Cerca

Sostenibilita

L'Italia spreca troppo in illuminazione pubblica, seconda solo alla Spagna

Sono i dati forniti dall'Associazione CieloBuio

Raddoppiato in 15 anni il flusso totale

3 Dicembre 2012

0
L'Italia spreca troppo in illuminazione pubblica, seconda solo alla Spagna
Raddoppiato in 15 anni il flusso totale

Roma, 3 dic. - (Adnkronos) - Tra lampioni stradali (in Italia ce ne sono quasi 10 milioni), illuminazione di monumenti, giardini pubblici e privati, punti luce all'esterno dei condomini, lampade votive nei cimiteri (tra i 6 e i 12 milioni accesi di notte ad esclusivo beneficio dei defunti) e insegne luminose, negli ultimi 15 anni il flusso totale di luce dell'illuminazione pubblica, in Italia, è raddoppiato: il consumo medio pro capite è di circa 107 kWh per abitante, mentre la Germania è a 50 e la Gran Bretagna a 42.

Solo la Spagna batte l'Italia nella classifica dei Paesi più spreconi quando si parla di illuminazione pubblica, con un consumo pro capite di 116 kWh. Sono i dati forniti dall'Associazione CieloBuio, che da anni si batte contro l'inquinamento luminoso visto ricordando che, oltre allo spreco energetico, l'esposizione alla luce notturna (in particolare per la luce bianca con forte componente blu, come quella prodotta dai Led) ha anche conseguienze sulla salute: tende a ridurre la produzione di melatonina e a modificare i ritmi circadiani, fa sapere l'associazione.

I consumi per l'illuminazione pubblica, sono di circa 6300 milioni di kWh (il 2% del consumo elettrico complessivo), con costi che superano il miliardo di euro. Giovanni Chiambretto, del Gruppo ecologista Cinque Terre, ha calcolato che "dei quasi 10 milioni di lampioni per l'illuminazione pubblica si stima che circa 3 milioni siano ancora ai vapori di mercurio (ad alto consumo)", e andrebbero quindi cambiati.

"Simulando di impostare un programma decennale di sostituzioni per passare al sodio - spiega - si dovrebbero sostituire 300.000 apparecchi all'anno, al costo di 200 euro l'uno, con un investimento di circa 60 milioni di euro all'anno". Stesso discorso per i semafori, che dovrebbero adottare il Led, con un notevole risparmio energetico. Insomma, "una generale revisione delle modalità di gestione degli impianti - spiega - può condurre oltre che a importanti risparmi energetici ed economici, anche a grossi vantaggi sul piano dell'inquinamento luminoso".

Si dovrebbe promuovere formazione di tecnici dell'illuminazione ed ingegneri che padroneggino la materia, si dovrebbero utilizzare queste competenze già dove esistono. In altre parole la progettazione di impianti abbastanza complessi non dovrebbe essere più un aspetto residuale della predisposizione di un impianto di illuminazione, ma dovrebbe essere il cardine della predisposizione di quello che è un servizio pubblico ed un bene comune. Ma anche si dovrebbero affinare le capacità degli artigiani del settore, coinvolgere i produttori di materiale elettrico, qualificare i funzionari pubblici preposti ai controlli.

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

media