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Sostenibilita

In Valle d'Aosta i cittadini dicono 'no' al trattamento dei rifiuti a caldo

Pecoraro Scanio: "E' la vittoria del riciclo sugli inceneritori"

Il 94,02 per cento dei votanti si è espresso contro il pirogassificatore, il 5,98 a favore, mentre le schede bianche sono state 436 e le nulle 339

19 Novembre 2012

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In Valle d'Aosta i cittadini dicono 'no' al trattamento dei rifiuti a caldo
Il 94,02 per cento dei votanti si è espresso contro il pirogassificatore, il 5,98 a favore, mentre le schede bianche sono state 436 e le nulle 339

Aosta, 19 nov. - (AdnKronos) - I valdostani hanno detto "no" alla costruzione sul territorio regionale di un impianto di trattamento a caldo dei rifiuti, nello specifico un pirogassificatore. Il quesito referendario sottoposto agli elettori ieri, domenica 18 dicembre, riguardava infatti l'approvazione della "proposta di legge regionale d'iniziativa popolare recante "Modificazione alla legge regionale n31 del 3 dicembre 2007 (Nuove disposizioni in materia di gestione dei rifiuti)".

I cittadini che si sono recati alle urne sono stati 50.909 su 104.063 aventi diritto, pari al 48,92%, quindi 4080 in pi rispetto alla soglia necessaria (45%). Di questi, il 94,02 ha votato contro il pirogassificatore, il 5,98 a favore, mentre le schede bianche sono state 436 e le nulle 339.

"Finalmente con il referendum propositivo i cittadini non si sono dovuti limitare a dire un no ma hanno potuto votare una proposta alternativa credibile e sostenibile" che mette fine "al paradosso della raccolta differenziata che poi in parte finisce in inceneritori e discariche". Così Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione Univerde ed ex ministro dell'Ambiente, commenta all'Adnkronos, l'esito del referendum di ieri.

Secondo Pecoraro Scanio, "da anni esistono delle alternative organizzative e tecnologiche all'incenerimento e alle discariche ma chi ha cercato come me di praticarle è stato attaccato violentemente dai soliti gruppi di interesse". Per questo, conclude, "servirebbero referendum propositivi in tutte le regioni e anche a livello nazionale per dimostrare qual è il vero ambientalismo del fare".

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Commenti all'articolo

  • giancarlop

    20 Novembre 2012 - 18:06

    E quali sarebbero secondo il sig. Pecoraro Scanio??? Che mi ricordi, è stato capace solo di mandare i rifiuti in Germania (che li incenerisce producendo energia) a spese nostre e di terrorizzare i soliti idioti sull'uso dei termovalorizzatori in Italia. Quanto alle discariche, non mi pare che ne abbia chiuse, semmai si è girato dall'altra parte quando si è stati costretti ad utilizzarle per mancanza di alternative concrete. D'altra parte, si sa, la discarica è un grande business per chi la gestisce e per chi la autorizza, visto che il primo è quasi sempre un privato ed è sempre riconoscente nei confronti del secondo. Per chi non lo sapesse, la tariffa di smaltimento in discarica è di almeno 150 euro a tonnellata ed in una media discarica se ne possono mettere a milioni. Le spese ci saranno pure ma saranno si e no il 30% dei guadagni. Il resto va in utili e tangenti. Altrimenti, spiegatemi perchè non sono affidate alla pubblica amministrazione o, se lo sono, c'è sempre un socio privat0

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  • giancarlop

    19 Novembre 2012 - 20:08

    E quali sarebbero secondo il sig. Pecoraro Scanio??? Che mi ricordi, è stato capace solo di mandare i rifiuti in Germania (che li incenerisce producendo energia) a spese nostre e di terrorizzare i soliti idioti sull'uso dei termovalorizzatori in Italia. Quanto alle discariche, non mi pare che ne abbia chiuse, semmai si è girato altrove quando si è stati costretti ad utilizzarle per mancanza di alternative concrete. D'altra parte, si sa, la discarica è un grande business per chi la gestisce e per chi la autorizza, visto che il primo è quasi sempre un privato ed è sempre riconoscente nei confronti del secondo. Per chi non lo sapesse, la tariffa di smaltimento in discarica è di almeno 150 euro a tonnellata ed in una media discarica se ne possono mettere a milioni. Le spese ci saranno pure ma saranno si e no il 30% dei guadagni. Il resto va in utili e tangenti. Altrimenti, spiegatemi perchè non sono affidate alla pubblica amministrazione o, se lo sono, c'è sempre un socio privato.

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