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Expo 2015, anche la Cina tra i 108 Paesi dell'Esposizione di Milano

Ad oggi sono 108 i Paesi che hanno dato la loro adesione

Alla Farnesina firmato il Contratto di Partecipazione della Repubblica Popolare Cinese all'Esposizione Universale

20 Novembre 2012

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Expo 2015, anche la Cina tra i 108 Paesi dell'Esposizione di Milano
Alla Farnesina firmato il Contratto di Partecipazione della Repubblica Popolare Cinese all'Esposizione Universale

Roma, 20 nov. (Adnkronos) - Rafforzare ulteriormente i rapporti bilaterali tra Roma e Pechino e puntare ad un milione di visitatori dalla Cina. E' l'obiettivo comune dei due Paesi per l'Expo 2015 ed espresso oggi alla Farnesina, in occasione della cerimonia ufficiale per la firma del Contratto di Partecipazione della Repubblica Popolare Cinese all'Esposizione Universale di Milano.

"Questa firma - ha spiegato Roberto Formigoni, commissario generale di Expo Milano 2015 - è un'occasione straordinaria per dire quanto la nostra Expo si sta manifestando attrattiva nei confronti del mondo intero, dei grandi Paesi, delle grandi potenze economiche di cui la Cina è un esempio straordinario dell'interesse che manifesta nei confronti di Expo".

"Il commissario generale Wang Jinzhen", ha proseguito Formigoni, "fin dall'inizio, fin dal primo incontro ci ha garantito il massimo impegno cinese nell'organizzazione e nella partecipazione al nostro evento". Il padiglione della Cina, ha ricordato il presidente della Lombardia, sarà "fortemente ancorato al nostro tema: Feeding the Planet, Energy for Life". L'Expo sarà un'opportunità "irripetibile di sviluppo e crescita" per entrambi i Paesi, oltre che una "vetrina per le eccellenze", mirando ad essere un evento "partecipabile e partecipato" da tutti.

"Come sottosegretario agli esteri, vorrei cogliere questa occasione per ribadire l'importanza strategica della relazione tra Italia e Cina", ha detto il sottosegretario del ministero degli Affari Esteri, Marta Dassù, che ha aggiunto "cooperare sull'organizzazione di Expo Milano 2015 servirà a rafforzare la cooperazione economica ed industriale tra la terza economia dell'area euro, l'Italia appunto, e la grande potenza economica globale del XXI secolo" la Cina.

"La continuità" tra l'Expo di Shanghai e quella di Milano, ha continuato Dassù "è importante" ed entrambe le esposizioni hanno "individuato come tema di fondo il miglioramento delle condizioni di vita, la ricerca di un modello di sviluppo e di crescita sostenibile più funzionale alle esigenze delle persone e di una popolazione mondiale in continua espansione", ha aggiunto.Expo 2015 SpA "ha messo a punto uno specifico progetto, il Progetto Cina, che prevede fra l'altro l'apertura di un Ufficio presso l'ambasciata italiana a Pechino".

Expò, ha concluso Dassù, ricordando il pensiero del premier Mario Monti, "si candida a diventare il più grande progetto di passaggio dall'epoca dello sviluppo industriale a quella di sviluppo realmente sostenibile".

Ad oggi sono 108 i Paesi che hanno dato la loro adesione, ma, come ha ricordato Giuseppe Sala, amministratore delegato di Expo 2015 SpA, "il nostro obiettivo sono 130" Paesi. La Cina "avrà il secondo padiglione in termini di dimensioni, circa 4.600 metri quadrati", il lotto N21, in una posizione "strategica, accanto al Children Park". Sala ha inoltre sottolineato che le "imprese cinesi vedono nell'Expo un trampolino di lancio" per il loro mercato in Europa ed in Italia e ha sottolineato che il target di un milione di visitatori cinesi è "realistico".

A ribadire il sostegno cinese è intervenuto anche Wang Jinzhen, commissario generale cinese. "Siamo convinti che dopo Expo Shanghai anche quello di Milano sarà un successo", ha spiegato il commissario cinese e "sicuramente da oggi cominceremo i lavori preparativi". "Faremo del nostro meglio" e "dobbiamo esprimere al meglio le caratteristiche cinesi". Wang ha inoltre ricordato che "nel 2011 l'interscambio" tra Italia e Cina è stato di "54,72 miliardi di dollari" con un tasso di incremento del 10,6% e l'intento è "raddoppiare" il volume di scambi "per il 2016", arrivando a "100 miliardi di dollari". L'Italia, ha concluso, "è il quinto partner" dell'Unione Europea per la Cina" e la Cina "è il primo partner asiatico dell'Italia".

Anche l'ambasciatore cinese in Italia, Ding Wei, ha espresso il suo apprezzamento e ha sottolineato "il valore storico" della cerimonia odierna. Per l'ambasciatore nel 2015, inoltre, "grazie agli sforzi congiunti della comunità internazionale" la crisi economica sarà superata e ci sarà una "rinascita" dell'economia italiana ed europea. Secondo l'ambasciatore, infine, "l'economia reale italiana ha una base solida" e il made in Italy, la creatività e l'innovazione italiani sono molto apprezzati anche da Pechino.

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