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Sostenibilita

Negli ultimi 60 anni più di 3 mila gli eventi naturali a carattere disastroso

Sessanta miliardi di euro la spesa complessiva delle emergenze

Il peggior disastro della metà del secolo passato è stato l'alluvione di Salerno con 318 vittime del 1954

16 Novembre 2012

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Negli ultimi 60 anni più di 3 mila gli eventi naturali a carattere disastroso
Il peggior disastro della metà del secolo passato è stato l'alluvione di Salerno con 318 vittime del 1954

Roma, 16 nov. - (Adnkronos) - Negli ultimi 60 anni gli eventi naturali a carattere disastroso sono stati 3.362 collegati principalmente a fenomeni come inondazioni, frane, colate di fango e detriti. Il peggior disastro della metà del secolo passato è stato l'alluvione di Salerno con 318 vittime del 1954. Secondo la "Carta delle frane e delle inondazioni", tra il 1900-2002 ci sono stati 4.016 eventi con gravi danni.

Il numero di sfollati e senzatetto supera i 700 mila (75% a causa degli allagamenti), mentre frane con gravi danni per la popolazione si sono verificate in 1.328 comuni (16,4%) e le inondazioni hanno colpito 1156 comuni (14,3%). Nello stesso periodo esaminato dallo studio, tutte le province italiane sono state colpite da almeno una frana o inondazione.

"Attualizzata ad oggi la spesa complessiva è stimata in quasi 60 miliardi di euro - spiega Vittorio D'Oriano, vice presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi - fino al 1990 la spesa media annuale era di 750 milioni di euro mentre negli ultimi 20 anni la spesa annuale media ammonta ad oltre 1,1 miliardi di euro". Quadro confermato negli ultimi mesi del 2011, "quando con gli eventi accaduti nella Liguria di Levante e nell'alta Toscana, a Roma come a Genova o in provincia di Messina, abbiamo avuto l'esempio più eclatante di quanto l'Italia sia un paese fragile, con molte aree a rischio geologico nell'accezione più ampia di questa definizione".

Il 2012 "non è stato inferiore al precedente - sottolinea D'Oriano - Dopo aver letto o ascoltato le dichiarazioni di ministri, alti dirigenti dello Stato o della Regione, ambientalisti di ritorno, sindaci e presidenti di Regione, ritengo inaccettabile che nel 2012 si debba ancora morire per disastri naturali".

"Non perché -spiega- l'uomo possa opporsi o contrastare le forze della natura, ma perché lo scatenarsi di quelle forze è molto spesso prevedibile così che quelle morti, quando ci sono, possono essere imputate quasi sempre non alla fatalità ma alle mancate previsioni, ad errori umani, a interventi non effettuati o effettuati male, per imperizia, per ridurre i costi, per maggior lucro di chi li fa. E se è vero che non possiamo opporci alla forza degli eventi naturali estremi è però possibile governarli, attenuarne gli effetti più nefasti, educare la popolazione e preordinare i suoi comportamenti in concomitanza all'evento eccezionale".

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