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Brembate

Omicidio Yara, Vittorio Feltri difende Massimo Bossetti: "Punto per punto: perché le prove non reggono"

19 Marzo 2016

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Omicidio Yara, Vittorio Feltri difende Massimo Bossetti:

Vittorio Feltri sul Giornale di oggi ricostruisce il processo per l'omicidio di Yara Gambirasio e sostiene che le prove su Massimo Bossetti, unico imputato, sono sempre più fragili. "Alla base delle accuse rivolte al muratore c' è  la smemoratezza", esordisce il giornalista, "gli rimproverano di avere scordato cosa combinò il giorno del delitto, dove era quel pomeriggio, dove andò, quale percorso scelse per rincasare. È assurdo. Se a me chiedono quale cibo ho mangiato 24 ore fa a cena, rimango muto".

E ancora: "I magistrati e le magistrate, specialmente le Pm, amano la precisione e la pretendono da tutti tranne che da se stessi. Propongo un ragionamento elementare. Bossetti ha caricato sul proprio furgone Yara e si ignora a quale scopo. Possederla? Forse. Per quale motivo ella avrebbe dovuto salire sul mezzo del carpentiere senza battere ciglio? Mettiamo che lui l' abbia presa con la forza. Alle sei di sera? Nel pieno centro del Paese? Nessuno ha visto la scena? Lei non ha gridato? Si è adagiata tranquillamente sulla poltroncina del camion? Non è escluso che i due si frequentassero, dice qualcuno. Già. Ma due che si frequentano e si danno un appuntamento lo concordano. Quando e come? Sui telefonini di lei e di lui non vi è traccia di comunicazione. Neanche una conversazione pur breve. Neanche lo straccio di un sms. Dubito che essi abbiano raggiunto un' intesa telepatica". Dove sono le prove? si chiede quindi l'editorialista del Giornale. Che altro c' è di significativo per inchiodare il lavoratore di Mapello? "Il famoso Dna", scrive Feltri, "ricavato dalle mutandine della vittima che corrisponde a quello dell' imputato". Ma l'esame è irripetibile, quindi "non è assoluta la sua attendibilità".

In conclusione, secondo Feltri, Bossetti è un "perfetto agnello sacrificale da immolare sull'altare della giustizia a ogni costo". "Le indagini sono costate decine di milioni. L' attesa di una sentenza esemplare è molto forte. L' opinione pubblica è stata negativamente influenzata da una stampa ostile e da una televisione ancora più accanita contro di lui". "Uno schifo così non si era mai visto. L' imperativo è condannare".

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Commenti all'articolo

  • walter112

    01 Maggio 2016 - 00:12

    Sono d'accordo con Feltri al 100%, contro Bossetti hanno costruito un teorema che fa acqua da tutte le parti, anche il DNA non è ripetibile, per cui non costituisce una prova certa, per ritenerlo valido, serve prestare fede ai RIS, quelli stessi che per la stampa e le TV hanno montato il filmato fasullo sul furgone bianco, per cui I Ris sono poco affidabili.

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  • albauno

    02 Aprile 2016 - 11:11

    Condivido perfettamente le considerazioni di Feltri. Ma come si fa a condannare una persona solo perché l'esame di un DNA (peraltro strano data la presenza di DN ipocondriale diverso), non ripetibile, peraltro effettuato in assenza di periti della difesa, da un certo risultato? E chi ce lo dice che l'analisi non sia stata sbagliata?

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  • andymaga

    31 Marzo 2016 - 07:07

    Ragionamento corretto, in più se si pensa che omicidi rei confessi come i due trentenni a Roma potrebbero ottenere i domiciliari..... mi domando ma che Stato è questo

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