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Sostenibilita

Un trattore contro le mafie, il regalo della Cia all'associazione Libera

Ripartire dall'agricoltura per proporre un modello di sviluppo alternativo alla logica del sopruso e del ricatto

Il mezzo è destinato alla cooperativa sociale 'Rosario Livatino' di Naro, in provincia di Agrigento, che ha iniziato l'attività a fine giugno sui terreni sequestrati al clan dei Guarneri di Canicattì

14 Novembre 2012

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Un trattore contro le mafie, il regalo della Cia all'associazione Libera
Il mezzo è destinato alla cooperativa sociale 'Rosario Livatino' di Naro, in provincia di Agrigento, che ha iniziato l'attività a fine giugno sui terreni sequestrati al clan dei Guarneri di Canicattì

Roma, 14 nov. - (Adnkronos) - La guerra alla criminalità organizzata si combatte anche con il lavoro della terra. Un lavoro, quello sui beni confiscati alle mafie, che Libera porta avanti da anni. Per questo la Confederazione italiana agricoltori, in occasione della manifestazione Bandiera Verde, assieme a New Holland, ha deciso di regalare all'associazione un trattore destinato alla cooperativa sociale 'Rosario Livatino' di Naro, in provincia di Agrigento, che ha iniziato l'attività a fine giugno sui terreni sequestrati al clan dei Guarneri di Canicattì.

Cooperativa intitolata proprio al 'giudice ragazzino' ucciso da Cosa Nostra, che negli anni Ottanta aveva avviato le procedure di esproprio dei terreni adesso assegnati all'associazione. Le chiavi del trattore sono state consegnate al presidente di Libera Don Luigi Ciotti dal presidente della Cia nazionale Giuseppe Politi e dal business director di New Holland Italia Marco Mazzaferri, in occasione della premiazione di Bandiera Verde, oggi nella Sala della Protomoteca del Campidoglio. L'obiettivo comune è quello di ripartire dall'agricoltura per proporre un modello di sviluppo alternativo alla logica del sopruso e del ricatto.

Dimostrare che ciò che la mafia ha sottratto alla collettività, con la violenza e l'intimidazione, può essere restituito alla società civile e può creare nuove opportunità di sviluppo e di occupazione e un sistema produttivo basato sulla qualità. Insomma, dalle mani della criminalità a quelle della legalità. Non bisogna dimenticare, infatti, che soltanto gli illeciti delle agromafie superano i 15 miliardi di euro di fatturato e che in meno di quattro anni il sequestro di prodotti agricoli contraffatti e commercializzati dalla criminalità è cresciuto del 130%, mentre dal 2007 al 2011 il tasso di disoccupazione giovanile in Italia è passato dal 24 al 32%, con un'ulteriore impennata al 33,9% nel secondo trimestre dell'anno.

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