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Nella serie B di calcio un fair play a 360 gradi

Il presidente Lega calcio serie B, Andrea Abodi, è intervenuto al congresso europeo del fair play in corso a Verona

Dai comportamenti ai linguaggi fino alla gestione finanziaria

26 Ottobre 2012

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Nella serie B di calcio un fair play a 360 gradi
Dai comportamenti ai linguaggi fino alla gestione finanziaria

Verona, 26 ott. (Adnkronos) - Dai comportamenti ai linguaggi fino alla gestione finanziaria. Ecco cosa vuol dire fair play per la serie B di calcio. "Stiamo cercando di interpretare questo concetto a 360 gradi" commenta all'Adnkronos, Andrea Abodi, presidente Lega calcio serie B, intervenuto al congresso europeo del fair play in corso a Verona.

Fair play, sottolinea Abodi, "Vuol dire correttezza e rispetto. Questo appuntamento è un'occasione per responsabilizzare e richiamare tutti gli attori del mondo dello sport a tutti gli impegni nei confronti di questi concetti che si trasferiscono dalla dimensione sportiva alla vita. Il calcio probabilmente ne ha bisogno più degli altri perché è un grandissimo veicolo di comunicazione e formazione culturale".

Secondo Abodi, dunque, "è bene che a partire dai livelli dirigenziali questi concetti siano sempre più presenti. Abbiamo bisogno di fare un salto di qualità" anche perché "siamo un po' arretrati nelle guaduatorie del rispetto del fair play". Il fair play della serie B però "è a tutto campo. Nei comportamenti con l'adozione del codice etico, l'elaborazione e la sottoscrizione da parte di tutti i tesserati del manifesto per il rispetto, il giuramento dei capitani, degli allenatori e dei presidenti sul patto di lealtà nei confronti della tifoseria e della storia del territorio dei propri club".

E non solo. "Ci sono anche tutta una serie di iniziative che sono finalizzate alla conoscenza delle regole del calcio. C'è un progetto che abbiamo battezzato 'Regoliamoci' che divulga le regole del calcio nei tre segmenti principali che sono i tesserati, gli operatori dell'informazione e i tifosi".

Poi c'è la parte finanziaria "dove stiamo cercando di contenere tutti i livelli di esposizione, di mettere in equilibrio entrate e uscite, di patrimonializzare le società. Diciamo che la serie B è stata la prima ad adottare un modello di fair play magari diverso da quello che sarà adottato dalla Uefa a partire dalla prossima stagione ma pur sempre efficace che mette in correlazione il valore della produzione con gli emolumenti quindi indica una strada per il contenimento dei costi per i tesserati, aiutando le società ad investire su altre voci a partire dalle infrastutture e formazione".

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