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Sostenibilita

Diminuire l'impatto ambientale, 10 mosse per l'industria e la grande distribuzione

'Meno Rifiuti- Più Benessere'

L'Associazione Comuni Virtuosi, Italia Nostra e Adiconsum hanno sottoscritto un documento condiviso con circa 300 enti locali

16 Novembre 2012

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Diminuire l'impatto ambientale, 10 mosse per l'industria e la grande distribuzione
L'Associazione Comuni Virtuosi, Italia Nostra e Adiconsum hanno sottoscritto un documento condiviso con circa 300 enti locali

Roma, 16 nov. - (Adnkronos) - 'Meno Rifiuti- Più Benessere'. Con questo slogan l'Associazione Comuni Virtuosi, Italia Nostra e Adiconsum in documento condiviso si rivolgono al mondo della produzione e della distribuzione per sollecitare 10 azioni attuabili nel breve e medio termine per alleggerire l'impatto ambientale di imballaggi e articoli usa e getta. Hanno sottoscritto il documento circa 300 enti locali tra cui i comuni di Lucca, Lecco, Perugia, Trento, Pesaro, le provincie di Lecco e Avellino e l'assessorato all'Ambiente della Regione Campania. Tra le associazioni nazionali hanno aderito Greenaccord, Fare Verde, Movimento decrescita felice, Slow Food Italia, Cittadinanza Attiva, Altroconsumo e l'Associazione Borghi Autentici d'Italia.

Questa azione partecipa alla Settimana Europea per la riduzione dei Rifiuti (17-25 novembre), un evento che mette al centro della pubblica attenzione l'esigenza di ridurre drasticamente la quantità dei rifiuti, aumentare la produzione eco-compatibile, allungare la vita dei prodotti e promuovere consumi attenti e responsabili. Secondo le stime della Banca Mondiale la crescita della popolazione mondiale e lo sviluppo economico dei paesi emergenti porterà nei prossimi 10-15 anni ad un raddoppio dei rifiuti solidi urbani attualmente prodotti che ammontano a 1,3 miliardi di tonnellate circa e dei relativi costi di gestione.

Nonostante il fatto che il Rapporto Banca dati sulla raccolta differenziata 2011, registri come dato positivo un calo del 1,88% dei rifiuti prodotti rispetto al 2010, la gestione dei rifiuti in Italia presenta ancora grossi elementi di criticità. Secondo i promotori dell'iniziativa, ben difficilmente riusciremo ad arrivare all'obiettivo del 65% di raccolta differenziata (già conseguito e superato da altri Paesi europei) se l'aumento annuo del livello di Rd continuerà ad attestarsi su percentuali modeste come l'incremento del 2,27 % avvenuto nel 2011 rispetto all'anno precedente. La percentuale di raccolta differenziata, secondo i dati del rapporto, passa infatti dal 33,26% del 2010 al 35,5 % del 2011.

Come riportato dal documento condiviso, l'Italia occupa in Europa il 20esimo posto su 27 Stati membri e rientra tra i 12 Paesi della classifica che hanno basse performance di gestione dei rifiuti. L'Italia conferisce in discarica ancora quasi il 50% della sua produzione totale di rifiuti che ammonta a 15 milioni di tonnellate.Proprio per non aver provveduto a bonificare grande parte delle nostre 255 discariche di rifiuti illegali e incontrollate, nel rispetto di una sentenza del 2007 della Corte di giustizia Europea, rischiamo ora di dover pagare una multa da 56 milioni.

Le 10 mosse verso una società del riciclo sono: 1. Sostituire tutti gli imballaggi non riciclabili; 2. Ridurre il peso degli imballaggi con l'eliminazione dei doppi imballaggi e componenti accessori all'imballaggio superflui e mettere in commercio di prodotti iperconcentrati o allo stato solido; 3. Sostituire o eliminare negli imballaggi quelle componenti che ne impediscono o complicano il riciclaggio come le etichette sleeves e l'uso di additivi, coloranti e composti esterni; 4. Ottimizzare l'impiego dei materiali e del design dei contenitori ai fini di un riciclo efficiente, 5. Promuovere l'uso di contenitori a rendere (anche in plastica infrangibile).

E ancora: 6.Utilizzare ove possibile materiale riciclato per realizzare il packaging al posto di materia vergine; 7. Adottare un sistema di marcatura/etichettatura degli imballaggi che possa comunicare in modo chiaro e trasparente al consumatore il grado di riciclabilità dell'imballaggio stesso; 8. Nei punti vendita della Gdo: favorire la nascita di circuiti specifici a 'filiera breve' raccolta-riciclo-riprodotto; 9. Eliminare l'imballaggio eccessivo e ridurre il consumo di sacchetti monouso per l'ortofrutta introducendo soluzioni riutilizzabili. Infine: 10. Favorire un cambio di abitudini che spinga i cittadini consumatori al riutilizzo di contenitori portati da casa e all'adozione di prodotti con parti intercambiabili adatti all'uso multiplo in quanto unica strategia possibile ed efficace per ridurre il consumo usa e getta.

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