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Manager cinesi a confronto alla Cattolica su responsabilità sociale d'impresa

Una delegazione di imprenditori orientali, capeggiata da Jiang Xin, vice-segretario generale della China federation of industrial economics, si è recata nella sede dell'Altis

Sono aumentati i cosiddetti 'Csr reports' delle imprese cinesi sulla sostenibilità: ''Nel 2011 sono state 898 a presentarlo, il 18% in più rispetto all'anno precedente. E nel 2012 si stima che saranno 1200''

20 Novembre 2012

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Manager cinesi a confronto alla Cattolica su responsabilità sociale d'impresa
Sono aumentati i cosiddetti 'Csr reports' delle imprese cinesi sulla sostenibilità: ''Nel 2011 sono state 898 a presentarlo, il 18% in più rispetto all'anno precedente. E nel 2012 si stima che saranno 1200''

Milano, 20 nov. (Adnkronos) - Cina a tu per tu con l'Italia per discutere di responsabilità sociale d'impresa: una delegazione di imprenditori cinesi, capeggiata da Jiang Xin, vice-segretario generale della China federation of industrial economics, si è recata nella sede dell'Altis (Alta scuola impresa e società) dell'università Cattolica. L'obiettivo è incontrare economisti e manager italiani per confrontarsi sui differenti modi di 'fare impresa'. Con Jiang Xin, sono arrivati rappresentanti di alcune delle maggiori 'corporation' del paese, tra cui la Shougang Corporation, attiva nella lavorazione dell'acciaio, la China Southern airlines e la Shenyang Blower Works corporation , attiva nella produzione di compressori e soffianti. "E' la prima vera occasione per avere un incontro con il mondo economico cinese", ha affermato Fulvio Rossi, presidente dell'associazione Csr Manager network Italia.

"Sappiamo ancora molto poco - prosegue Rossi - delle dinamiche aziendali cinesi. Alla luce dei loro sempre maggiori investimenti in Italia, siamo però sicuri che per noi diventeranno sempre più importanti e questo è il momento giusto per una maggior comprensione reciproca". La pensa allo stesso modo Mario Molteni, docente di economia aziendale e direttore dell'Altis che, dopo aver introdotto agli imprenditori presenti la professione del Csr manager in Italia, ha auspicato per il futuro una "stabile collaborazione" tra il network italiano e quello cinese.

All'incontro, è intervenuta personalmente anche Jiang Xin, ex manager di successo ora rappresentante degli industriali cinesi. "Dopo trent'anni di rapida industrializzazione, la responsabilità sociale d'impresa - ha detto - è oggetto di sempre maggiore attenzione da parte del governo e delle imprese in Cina. Ciò non toglie che l'impegno da dedicare alla sostenibilità debba essere aumentato". Essere uomini d'affari significa essere uomini: è con questo detto che Jiang Xin, sintetizza la mentalità dei suoi conterranei: "La maggior parte degli imprenditori cinesi dà più valore alla giustizia piuttosto che al tornaconto personale".

Passando ai risultati concreti, Xin snocciola alcuni dati: "Considerando il settore industriale, nel 2011, il consumo di elettricità e acqua è calato rispettivamente del 3,49% e dell'8,9%. I membri delle associazioni qui presenti - prosegue - hanno fatto tutti un buon lavoro da questo punto di vista". Secondo il vicesegretario della China federation of industrial economics, sono aumentati anche i cosiddetti 'Csr reports' delle imprese cinesi sulla sostenibilità: "Nel 2011 sono state 898 a presentarlo, il 18% in più rispetto all'anno precedente. E nel 2012 si stima che saranno 1200".

La China federation of industrial economics, insieme ad altre dieci federazioni industriali - alcune tra queste operanti nel settore metallurgico, meccanico, tessile, petrolchimico - ha pubblicato recentemente le 'linee guida per la responsabilità sociale delle imprese e delle associazioni industriali cinesi'. "La nostra federazione - spiega Xin - organizza anche dei meeting, dove invitiamo anche le imprese straniere che vogliano conoscere la nostra cultura aziendale e desiderino proporre scambi di idee e collaborazioni".

"Secondo la China securities association, che si occupa di titoli e società quotate, il management di 23 su 59 compagnie intervistate generale - continua il vicesegretario - ha nei propri piani l'intenzione di investire nella responsabilità sociale nei prossimi tre anni". La società cinese è sempre più attenta alla responsabilità sociale: "sono sempre di più - conclude - gli investitori, i consumatori, i mass media, i centri di ricerca che supervisionano l'operato delle nostre imprese da questo punto di vista. Anche loro sono diventati una risorsa importante per far crescere lo sviluppo sostenibile di cui noi, come federazione, siamo i primi promotori".

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