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Grande barriera corallina a rischio estinzione, banchi dimezzati in 27 anni

Il fenomeno sarebbe da addebitare ai cambiamenti climatici che continuano a minacciare l'ecosistema, ma anche alla vorace stella marina corona che si nutre dei polipi dei coralli e al fenomeno dello 'sbiancamento' con la morte del corallo per l'innalzamento della temperatura dell'acqua

26 Novembre 2012

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Grande barriera corallina a rischio estinzione, banchi   dimezzati in 27 anni
Il fenomeno sarebbe da addebitare ai cambiamenti climatici che continuano a minacciare l'ecosistema, ma anche alla vorace stella marina corona che si nutre dei polipi dei coralli e al fenomeno dello 'sbiancamento' con la morte del corallo per l'innalzamento della temperatura dell'acqua

Roma, 26 nov. - (Adnkronos) - I cambiamenti climatici continuano a minacciare il nostro ecosistema. Basti pensare che la Grande Barriera Corallina ha perso la metà dei suoi banchi di corallo nel corso degli ultimi 27 anni. A lanciare l'allarme è uno studio, condotto dai ricercatori della Australian Institute of Marine Science (Aims) e dell'Università di Wollongong. Tre sono le cause della perdita: il maltempo (48%), la stella marina corona di spine (Acanthaster planci), che si nutre dei polipi dei coralli (42%), e lo sbiancamento dei coralli (10%). La tempeste non si possono fermare ma, spiega John Gunn, Ceo di Aims, "siamo forse in grado di fermare la stella marina. In questo caso il corallo avrà maggiori possibilità di adattarsi alle sfide delle temperature dei mari e dell'acidificazione degli oceani", conseguenze dirette dei cambiamenti climatici. Lo studio dimostra che "in assenza della stella corona di spine, i banchi di corallo aumenterebbe dello 0,89% all'anno". In particolare, lo studio mostra che la Grande barriera corallina ha perso più della metà dei suoi banchi di corallo in 27 anni. "Se questa tendenza dovesse proseguire - spiega il ricercatore Peter Doherty - i banchi di corallo potrebbero ulteriormente dimezzarsi entro il 2020".

La perdita di corallo, però, varia nelle diverse regioni. "Nel Nord della Grande Barriera Corallina i banchi di corallo sono rimasti relativamente stabili, mentre è nelle regioni meridionali che si registra la perdita più drammatica di corallo, in particolare negli ultimi dieci anni quando le tempeste hanno devastato molti scogli" aggiunge Doherty. Tra le cause, però, c'è anche lo sbiancamento: da rosso fuoco, arancione o verde brillante, a bianco. Un allarme "ormai quotidiano che riguarda le barriere coralline che soffrono per un problema complesso che riguarda la superficie dell'acqua: se questa si alza al di sopra della soglia dei 28 gradi centigradi, il corallo soffre e si verifica la moria delle barriere coralline, nota come 'sbiancamento'", spiega Gianfranco Bologna, direttore scientifico del Wwf. Il colore del corallo è dato da un'alga della famiglia delle Zooxanthellae; a fronte di un'alterazione dell'ecosistema, i polipi del corallo espellono l'alga e così la struttura calcarea assume una colorazione più pallida o diventa bianca. Un fenomeno distruttivo dovuto a qualche forma di stress: se rientra in tempi brevi, il corallo può riprendersi, ma nel caso dell'aumento della temperatura dell'acqua dovuta ai cambiamenti climatici, il corallo muore e diventa rapidamente oggetto dell'azione distruttiva dei pesci e del mare, sgretolandosi in poche settimane.

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