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Nelle sale 'Un ragazzo d'oro'

Pupi Avati demolisce Sharon Stone: "In declino e bipolare"

17 Settembre 2014

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Pupi Avati

Il film di Pupi Avati Il ragazzo d’oro ha già ottenuto il premio per la Migliore Sceneggiatura al Festival des film du Monde a Montreal. Ieri ha ritirato anche un Nastro d’Argento per Una sconfinata Giovinezza. Forse, meriterebbe anche un altro premio per aver sopportato il carattere di ferro di Sharon Stone, che ha voluto nel film. Per l’attrice americana il regista non usa parole molto dolci.

«Se venissero pubblicate tutte le trattative fatte con gli Stati Uniti», conferma Pupi Avati, «ne verrebbe fuori un romanzo. So che ci sono attrici più brave di lei, ma nessuna è d’impatto come la Stone. Quando mi è venuta l’idea, anche mio fratello Antonio mi ha definito un pazzo. Preso l’appuntamento con l’attrice a Firenze, siamo andati a prenderla alla stazione. Era sola, seduta sulla sua valigia e al binario sbagliato. Indossava una gonna fiori e gli occhiali: nessuno l’aveva riconosciuta. È tornata Sharon Stone appena siamo saliti sul treno. Il giorno dopo sul set si è scatenato l’inferno: più di 120 fotografi erano pronti ad immortalarla».

Capricci da diva? «Ne ha fatti tanti», risponde il regista, «è un classico per un’attrice in declino. Veniva da piccoli cammei. L’ultimo giorno di set c’era il famoso bacio tra lei e Scamarcio. Si è accorta dei fotografi ed è sparita. Siamo andati in giro a cercarla fino a quando non ci ha chiamato il suo avvocato da Los Angeles per avvertirci: o fate allontanare i fotografi, o lei non torna». Solo così è riapparsa e prima di baciare Scamarcio ha accavallato le gambe come in Basic Istinct. Ha un atteggiamento bipolare. Nonostante ciò, vorrei chiamarla anche per il prossimo film». Insomma, è probabile che Pupi lo scriva davvero un libro sulla Stone. Di materiale ne ha non poco.

Intanto, torniamo al Il ragazzo d’oro, in uscita il 18 settembre nelle sale, che vede i nostri attori, Scamarcio (attualmente su un set inglese del film Adam Joness), nei panni di Davide Bias, Giovanna Ralli (la madre) nei panni di Davide Bias, Giovanna Ralli (la madre) e Cristiana Capotondi (la fidanzata) alle prese con una storia tra un padre e un figlio che fa riflettere. E amare il film di Avati.

«Il mio protagonista , Davide Bias è figlio di uno sceneggiatore di film, con il sogno di scrivere. È un ragazzo insoddisfatto che si nutre di pillole. Neanche la fidanzata riesce a fargli superare le sue insicurezze. Quando il padre muore, da Milano si trasferisce a Roma dove incontra Ludovica Stern (Stone), interessata a pubblicare un libro che il padre aveva intenzione di scrivere. Una figura ambigua diventata il riferimento sentimentale di suo padre. L’attrazione è forte e tra loro c’è un bacio. Ma Davide non riuscirà a vincere le sue inquietudini».

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Commenti all'articolo

  • tizi04

    18 Settembre 2014 - 08:04

    Un tentativo per cercare di attirare un po di gente al botteghino di un film che altrimenti nessuno andrebbe a vedere.Solito film italiano che parla di persone con problemi e/o complessati, triste, morti, lento,panoramiche lunghe,primi piani degli occhioni di scamarcio(che non sa recitare).Ogni tanto un premio a un film italiano bisogna darlo altrimenti piangono.Tanto come concorrenti fanno cagare

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