Cerca

Sostenibilita

Ilva, Prestigiacomo: "Scongiurerei la chiusura dell'impianto"

"Su trivellazioni offshore mi sarei attenuta a regola precedente"

Il deputato del Pdl, ex ministro dell'Ambiente, è intervenuta ai 'Dibattiti Adnkronos'

5 Novembre 2012

0
Ilva, Prestigiacomo: "Scongiurerei la chiusura dell'impianto"
Il deputato del Pdl, ex ministro dell'Ambiente, è intervenuta ai 'Dibattiti Adnkronos'

Roma, 5 nov. (Adnkronos) - "Scongiurerei la chiusura dell'impianto", perché "perdere un'acciaieria importante come l'Ilva significa, di fatto, far sì che l'acciaio venga importato dalla Germania". Lo dichiara Stefania Prestigiacomo, deputato del Pdl, intervenuta oggi ai 'Dibattiti Adnkronos'. Commentando la nuova Autorizzazione integrata ambientale dell'Ilva di Taranto, la Prestigiacomo ricorda che "la nuova Aia aggiunge poche prescrizioni rispetto a quelle contenute all'Aia principale, che non è stata minimamente modificata nè sconfessata dall'attuale ministro dell'Ambiente". (VIDEO)

"All'epoca, i parametri di riferimento erano diversi rispetto a quelli venuti fuori circa sei mesi dopo l'approvazione dell'Aia, quindi è stato giusto revisionarla alla luce dei nuovi parametri europei - aggiunge - poi, però, è scoppiata l'inchiesta della magistratura", inchiesta che definisce come una sorta di crociata "che non fa del bene nè al territorio nè al Paese, ma non ci deve neanche essere il ricatto lavoro-salute". Nell'Aia, poi "sono stati introdotti concetti che riguardano la salute dei cittadini, perché questo richiedeva il territorio anche attraverso la voce dei magistrati. Probabilmente, non era l'Aia la sede giusta per fare questi approfondimenti".

"Mi auguro che si possa ritornare a produrre perché non possiamo permetterci di perdere una realtà come quella dell'Ilva - aggiunge la Prestigiacomo - un dato di cui vado orgogliosa è che le diossine sono dimuinuite di oltre il 90% negli ultimi 3 anni, questo vuol dire che il lavoro che abbiamo fatto, in accordo con la Regione e il presidente Vendola, ha dato risultati straordinari e che non è vero che l'Ilva non è stata costretta a fare degli investimenti. Nessuno nega il grande danno ambientale prodotto dall'Ilva, ma oggi le condizioni sono cambiate e con investimenti possono continuare a migliorare".

La Prestigiacomo commenta poi l'articolo 35 del Cresci Italia che di fatto riapre alle trivellazioni in mare, modificando la norma del 2010 "sostenuta dal Governo e nata in Parlamento, fissava delle regole per le estrazioni petrolifere nel Mediterraneo, mare preziosissimo per noi e fonte di una voce importante come quella del turismo. La norma pose delle regole, considerate da alcuni troppe rigide, ma a nostro avviso giuste perché innanzi tutto si escludeva la possibilità di fare perforazioni laddove ci sono riserve marine protette".

"Il governo Monti era partito con l'idea di cassare questa norma; più volte i ministri economici sono intervenuti dicendo che molti miliardi di investimenti venivano bloccati da questa norma che di fatto impediva qualunque tipo di perforazione nel nostro mare - aggiunge la Prestigiacomo - ma poi si sono limitati a considerare tutti quei permessi in corso durante il periodo in cui abbiamo fatto la norma, sanando i procedimenti in corso che erano stati esclusi. Personalmente - sottolinea - mi sarei attenuta alla precedente regola".

La Prestigiacomo ammette poi che "ambiente e sviluppo devono dialogare, altrimenti la tutela dell'ambiente rischia di impedire qualsiaisi forma di sviluppo".

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

media