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AstraZeneca, l'Aifa in campo: "No alla seconda dose per chi ha avuto trombosi"

Niente seconda dose per chi ha riscontrato casi di trombosi dopo il vaccino AstraZeneca. Lo stabilisce l'Agenzia italiana del farmaco che pubblica nuove indicazioni per le somministrazioni. Il vaccino anti-Covid del colosso anglo-svedese, si legge, è "controindicato nei soggetti che hanno presentato sindrome trombotica trombocitopenica (Tts) in seguito alla precedente vaccinazione con Vaxzevria". Nel dettaglio vengono elencati i termini da campanello d'allarme: "I soggetti con diagnosi di trombocitopenia insorta entro 3 settimane dalla vaccinazione con Vaxzevria - aggiunge l'Aifa - devono essere attivamente valutati per segni di trombosi. Allo stesso modo, i soggetti che presentino trombosi entro 3 settimane dalla vaccinazione devono essere valutati per trombocitopenia".

 

 

In ogni caso il vaccino è sicuro. Solo raramente è stata osservata una combinazione di trombosi e trombocitopenia, a volte accompagnata da sanguinamento, dopo la vaccinazione. "Tale manifestazione - prosegue - include casi gravi che si presentano come trombosi venosa, anche in siti di insorgenza insoliti, come la trombosi cerebrale dei seni venosi e la trombosi venosa splancnica, nonché la trombosi arteriosa in concomitanza con la trombocitopenia". Alcuni casi hanno avuto anche un esito fatale, come quello della 43 enne Tanya Smith su cui ora gli inquirenti indagano per accertare le vere cause del decesso.

 

 

Per questo, è la raccomandazione dell'Agenzia, "gli operatori sanitari devono prestare attenzione ai segni e ai sintomi di tromboembolia e/o trombocitopenia". Stesso discorso per chi si sottopone al vaccino. Questi ultimi devono sempre essere istruiti "a consultare immediatamente un medico se sviluppano sintomi quali respiro affannoso, dolore toracico, gonfiore alle gambe, dolore alle gambe, dolore addominale persistente dopo la vaccinazione". Non è da meno chi manifesta sintomi neurologici tra cui cefalea severa o persistente, visione annebbiata, confusione o convulsioni dopo la vaccinazione oppure ecchimosi (petecchia) in una sede diversa da quella della vaccinazione e dopo alcuni giorni.