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Sostenibilita

Ai valichi stradali tra Italia e Svizzera 1.171.000 veicoli pesanti nel 2030

Spostandoli su ferrovia 0,3 milioni di tonnellate di Co2 in meno l'anno

19 Dicembre 2012

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Ai valichi stradali tra Italia e Svizzera 1.171.000 veicoli pesanti nel 2030
Spostandoli su ferrovia 0,3 milioni di tonnellate di Co2 in meno l'anno

Roma, 19 dic. - (Adnkronos) - Un corridoio sostenibile per il trasporto delle merci dal sud al nord Europa e viceversa: è il corridoio ferroviario Genova-Rotterdam o "dei due mari", tra i 10 corridoi europei definiti prioritari dall'Ue, al centro dello studio realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, in partenariato con l'Ambasciata di Svizzera in Italia. Dall'analisi, che prende in esame gli aspetti economico, ambientale e sociale, risulta che il traffico merci che, lungo la direttrice Genova-Rotterdam, ha attraversato le Alpi Svizzere è in continua crescita dagli anni '80: le tonnellate trasportate su strada erano 8,9 milioni nel 2000 e sono diventate 14,3 nel 2010; quelle trasportate su ferro erano 20,6 milioni nel 2000 e sono 24 milioni nel 2010.

Anche i due estremi del corridoio hanno visto aumentare, tra il 2005 e 2010, il traffico containerizzato: Rotterdam ed Anversa del 31% e 20% rispettivamente; La Spezia e Genova rispettivamente del 25% e dell'8%. Ai valichi stradali tra Italia e Svizzera sono stati inoltre rilevati, nel 2009, circa 850.000 veicoli pesanti con origine o destinazione Italia con la Lombardia in testa come generatore di traffico da e verso l'Italia, veicoli stradali che diventeranno 1.171.000 nel 2030. Se una buona parte di questi veicoli che viaggiano da e verso l'Italia venissero spostati da strada a ferrovia l'ambiente ne potrebbe trarre un gran beneficio: si assisterebbe infatti a una diminuzione annua delle emissioni di Co2 di 0,3 milioni di tonnellate, di Nox di 1000 tonnellate, di Pm di 7 tonnellate e un risparmio energetico di 100.000 Tep.

In più, il trasferimento modale da strada a ferrovia di tutto il traffico merci generato e diretto in Italia, permetterebbe una drastica riduzione dei costi esterni per il nostro paese (emissioni atmosferiche, rumore, incidenti, congestione ecc) fino a 268 milioni di euro l'anno al 2030. "E' necessario che l'Italia si doti di una politica di trasporto delle merci di livello europeo - dice Ad di Fsi Mauro Moretti- superando errori strategici che ne fanno l'unico paese europeo che incentiva i Tir invece di supportare il trasporto di merci su ferrovia. Puntare sull'asse ferroviario merci nord-sud significa non solo dare risposta sostenibile ad una domanda di trasporto merci in continua crescita, ma anche aiutare lo sviluppo dei nodi di Genova e Milano".

"In tempi di crisi economica e climatica - spiega Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile- è necessario ripensare il sistema dei trasporti quasi essenzialmente fondato sulla strada che causa livelli di emissioni atmosferiche, di incidentalità e di congestione insostenibili. L'Italia trasporta oggi solo il 7% di merci su ferro, e questo corridoio - aggiunge - che ha come suoi punti di sbocco sul mare proprio i porti italiani di Genova, Savona e La Spezia, ha tutte le caratteristiche di un corridoio sostenibile e ad alte potenzialità di sviluppo".

Il trasferimento del traffico merci dalla strada alla ferrovia è un passo decisivo verso un trasporto compatibile con l'ambiente e sopportabile da punto di vista sociale e più efficiente dal punto di vista economico. Una linea adottata dai cittadini svizzeri "con un referendum propositivo approvato dalla maggioranza del popolo e dei Cantoni - ricorda l'ambasciatore di Svizzera Bernardino Regazzoni".

Dal 2001 viene infatti riscossa una tassa disincentivante sul traffico pesante, calcolata in base a classi d'emissione, tonnellaggio e chilometri percorsi, le cui entrate hanno finanziato opere ferroviarie. "A dieci anni dalla sua introduzione - sottolinea l'ambasciatore - la misura è valutata positivamente dal punto di vista ambientale e quale stimolo per il trasporto combinato e la logistica integrata. Ora attendiamo la nuova galleria ferroviaria del San Gottardo, che sarà messa in esercizio fra 4 anni nel dicembre 2016. Con i suoi 57 chilometri di lunghezza attraverserà completamente le Alpi e sarà il tunnel ferroviario più lungo del mondo".

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