Cavalli, stop ai viaggi-tortura

Albina Perri

Un appello agli eurodeputati perché i cavalli verso il macello siano trattati come si deve. Lo chiede il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, con una lettera inviata ai rappresentanti italiani. Bisogna «firmare entro il 21 gennaio 2010 la dichiarazione scritta 54/2009 che impegna la commissione europea a rivedere la normativa sul trasporto degli equidi e a fermare i 'viaggi della morte', cui i cavalli sono costretti per molti giorni durante il trasferimento verso i mattatoi», ha chiesto la Rocchi. Da anni l'Enpa si batte per il riconoscimento agli equidi dello status di animali d'affezione, e di conseguenza per il divieto di macellazione «Da anni l'Enpa si batte per il riconoscimento agli equidi dello status di animali d'affezione, e di conseguenza per il divieto di macellazione - spiega Carla Rocchi -. In attesa di raggiungere il traguardo da noi auspicato, è comunque necessario intervenire secondo una logica di riduzione del danno, sollecitando le istituzioni europee a porre fine, una volta per tutte, alla pratica barbara e incivile dei viaggi della morte». Secondo l'Ente Nazionale Protezione Animali e altre associazioni animaliste internazionali - tra cui Animal's Angels e Save the Dogs - l'attuale normativa comunitaria sul trasporto di animali (Regolamento CE n. 1/2005 del Consiglio) non solo presenta numerose carenze ma è anche disattesa da alcuni Stati membri. A farne le spese sono solo i cavalli. Ogni anno, infatti, per soddisfare il palato di pochi 'raffinati' gourmand, oltre 100mila equidi sono obbligati a patire sofferenze infernali. Il loro trasferimento al mattatoio può durare anche numerosi giorni, durante i quali, estate o inverno, sono privati del riposo, del cibo e dell'acqua. Molti di questi animali perdono la vita durante il tragitto senza mai arrivare a destinazione. Macellare i cavalli in mattatoi vicini agli allevamenti - l'associazione internazionale World Horse Welfare ha individuato in Europa 180 siti autorizzati - non salverebbe loro la vita ma eviterebbe almeno di aggravarne le sofferenze con inutili torture. Le richieste dell'Ente Nazionale Protezione Animali sono contenute in una petizione internazionale promossa da Save The Dogs e che l'Enpa appoggia, e sono condivise da migliaia di cittadini europei che, proprio in queste ore, stanno sollecitando il presidente Barroso e le istituzioni comunitarie alla revisione del regolamento sul trasporto di cavalli.