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Sostenibilita

In Italia il 3% del consumo energetico è imputabile agli sprechi alimentari

Lo rileva il 'Libro Verde dello spreco' curato da Andrea Segrè e Luca Falasconi

30 Ottobre 2012

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In Italia il 3% del consumo energetico è imputabile agli sprechi alimentari
Lo rileva il 'Libro Verde dello spreco' curato da Andrea Segrè e Luca Falasconi

Roma, 30 ott. - (Adnkronos) - Lungo la filiera agroalimentare si consuma il 15% dell'energia totale utilizzata in Italia. Dal campo alla tavola si spreca il 20% del cibo, uno spreco che tradotto in termini energetici significa 'buttare via' il 3% del consumo energetico totale del Paese, quanto servirebbe per alimentare i consumi annuali di 1.650.000 italiani, o l'85% dei consumi finali del comparto industriale di una regione come l'Emilia Romagna (stime UniBo, su dati LMM ed Enea). Questi i primi dati che emergono dal "Libro Verde dello spreco: l'energia", presentato oggi insieme con le Giornate contro lo Spreco 2012, nella sede Rai di Viale Mazzini a Roma.

Il Libro, curato da Andrea Segrè e Luca Falasconi, è il terzo capitolo della 'saga' inaugurata nel 2010 con il volume dedicato allo spreco di cibo, proseguito nel 2011 con quello sullo spreco idrico e che ora si arricchisce di questo nuovo lavoro, dal quale emergono dati inquietanti. "Sempre stimando la quantità di cibo che buttiamo via, abbiamo calcolato il costo in termini di produzione di Co2 equivalente - spiega Segrè all'Adnkronos - se evitassimo di buttare via il cibo, risparmieremmo 4,4 milioni di Co2, e raggiungeremmo prima gli obiettivi del Protocollo di Kyoto".

Insomma, buttare via il cibo non solo pesa sul portafogli, ma ci costa anche in termini energetici ed ambientali, "e non possiamo più permettercelo", sottolinea Segrè. Infatti, gli studi sulla povertà energetica registrano che 150 milioni di cittadini europei non sono in grado di pagare i costi relativi al riscaldamento, al funzionamento degli elettrodomestici e al gas per cucinare. E a livello italiano la povertà energetica riguarda circa il 10% delle famiglie. Così, proprio nel 2012, che le Nazioni Unite hanno dichiarato anno Internazionale dell'Energia Sostenibile, la campagna europea "Un anno contro lo spreco" è dedicata proprio ai costi energetici dello spreco alimentare.

L'iniziativa è promossa da Last Minute Market, spin off dell'Università di Bologna ed eccellenza europea nel recupero degli sprechi alimentari, con il supporto di Unicredit ed Eni, Alce Nero Mielizia, Granarolo, Conad, FederUtility, con il patrocinio del Segretariato Sociale della Rai diretto da Carlo Romeo e con la media partnership di Radio2 - Caterpillar, in sinergia con il Parlamento Europeo - Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale. Aderiscono alla campagna l'associazione Comuni Virtuosi e la Regione Emilia Romagna, mentre la direzione scientifica della campagna è a cura dell'agroeconomista Andrea Segrè, fondatore e presidente di Last Minute Market.

La terza edizione della campagna propone quest'anno le Giornate contro lo Spreco 2012, sabato 24 novembre e lunedì 3 dicembre a Bologna, e martedì 4 dicembre a Roma. Quest'ultima si inserisce nell'ambito della 145esima Sessione del Consiglio Fao e per l'occasione è stato affidato a Last Minute Market il compito di curare il side event dedicato al recupero degli sprechi alimentari e alle buone pratiche.

Ancora qualche dato per dare l'idea dello spreco. Il raccolto rimasto in campo nel 2010 ammontava ad oltre 1,5 milioni di tonnellate, corrispondente al 3,2% della produzione totale. Trasformando questo dato in termini energetici, significa che si spreca tanta energia quanta ne servirebbe per alimentare 67.000 appartamenti di classe G, oppure 172.000 appartamenti di classe C, o 400.000 di classe A. E ancora, riducendo lo spreco di cibo nell'industria alimentare, che risulta pari a ca il 2,6% del prodotto finale, si potrebbero riscaldare per un anno circa 330.000 appartamenti da 100 mq di classe A.

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