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Sostenibilita

Le donne si muovono meno degli uomini ma non sono piu' sostenibili

lo rileva una ricerca dell'Isfort

31 Dicembre 2012

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Le donne si muovono meno degli uomini ma non sono piu' sostenibili
lo rileva una ricerca dell'Isfort

Roma, 31 dic. - (Adnkronos) - Esistono diversita' di genere anche quando si parla di mobilita': le donne si muovono di meno con piu' spostamenti legati alla gestione familiare e meno per ragioni lavorative. Quanto alla scelta delle modalita' di trasporto il gentil sesso non sembra riporre piu' attenzione all'ambiente rispetto agli uomini. A tracciare il quadro e' un'analisi Isfort, Istituto superiore formazione e ricerca per i trasporti, pubblicata dall'Osservatorio Audimob. In particolare il sondaggio, che ha interessato 15.000 persone, evidenzia che che mediamente il numero degli spostamenti effettuati dalle donne e' sempre stato inferiore a quello degli spostamenti degli uomini di circa 7-8 punti percentuali.

Inoltre, tra il 2009 e il 2011, la quota delle donne uscite di casa, diminuisce del 3,7% (-3,8% con riferimento agli uomini).Negli anni della crisi economica (2209-2011) crollano anche gli spostamenti medi giornalieri che passano da 3,1 a 2,8 per gli uomini a da 3,0 a 2,6 per le donne. Le donne effettuano tragitti piu' brevi (circa 4 Km in media meno degli uomini) e non superano mediamente i 10 Km con una velocita' sicuramente piu' moderata. Gli uomini superano mediamente i 30 Km/h mentre le donne si attestano intorno ai 25 Km/h.

Quanto alla scelta delle modalita' di trasporto, l'analisi evidenzia che le donne non hanno un atteggiamento piu' sostenibile. L'unica vera differenza sta negli spostamenti a piedi o in bici, pari al 16,0% per gli uomini e al 21,8% per le donne, mentre l'auto privata e' eletta come principale mezzo utilizzato e il mezzo pubblico, nel confronto tra generi, rileva solo 1 o 2 punti percentuali in piu' per donne. In realta', l'ipotesi che il genere femminile riponga, nei suoi comportamenti modali, piu' attenzione all'ambiente secondo l'Isfort e' 'infondata' per due motivi fondamentali.

In primo luogo la scelta del mezzo e' legata al tipo di percorrenze, dove per brevi tragitti l'auto privata puo' essere facilmente sostituita dal mezzo pubblico o da percorsi a piedi e gli spostamenti delle donne non superano in media i 10 km. In secondo luogo, l'analisi mostra che le scelte modali delle donne si avvicinano a quelle degli uomini.

Infatti, negli ultimi dieci anni, la quota dei loro spostamenti a piedi o in bici e' diminuita del 10,3% (meno 5,9% per gli uomini), mentre quella relativa all'uso dell'auto privata e' aumentata del 10,2% (+4,6% per gli uomini), raggiungendo nel 2011 il 64,3% del totale degli spostamenti (contro il 66,8% di quelli riferiti agli uomini). Sul versante delle motivazione della mobilita', le diversita' riguardano soprattutto la gestione familiare dedicata ai servizi come gli acquisti per la casa, il pagamento delle utenze postali o assicurative o dei servizi bancari, etc.

Nel 2011 su 100 spostamenti dovuti a questo genere di incombenze 62,3 sono toccati alle donne e 37,7 agli uomini. Per gli spostamenti per ragioni di lavoro il rapporto donna- uomo e' di uno a tre. Complice la crisi e la costante crescita del prezzo della benzina e del gasolio, e' in forte crescita la propensione all'abbandoni dei mezzi piu' inquinanti. Nel 2002, infatti, solo un quinto della popolazione era propensa a lasciare l'auto a casa (19,5% uomini e 17,2% donne), nel 2011 la quota e' praticamente raddoppiata (41,2% uomini e 31,9% donne). Analoga situazione per il 'desiderio di trasporto pubblico' che incrementa, mediamente piu' del doppio (23,8%)

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