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Il presidente della Lazio Claudio Lotito sanzionato per 70 mila euro di multe per eccesso di velocità

31 Ottobre 2015

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Il presidente della Lazio Claudio Lotito sanzionato per 70 mila euro di multe per eccesso di velocità

"Vado al massimo" cantava Vasco Rossi e forse Claudio Lotito lo deve aver ascoltato troppe volte mentre era alla guida della sua Toyota. Il presidente della Lazio è stato pizzicato con il piede sull'acceleratore, un gesto che gli è costato un totale di effrazioni del codice della strada per 70 mila euro. Una cifra esorbitante, causate forse dalla fretta che tutti sanno è cattiva consigliera, che però il numero uno biancoazzurro non ritiene di dover pagare. Così la Toyota Italia ha fatto causa a Lotito per aver preso le sanzioni usando la vettura di proprietà della compagnia automobilistica concessa in comodato d'uso gratuito. 

Paga o non paga? - Una sorta di "prestito", formalmente intestato all'autista del presidente laziale, Luca Polce. Peccato che durante il periodo di comodato però la macchina è stata ripetutamente inquadrata dagli autovelox e casa Toyota è arrivato il conto salatissimo delle bravate del laziale. Subito le notifiche sono state inoltrate al presidente che però di fronte alla richiesta di rimborso ha opposto un netto rifiuto: "Quelle multe sono maturate per necessità di scorta e la Toyota non ha inoltrato istanza al prefetto per farle annullare: il Polce ha lo status di guardia pubblica e aveva quindi la possibilità di infrangere i limiti di velocità", ha spiegato il legale del dirigente, l'avvocato Gentile. In poche parole la Toyota avrebbe dovuto verificare la legittimità di quelle sanzioni, maturate nel tempo anche perché sono state ignorate, prima di pagarle.

Scorta o non scorta? - La filiale italiana della azienda giapponese comunque non è per nulla in accordo con Claudione e anzi ha risposto ai tentativi di chiarimento portandolo davanti a un giudice. La scorta di Lotito però era già stata motivo di discussioni, anche al di fuori del codice della strada. L'occasione era stata la famosa telefonata con Iodice in cui puntava l'indice contro Carpi e Frosinone e che accese la furia del sindaco ciociaro Ottaviani, che chiedeva di valutare "l’opportunità o meno di continuare a concedere la scorta ad un uomo che sputa veleno sulla parte più nobile del calcio italiano e sulle istituzioni locali". 

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