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Dalla Bei 440 milioni di euro alla Slovenia per una centrale elettrica a carbone

Secondo Bankwatch, l'organismo europeo cui è demandata la sorveglianza sull'operato della banche, si dovrebbe dare alla BEI ''il tempo necessario per riflettere su un'iniziativa che va contro la politica di decarbonizzazione dell'Unione"

Già finanziati 110 milioni di euro per un'altra centrale di potenza a nord della cittadina di Sostani

22 Dicembre 2012

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Dalla Bei 440 milioni di euro alla Slovenia per una centrale elettrica a carbone
Già finanziati 110 milioni di euro per un'altra centrale di potenza a nord della cittadina di Sostani

Roma, 22 dic. (Adnkronos) - La Banca europea degli investimenti avrebbe concesso un prestito di 440 milioni di euro alla Slovenia per la costruzione di una centrale elettrica a carbone. Si tratta di un secondo finanziamento in questo settore, venuto alla luce solo ai primi di dicembre, in quanto la banca aveva già finanziato per 110 milioni di euro un'altra centrale di potenza a nord della cittadina di Sostani.

Il nuovo finanziamento non è stato ancora erogato in quanto non è stato ancora approvato dal parlamento europeo e questo, secondo Bankwatch, l'organismo europeo cui è demandata la sorveglianza sull'operato della banche, dovrebbe dare alla BEI "il tempo necessario per riflettere su un'iniziativa che va contro la politica di decarbonizzazione dell'Unione", come ha dichiarato Galoppo Pippa, portavoce del Bankwatch, che ha aggiunto che la nuova centrale "ha acquisito tutte le quote di emissione di carbonio destinate alla Slovenia e questo impedirà al Paese di avviare altri processi di decarbonizzazione".

A pochi giorni dalla decisione della Banca Mondiale degli Investimenti che ha finanziato la costruzione di una centrale a carbone in Mongolia, anche l'organismo bancario europeo prende una analoga decisione, promuovendo investimenti in un settore energetico certamente remunerativo, considerato il basso costo del carbone e la sua disponibilità, ma che cozza contro la politica comunitaria fortemente impegnata a ridurre le emissioni di biossido di carbonio dell'80-95% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2050.

Alle perplessità 'ambientali' si aggiungono poi le obiezioni sollevate sulla trasparenza dell'appalto per la costruzione della centrale. Gli autori del rapporto del Bankwatch infatti sostengono che i controllori sloveni che garantiscono la correttezza delle procedure sono dipendenti di una società che detiene il 6% del pacchetto azionario della società proprietaria della nuova centrale.

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