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Allarme a Taranto, tumori in aumento. Peggiorano i dati sulla mortalità

Il presidente di Peacelink ha incontrato il ministro Balduzzi in prefettura: ''Ci ha consegnato i nuovi dati dello studio Sentieri aggiornato al 2009. I valori sono peggiorati rispetto al 2008: l'eccesso di mortalità passa da +10% a +11%''. Per alcuni tumori si arriva a un'incidenza superiore al 100%. Garattini: ''Peggio di Seveso''. Ilva, Ciafani (Legambiente) ai Dibattiti Adnkronos: "Aia passo in avanti ma accorciare i tempi"

22 Ottobre 2012

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Allarme a Taranto, tumori in aumento. Peggiorano i dati sulla mortalità
Il presidente di Peacelink ha incontrato il ministro Balduzzi in prefettura: ''Ci ha consegnato i nuovi dati dello studio Sentieri aggiornato al 2009. I valori sono peggiorati rispetto al 2008: l'eccesso di mortalità passa da +10% a +11%''. Per alcuni tumori si arriva a un'incidenza superiore al 100%. Garattini: ''Peggio di Seveso''. Ilva, Ciafani (Legambiente) ai Dibattiti Adnkronos: "Aia passo in avanti ma accorciare i tempi"

Taranto, 22 ott. (Adnkronos/Ign) - "Peggiorano i dati della mortalità. Il ministro Balduzzi ci ha consegnato i nuovi dati dello studio Sentieri su Taranto aggiornato al 2009. I valori sono peggiorati rispetto al 2008: l'eccesso di mortalità passa da +10% a +11% per tutte le cause, maschi e femmine". Lo riferisce Alessandro Marescotti, presidente di Peacelink, che ha incontrato il ministro della Salute Renato Balduzzi in prefettura a Taranto.

Dall'analisi di incidenza dei tumori a Taranto sulla popolazione adulta emerge che per gli uomini c'è un eccesso rispetto al resto della provincia del +30% su tutti i tumori e del +50% del tumore maligno del polmone.

Sempre negli uomini dallo studio Sentieri emerge un più 100% per il mesotelioma e per i tumori maligni del rene e delle altre vie urinarie (esclusa la vescica). Per i bambini i dati del progetto Sentieri mostrano incrementi significativi per tutte le cause nel primo anno di vita. Per le donne residenti nei comuni di Taranto e Satte, sempre a confronto con il resto della provincia, si rileva un eccesso di incidenza per tutti i tumori di circa il 20%.

In particolare l'eccesso di tumori al fegato per le donne è +75%; +43% per il linfoma non Hodgkin; +80% per il corpo dell'utero superiore; +48% polmone; tumore alla mammella +24%; superiore al 100% l'incidenza del tumore allo stomaco nelle donne.

Sempre per gli uomini l'eccesso registrato nell'aggiornamento dello studio Sentieri, rispetto al resto della provincia, è superiore al 30% per il tumore alla vescica e per i tumori della testa e del collo, del 40% del tumore maligno del fegato, del 60% per il linfoma non Hodgkin. Registrata anche un'incidenza maggiore del 21% del tumore del colon-retto per le donne.

Nella sintesi del rapporto è scritto inoltre che "sia negli uomini che nelle donne gli eccessi sono presenti, per la maggior parte delle sedi, anche rispetto all'insieme dei registri tumori dell'Italia meridionale". "Questi dati sono stati ottenuti - si legge - grazie alla collaborazione con il registro tumori Puglia-Asl di Taranto, di recente istituzione". Così è stato possibile acquisire i primi risultati prodotti dal registro stesso e relativi al biennio 2006-2007.

Riguardo alla mortalità, i dati riferiti al periodo 2003-09 parlano di un aumento del 14% per gli uomini e dell'8% per le donne. In particolare, raggiunge un aumento record la mortalità per mesotelioma pleurico, neoplasia correlata all'esposizione alle fibre dell'amianto disperse nell'aria: si registra un +419% per i maschi e +211% per le femmine. Quanto ai bambini, c'è un eccesso a Taranto della mortalità nel primo anno di vita del 20% rispetto al resto della Puglia, secondo quanto ha reso noto uno degli esperti della commissione ministeriale.

Dai risultati presentati, si sottolinea ancora nella sintesi, "emerge con chiarezza uno stato di compromissione della salute della popolazione residente a Taranto".

"Per quello che conoscevo di Taranto sono un pochino sorpreso dai dati perché tendono a non scendere complessivamente" ha detto il ministro Balduzzi, rispondendo alla domanda di un giornalista.

Per il farmacologo Silvio Garattini, direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, "non c'è dubbio: se i dati diffusi oggi sono attendibili la situazione a Taranto è molto grave. Occorre porre rimedio il più presto possibile". "E' chiaro che gli effetti per la salute si accumulano con il tempo, e dunque fino a quando non ci sarà un intervento le cose non cambieranno" sottolinea all'Adnkronos Salute. Oltretutto, spiega l'esperto, mentre "in Piemonte con l'amianto e a Seveso c'è stato un aumento dell'incidenza e della mortalità limitato ad alcune patologie, qui sembra esserci stato un aumento sistematico di numerosi tumori". Insomma, quello di Taranto "è un caso a parte", "che non si può confrontare con altri episodi, anche eclatanti, di inquinamento ambientale in Italia".

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