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Sostenibilita

Nel 2011 il Banco Alimentare ha recuperato 58.390 tonnellate di eccedenze alimentari

"Tutti siamo consumatori, ma non tutti possiamo essere acquirenti"

"Chi ha i soldi investa, chi può fare le norma la faccia, mentre la gente fa la sua parte con il volontariato"

16 Novembre 2012

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Nel 2011 il Banco Alimentare ha recuperato 58.390 tonnellate di eccedenze alimentari
"Chi ha i soldi investa, chi può fare le norma la faccia, mentre la gente fa la sua parte con il volontariato"

Roma, 16 nov. - (Adnkronos) - Nel 1989, quando iniziò la sua attività in Italia, il Banco Alimentare raccolse 50 tonnellate di alimenti perfettamente commestibili, ma destinati ad essere buttati via da industrie, distribuzione e ristorazione, per ridistribuirli a chi ne aveva bisogno. Nel 2011, di tonnellate di cibo il Banco Alimentare ne ha raccolte 58.390 (per un valore di circa 120 milioni di euro) sfamando 1.700.000 persone grazie a un esercito di 1.500 volontari al giorno. Di strada ne è stata fatta tanta, ma il paradosso è che queste quasi 59 mila tonnellate rischiano di diventare 30.000 l'anno prossimo, senza la collaborazione di tutti.

Lo spiega all'Adnkronos Marco Lucchini, direttore generale della fondazione Banco Alimentare onlus, che chiede: "chi ha i soldi investa, chi può fare le norma la faccia, mentre la gente fa la sua parte con il volontariato". In quasi 25 anni di attività "abbiamo lavorato molto sul paradosso dello spreco alimentare e per farne capire l'assurdità, visto che tutti siamo consumatori, ma non tutti possiamo essere acquirenti", racconta Lucchini.

"Abbiamo fatto un buon lavoro, aumentando le collaborazioni con supermercati, agricoltori, ristoranti e industria, abbiamo raccolto sempre più consenso e ottenuto una crescente disponibilità. Ma recuperare costa, servono furgoni refrigerati e camion, volontari e benzina, elettricità e magazzini, e nella complessità della situazione attuale non sappiamo dire se il prossimo anno riusciremo a recuperare ancora 60 mila tonnellate di alimenti, o se dovremo scendere a 30 mila".

Oltre all'impegno da parte della fondazione e dei volontari (il recupero di quelle 60mila tonnellate nel 2011 è costato un po' meno di 10 milioni di euro), il Banco Alimentare chiede semplificazioni e di "favorire la Gdo e l'industria affinché abbiano agevalazioni fiscali e normative in grado di rendere il percorso verso la collaborazione con la onlus il più agibile possibile", spiega Lucchini. Una collaborazione necessaria, visto che sono 3,5 milioni le persone che, in Italia, hanno difficoltà a sfamarsi.

Grazie "a fondi elargiti da benefattori privati e aiuti sempre più ridotti da pubblico e imprese", nel 2011 la rete del Banco Alimentare, con un deposito in ogni regione, ha recuperato 58.390 tonnellate di eccedenze alimentari e raccolto 10.120 tonnellate di alimenti donati. Più di 68.000 tonnellate di alimenti sono stati redistribuiti a 8.673 strutture caritative che hanno sfamato circa 1.700.000 persone in stato di bisogno.

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