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Bocciata la comunicazione dei governi europei, per il 77% è poco chiara

Lo rileva una ricerca condotta sui comunicatori di 23 paesi da Infinite Latitude

20 Novembre 2012

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Bocciata la comunicazione dei governi europei, per il 77% è poco chiara
Lo rileva una ricerca condotta sui comunicatori di 23 paesi da Infinite Latitude

Milano, 20 nov. - (Adnkronos) - I governi europei non sanno spiegare le cause della crisi dell'euro e non sono credibili nel proporre soluzioni. E' questo il giudizio che emerge da un recente sondaggio online condotto sui comunicatori di 23 paesi da Infinite Latitude rete globale di agenzie di Relazioni Pubbliche, di cui fa parte Competence come rappresentante italiano del network. Su circa 100 professionisti operanti in aziende e in agenzie di consulenza, l'81% ha dichiarato che i governi non sono stati in grado di comunicare in maniera credibile un percorso chiaro verso una soluzione alla crisi.

Allo stesso modo, il 77% dei comunicatori intervistati sostiene che i governi non sono riusciti a presentare una visione chiara di come sarà l'Europa del futuro dopo la crisi. Il fallimento dell'Euro non preoccupa i comunicatori e per alcuni è addirittura un'opportunità. Il sondaggio ha anche chiesto ai comunicatori se ritengono che il fallimento dell'eurozona possa impattare sulle proprie attività e la risposta generale è stata di un quasi generale disinteresse. L'81% di tutti gli intervistati ha dichiarato di non aver preparato dei piani speciali di fronte all'eventualità che possa saltare la zona Euro.

Soltanto il 28% dei manager d'azienda ritiene che una potenziale rottura dell'eurozona possa comportare un rischio per la comunicazione d'impresa della propria organizzazione, mentre un 60% non è preoccupato affatto. Il 12% vede il break-up addirittura come un'opportunità per spingere la propria reputazione aziendale.

I comunicatori delle agenzie di consulenza mostrano un atteggiamento simile, con circa il 55% che dichiara di non ritenere la rottura dell'eurozona un rischio per il lavoro della propria organizzazione, mentre quasi il 28% vede questa ipotesi come un'opportunità, soprattutto per migliorare le relazioni di business con le aziende. L'indagine, spiega Lorenzo Brufani, General Manager di Competence, "ci indica chiaramente come i governi e le autorità europee purtroppo non sappiano comunicare con chiarezza ed efficacia alla gente le cause che sono alla base della crisi europea".

I risultati parlano chiaro ed esprimono giudizi molto negativi: in una scala da 1 a 5, il punteggio medio assegnato sulla capacità di comunicare le cause della crisi è di 2,3, così come la capacità di comunicare una soluzione alla crisi è 1,8 e addirittura a 1,72 quando si tratta di valutare quanto i governi abbiano veicolato una immagine chiara su come dovrebbe essere l'Europa unita del futuro, dopo la crisi.

A fronte di questa incapacità dei governi di offrire un'immagine chiara e credibile, secondo Brufani, "non stupisce che molti cittadini europei siano contrari alle misure di salvataggio prese dai governi e che manifestino il loro dissenso anche attraverso violente proteste di piazza. Dovrebbe essere ormai palese che invece la comunicazione riveste un ruolo sempre più strategico per il futuro politico ed economico della zona euro".

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