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Agli Stati Generali della Green Economy 70 proposte uscire dalla crisi

Otto i gruppi in cui sono state raccolte: Misure generali per una green economy; Sviluppo dell'ecoinnovazione; Sviluppo dell'ecoefficienza, del riciclo e della rinnovabilità dei materiali; Sviluppo dell'efficienza e del risparmio energetico; Sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili; Tutela e valorizzazione dei servizi degli ecosistemi; Sviluppo delle filiere agricole di qualità ecologica; Sviluppo di una mobilità sostenibile.

7 Novembre 2012

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Agli Stati Generali della Green Economy 70 proposte uscire dalla crisi
Otto i gruppi in cui sono state raccolte: Misure generali per una green economy; Sviluppo dell'ecoinnovazione; Sviluppo dell'ecoefficienza, del riciclo e della rinnovabilità dei materiali; Sviluppo dell'efficienza e del risparmio energetico; Sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili; Tutela e valorizzazione dei servizi degli ecosistemi; Sviluppo delle filiere agricole di qualità ecologica; Sviluppo di una mobilità sostenibile.

Rimini, 7 nov. - (Adnkronos) - Sono 70 le proposte 'green' contenute nel Programma di sviluppo di una green economy, elaborate per rispondere alla doppia crisi italiana, economica e ambientale. Le proposte sono state presentate ad Ecomondo in occasione degli Stati Generali della Green Economy, composti da 39 associazioni di imprese supporto della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, in collaborazione con il ministero dell'Ambiente. Otto i gruppi in cui sono state raccolte: Misure generali per una green economy; Sviluppo dell'ecoinnovazione; Sviluppo dell'ecoefficienza, del riciclo e della rinnovabilità dei materiali; Sviluppo dell'efficienza e del risparmio energetico; Sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili; Tutela e valorizzazione dei servizi degli ecosistemi; Sviluppo delle filiere agricole di qualità ecologica; Sviluppo di una mobilità sostenibile.

Il primo riguarda le misure generali per affrontare la recessione economica e avviare una nuova fase di sviluppo, diffondendo una nuova visione della green economy attraverso una maggiore consapevolezza dei cittadini, del mondo economico e di quello politico, al fine di produrre e utilizzare beni e servizi di qualità ecologica e ridotto impatto ambientale per tutelare le risorse naturali (riconoscendone la scarsità), conservare i servizi della natura (riconoscendone il valore) e per mitigare la crisi climatica (con un'economia a basse emissioni di carbonio).

Tra le proposte per l'ecoinnovazione, il supporto alla diffusione, nelle imprese, dell'innovazione tecnologica di prodotto e di processo finalizzate al raggiungimento di elevate qualità ambientali e partenariati fra università, enti di ricerca e imprese. Sull'ecoefficienza si propone, tra le altre cose, di intervenire nella progettazione di beni e imballaggi, abbattere lo smaltimento in discarica, sviluppare il mercato delle materie prime seconde e dei prodotti realizzati con materiali riciclati.

Per quanto riguarda efficienza e risparmio energetico, tra le proposte ci sono quelle di fissare, per gli edifici costruiti dopo il 2014 e per quelli soggetti a ristrutturazioni rilevanti, standard di consumi energetici inferiori del 30% di quelli attuali; introdurre dal 2015 l'obbligo di realizzare edifici pubblici "nearly zero energy"; confermare l'Iva al 10% sui lavori di efficientamento e sull'esercizio degli impianti; rendere obbligatoria la massima efficienza elettrica disponibile nell'illuminazione pubblica.

A fronte di un obiettivo di riduzione delle emissioni mondiali pari al dimezzamento rispetto al 1990, negli ultimi venti anni sono cresciute di oltre il 40%. Le fonti rinnovabili sono uno degli strumenti principali per invertire la rotta, attraverso una Strategia energetica nazionale, la semplificazione delle procedure e la riduzione dei costi burocratici per la realizzazione di impianti per le rinnovabili.

Tra le proposte, il sostegno agli investimenti per arrivare a un progressivo superamento del sistema degli incentivi; il Fondo per la ricerca e coinvolgere anche le imprese; misure a favore della generazione distribuita; una roadmap a medio-lungo termine per lo sviluppo delle tecnologie; sostegno allo sviluppo delle rinnovabili termiche; strategia nazionale per il rilancio della filiera delle biomasse e ridefinizione del ruolo del termoelettrico.

Alla tutela e valorizzazione dei servizi degli ecosistemi è dedicato il sesto capitolo del documento. La Road map europea per lo sviluppo della Green Economy, infatti, dedica grande attenzione al ruolo del capitale naturale e dei servizi ecosistemici e il documento punta su tutela, valorizzazione e riqualificazione dei territori e delle risorse idriche e bonifiche.

Per quanto riguarda le filiere agricole di qualità ecologica, il documento intende preservare la destinazione d'uso e arrestare il consumo del suolo agricolo, favorire l'occupazione giovanile, promuovere lo sviluppo delle agroenergie, del biologico e dell'agricoltura nei territori montani e collinari e nelle aree protette, nonché nelle aree urbane.

Ultima tematica, per la mobilità sostenibile le proposte sono: puntare su una mobilità urbana sostenibile; promuovere la diffusione di veicoli a basse emissioni con pedaggi differenziati e altre forme di incentivazione; sviluppare infrastrutture digitali al servizio dei trasporti; raddoppiare al 2030 la quota del trasporto merci e passeggeri su ferrovia regionale; far decollare il telelavoro; raggiungere il target europeo per i biocarburanti e realizzare un trasporto marittimo a bassi consumi energetici.

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