreali. Sono ragazzi che hanno come punto di riferimento le performance sessuali di attori porno super dotati, nei confronti dei quali sviluppano atteggiamenti imitativi e inevitabilmente frustranti. Molti di loro soffrono di eiaculazione precoce, e la maggioranza è convinta di avere parti intime sottodimensionate, non ne parlano mai con i padri e vengono da una cultura del branco». Un quadro sconcertante che mette in evidenza il vuoto educativo da riempire, soprattutto da parte di quei padri che, essendo stati ragazzi come i loro figli, forse potrebbero rassicurarli almeno sull’argomento sesso, che sarà tra i più importanti e determinanti della loro futura vita di uomini.

di Melania Rizzoli

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