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Bollicine 'verdi', il prosecco italiano si impegna per l'ambiente e la biodiversità

Sulle colline di Conegliano Valdobbiadene meno fitofarmaci

19 Dicembre 2012

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Bollicine 'verdi', il prosecco italiano si impegna per l'ambiente e la biodiversità
Sulle colline di Conegliano Valdobbiadene meno fitofarmaci

Treviso, 19 dic. - (Adnkronos) - Meno fitofarmaci, più attenzione all'ambiente e utilizzo alternativo dei residui di potatura, dal compost alle energie rinnovabili. Il Prosecco italiano si tinge di verde grazie a una serie di iniziative avviate dal Consorzio di Tutela del vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco per una viticoltura sempre più green. A cominciare dal Protocollo Viticolo adottato nelle colline del Conegliano, decalogo di regole per ridurre l'utilizzo di fitofarmaci in vigneto e sostituire i più tossici con quelli a minore impatto ambientale.

Per il prossimo anno, fa sapere il Consorzio, il protocollo sarà ancora più restrittivo e limiterà ulteriormente l'elenco dei prodotti da utilizzare, ma già quest'anno i viticoltori che lo hanno adottato hanno ridotto i trattamenti fitosanitari più tossici preferendo quelli di fascia verde. E' stata inoltre avviata un'indagine sulla biodiversità delle colline di Conegliano Valdobbiadene in collaborazione con il dipartimento di Biologia dell'Università di Padova e con Veneto Agricoltura; si punta a creare una banca genetica della denominazione individuando gli esemplari di viti con più di 50 anni e a verificare l'integrità dell'ambiente delle colline attraverso lo studio delle specie vegetali presenti.

Il Consorzio ha anche avviato una ricerca con il Dipartimento di Microbiologia del Tesaf di Padova, per verificare la possibilità di ottenere compost agricolo dai tralci di potatura e dalle vinacce, attraverso la fermentazione di questi prodotti e la trasformazione in terriccio, che potrà essere usato dalle aziende come ammendante o fertilizzante. Le pendenze dei vigneti collinari rendono difficoltoso lo smaltimento dei residui di potatura (i 'sarmenti') che normalmente venivano bruciati, una pratica ormai vietata. Per individuare modalità alternative al loro smaltimento, trasformandoli in prodotti utili, il Consorzio ha avviato una ricerca volta a verificare le possibilità di riutilizzo del legno di potatura per la produzione di energia termica.

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