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Il bene dell'impresa è il primo 'desiderio' di capi di azienda e imprenditori

A narrare storie di imprese ben gestite e che 'tengono la rotta' è il volume 'Valori d'impresa in azione', a cura di Vittorio Coda, Mario Minoja, Antonio Tessitore e Marco Vitale sotto l'egida dell'Isvi

4 Dicembre 2012

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Il bene dell'impresa è il primo 'desiderio' di capi di azienda e imprenditori
A narrare storie di imprese ben gestite e che 'tengono la rotta' è il volume 'Valori d'impresa in azione', a cura di Vittorio Coda, Mario Minoja, Antonio Tessitore e Marco Vitale sotto l'egida dell'Isvi

Roma, 4 dic. - (Adnkronos) - Gli imprenditori e i capi azienda delle imprese che 'tengono la rotta' del buon governo e della buona gestione hanno a cuore il bene della propria impresa: essi desiderano costruire un'impresa fatta per durare, orientandola lungo sentieri di sviluppo imprenditoriale fecondi. A narrare storie di imprese ben gestite e che 'tengono la rotta' è il volume 'Valori d'impresa in azione', a cura di Vittorio Coda, Mario Minoja, Antonio Tessitore e Marco Vitale sotto l'egida dell'Isvi, Istituto per i valori d'impresa, associazione che da vent'anni approfondisce le tematiche della responsabilità sociale e dello sviluppo sostenibile dell'impresa.

Il volume racconta 16 storie d'impresa e l'ipotesi di fondo è che le imprese ben gestite sono contraddistinte da una base comune di 'valori in azione' che, nel loro insieme, definiscono una certa concezione dell'impresa, dei suoi fini, del suo modo di essere e di funzionare, del ruolo che essa è chiamata a svolgere nella società, delle relazioni che essa instaura con i suoi diversi interlocutori.

Con questo libro, spiega all'Adnkronos Mario Minoja, uno dei curatori del volume, "abbiamo voluto individuare i valori che guidano e le scelte imprenditoriali e strategiche e i comportamenti nelle imprese che hanno avuto risultati buoni o molto buoni nel lungo termine". "Non ci siamo soffermati sui valori dichiarati, ma abbiamo cercato di desumere i valori effettivamente operanti partendo dalle scelte, dai fatti, dai comportamenti concreti osservati nelle imprese".

Dalle case history, racconta Minoja, "è emerso che il bene dell'impresa è al vertice dei desideri degli imprenditori". Inoltre, "la ricerca del bene dell'impresa non si traduce mai nel perseguimento di un obiettivo unico da massimizzare, quale il profitto, la crescita o altri ancora. Si persegue, invece, una funzione-obiettivo articolata, che include il profitto, la crescita (quantitativa ma soprattutto qualitativa), la competitività, la costruzione di relazioni di qualità con gli stakeholder, perseguiti in modo tale da rafforzarsi l'uno con l'altro.

Un altro elemento che emerge dalla ricerca, spiega Minoja, "è che tutte queste aziende seguono una direzione di marcia ben precisa", ovvero "una bella e valida strategia". Bella perché spesso al servizio di una missione trascinante e motivante per i collaboratori e valida perché conduce a un posizionamento competitivo di rilievo e a buoni risultati economici".

Quanto alle condizioni che permettono una continuità di una buona gestione, "abbiamo riscontrato in primo luogo l'attenzione alla governance, che è funzionale alla competitività di lungo termine". Le imprese, inoltre, hanno dimostrato "una forte attenzione a gestire bene i passaggi generazionali e un forte desiderio di apprendere, ricercando innanzi tutto un posizionamento innovativo nel proprio settore".

Emerge poi anche "l'impegno a tramandare e a custodire un patrimonio di valori che spesso derivano dal fondatore. Sono prima di tutto valori etici, come l'onestà e la trasparenza, ma soprattutto valori imprenditoriali come il servizio al cliente, l'economicità, la continuità, l'autonomia dell'azienda, la valorizzazione delle persone e, in alcuni casi, la valorizzazione del territorio". Valori che si compendiano in quello sovraordinato del bene dell'azienda.

Questo libro, dunque, si rivolge, in particolare, agli imprenditori e ai capi azienda. Dalle 16 storie d'impresa, infatti, conclude Minoja, "si possono ricavare insegnamenti preziosi per chi ha una qualche responsabilità per il buon funzionamento di un'impresa". Ora l'Isvi ha in progetto la prosecuzione dello studio e sta valutando l'opportunità di estenderlo ad aziende non profit.

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