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Il caso

Napolitano, adesso sono grossi guai: cosa rischia dopo lo scandalo della maxi-scorta

12 Giugno 2017

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Napolitano, adesso sono grossi guai: cosa rischia dopo lo scandalo della maxi-scorta

La maxi scorta in dotazione del presidente «emerito» Giorgio Napolitano fa discutere. La notizia lanciata dal Tempo sulla sicurezza di Re Giorgio, superiore a quella in dotazione nei lunghi anni al Quirinale e con in più un' autovettura per la sicurezza della moglie, ha scosso il mondo politico che intende reagire. 

Sono 45, secondo il Tempo, i poliziotti addestrati che guadagnano tra i 1.700 ai 2.000 euro, con straordinari fino a 50 ore in un solo mese (pagati 7-8 euro l'ora) e indennità di Palazzo che va dai 400 euro per gli agenti "semplici" ai 1.600 euro per i dirigenti. 

Il M5S è in prima linea contro questi numeri. Per il deputato Andrea Colletti, è uno scandalo. "Crede di disporre dell' Italia come vuole e, come ha dimostrato qualche giorno fa sulla legge elettorale, anche dei gruppi parlamentari", dice.

Promette una battaglia parlamentare: "Chiederemo a chi se ne occupa in Commissione di scoprire le motivazioni: se si tratta di pericoli reali o solo un vezzo di chi si vuol sentire ancora in carica". Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia, premette: "Reputo che se una persona è stata Presidente è giusto che gli vengano garantite tutela e sicurezza. Non bisogna nemmeno esagerare con la demagogia". Ma poi colpisce: un numero di uomini a disposizione addirittura superiore agli anni da Capo dello Stato è ritenuto dall' ex ministro "esagerato". "Sono sufficienti sette uomini al massimo", sentenzia. Augusto Minzolini, anch'egli di Forza Italia, scrive su Twitter: "In Italia il limite del ridicolo è superato!".

Da Fratelli d'Italia, si alza la voce di Fabio Rampelli: "Non ho mai fatto uso di auto blu e scorta quando ne avevo. Penso, a maggior ragione, che in assenza di minacce esplicite di terrorismo o mafia, nessuna carica dello Stato debba beneficiare di una tale misura". Secondo lui, quando un compito istituzionale è stato portato a termine "si deve tornare a essere semplici cittadini".

Intanto, Napolitano si difende. Una nota dell'ufficio stampa del Quirinale chiarisce che "in riferimento all'articolo pubblicato da liberoquotidiano.it (...), si fa presente che corrisponde a un interesse pubblico e a un obbligo dello Stato garantire, come sempre è avvenuto, la sicurezza dei Presidenti emeriti. La tutela è assicurata, non a richiesta dell'interessato, ma sulla base delle norme vigenti, con gli stessi criteri e con le stesse modalità utilizzati per analoghi servizi di protezione. I dettagli sulla composizione di detti servizi sono dati sensibili. Per quanto riguarda la protezione del Presidente emerito Giorgio Napolitano viene impiegato un numero di persone di gran lunga inferiore rispetto a quello indicato nell'articolo, che non ha pertanto riscontro nella realtà". 

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Commenti all'articolo

  • pietro2482

    23 Marzo 2018 - 10:10

    é prossimissimo al congedo perciò perche non farlo divertire ancira un pò?

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  • Skyler

    17 Giugno 2017 - 11:11

    Guardate che anche la moglie dal nome di un'auto quando esce senza il re a fare la spesa ha la scorta....

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  • Happy1937

    12 Giugno 2017 - 20:08

    E' vera espressione della Nomenklatura staliniana.

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