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Sostenibilita

Allo studio vie per lo sviluppo di biocombustibili destinati all'aviazione

Il tema è al centro del workshop internazionale organizzato a Roma dal Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (Ifad)

Nel rispetto di un approccio sostenibile e delle popolazioni povere.

23 Novembre 2012

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Allo studio vie per lo sviluppo di biocombustibili destinati all'aviazione
Nel rispetto di un approccio sostenibile e delle popolazioni povere.

Ifad, individuare via percorribile per biocarburanti per aviazione

Roma, 23 nov. - (Adnkronos) - Individuare una via percorribile che faciliti lo sviluppo dei biocombustibili destinati all'aviazione, nel rispetto di un approccio sostenibile e delle popolazioni povere. Questo il tema al centro del workshop internazionale "Sviluppo sostenibile dei biocarburanti per l'aviazione a favore dei poveri" organizzato a Roma dal Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (Ifad), con il ministero dell'Ambiente, presso la sede dell'Università di Roma Tre.

Tra le strade da percorrere, quella che porti ad aprire un dialogo con i piccoli agricoltori dei Paesi in via di sviluppo per evitare il rischio di politiche non inclusive sui biocarburanti sia a livello internazionale che locale. I biocarburanti, infatti, non solo svolgono un ruolo importante nel campo della riduzione delle emissioni di gas serra provenienti dall'industria del trasporto aereo, ma possono anche creare occupazione nelle comunità rurali.

"Potenzialmente, i biocarburanti rappresentano un'opportunità per lo sviluppo rurale al fine di ridurre la povertà e migliorare la sicurezza alimentare - spiega Carlos Serè dell'Ifad - Tuttavia, le modalità di produzione di tali biocarburanti possono implicare rischi significativi, che necessitano di essere pienamente compresi e pertanto evitati". Fondamentale anche esaminare l'impatto dei sempre maggiori investimenti nei biocarburanti, poiché la questione tocca da vicino la sicurezza alimentare. Per questo i piccoli agricoltori dovrebbero rivestire un ruolo in tale processo, mentre la scelta della tecnologia più appropriata da usare deve passare attraverso un'analisi meticolosa delle condizioni sociali, ambientali ed economiche a livello locale.

"Alcune colture con elevato contenuto di olio, amido o zucchero possono prosperare in aree marginali - aggiunge Carlos Serè - Si tratta di colture non commestibili o dal multiplo impiego che possono crescere in queste aree per la produzione di materie prime industriali, quando non è vantaggioso, da un punto di vista economico e biofisico, piantare colture destinate all'alimentazione. Esistono, inoltre, altre tecnologie in via di sviluppo in grado di produrre biocarburanti dalla cellulosa e dalle alghe che non competono direttamente con la produzione alimentare. Occorre comprendere, quanto prima, tutte le dimensioni dello sviluppo di tali opzioni sia nel breve che nel lungo periodo".

"In tale contesto, un consorzio, con fondi mobilitati mediante l'Ifad, ha avviato un'iniziativa di 12 milioni di dollari per la ricerca e lo sviluppo di colture alterne. L'obiettivo è l'esplorazione delle opzioni per lo sviluppo di una produzione di biocarburante competitiva, sostenibile e incentrata sui piccoli agricoltori, basata su colture sotto-utilizzate in grado di crescere su terreni meno adatti alla produzione di beni alimentari", conclude Carlos Serè.

Inoltre, l'Ifad ha erogato un finanziamento di ulteriori 4,4 milioni di dollari in donazioni alla ricerca, per studiare la possibilità di produrre biocarburanti, ad esempio nella regione del Mekong, e valutare l'impatto sulla sicurezza alimentare e sulla riduzione della povertà in altre regioni in via di sviluppo del mondo.

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