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Udo Ulfkotte, la morte sospetta del giornalista anti-Merkel

21 Gennaio 2017

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Udo Ulfkotte

Non se n’è parlato sui giornali, né sui media più importanti dell’emisfero occidentale: Udo Ulfkotte, già nota firma del quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, è stato rinvenuto morto nella sua abitazione il 13 gennaio scorso. Aveva 56 anni, e le autorità tedesche hanno individuato la causa della morte in un attacco di cuore. Il fatto strano è che non è stata eseguita nessuna autopsia sul corpo del giornalista tedesco, e le autorità giudiziarie hanno autorizzato la cremazione del cadavere, pregiudicando così irrimediabilmente la possibilità di riesumare il corpo in un secondo momento, e di stabilire se effettivamente sia stato un arresto cardiaco a causarne la morte improvvisa. Era un giornalista scomodo, Ulfkotte, ed aveva suscitato scalpore tre anni fa nel mondo dell’informazione per la sua confessione pubblica di essere stato al servizio della Cia e della struttura di intelligence che appoggia la Nato. Secondo Ulfkotte, i media occidentali non sono altro che l’emanazione dei servizi segreti statunitensi e lavorano esclusivamente per portare avanti gli interessi dell’apparato di potere che ruota attorno a Washington.

Il giornalista tedesco aveva dichiarato a Russia Today di essere stato parte di quel sistema di informazione e ne aveva spiegato chiaramente il funzionamento. «Faccio il giornalista da 25 anni e sono stato educato a mentire, a tradire e a non rivelare la verità al pubblico», così Ulfkotte esordiva sugli schermi di RT, in una dichiarazione shock. Qual è lo scopo di questa macchina di propaganda di cui parlava Ulfkotte? Per il giornalista tedesco il compito dei media occidentali era quello di «portare ad una guerra contro la Russia, di manipolare l’opinione pubblica ed è quello che hanno fatto e fanno tuttora anche i miei colleghi, non solo in Germania, ma praticamente in tutta Europa».

Nessun paese europeo è escluso dal sistema, e in particolare a subire più l’influenza della Nato e della Cia sono i giornali anglosassoni, quelli considerati da qualche giornalista di casa nostra del tutto indipendenti e impermeabili alle influenze dall’esterno. In un’intervista all’Oriental Review, Ulfklotte aveva anche spiegato come venissero elargiti favori e concessioni di vario genere a quei giornalisti fedeli alla linea indicata da Washington. Ulfkotte aveva iniziato a rivelare all’opinione pubblica tedesca la verità sui media occidentali nel suo libro Giornalisti comprati che gli è costato la carriera e la minaccia del suo ex giornale di pesanti azioni legali nei suoi confronti. In Germania era stato bandito da tutti ed era stato vittima di un altro grave episodio di censura, quando il suo profilo Facebook è stato bloccato dopo aver postato l’immagine del suo ultimo libro, Criminali senza limiti, nel quale si fa una dettagliata ricostruzione di tutti i reati commessi dai migranti in Germania e della censura dei media tedeschi su questi gravi episodi. Secondo Hadmuth Danisch, un informatico tedesco in contatto con lui, Ulfkotte negli ultimi tempi si stava dedicando alle irregolarità commesse dalla Cancelliera Angela Merkel per le sue violazioni della Costituzione tedesca in tema di accoglienza dei migranti, denunciate anche dal giurista tedesco Udo Di Fabio.

di Cesare Sacchetti

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Commenti all'articolo

  • Robertodelpopolo

    16 Giugno 2018 - 12:12

    Senza dubbio era un wistleblower ed anche coraggioso ma se è stato cremato la colpa è dei familiari. Questi sono i problemi dei giornalisti moderni che pensano che una guerra sia meglio di un'altra. Magari non si è accorto che lavorava per una guerra di un altro servizio segreto.

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  • dotbenito

    21 Gennaio 2017 - 18:06

    la culona proviene dalla DDR perciò non mi meraviglio di niente

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