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Elezioni, Clini: ''Non mi candido per non fare interessi di parte''

Il ministro dell'Ambiente all'Adnkronos: ''Ilva e rifiuti a Roma sono partite da chiudere nei prossimi due mesi''. E aggiunge: ''La riqualificazione industriale italiana avvenga sulla base delle linee europee dell'economia verde''

2 Gennaio 2013

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Elezioni, Clini: ''Non mi candido per non fare interessi di parte''
Il ministro dell'Ambiente all'Adnkronos: ''Ilva e rifiuti a Roma sono partite da chiudere nei prossimi due mesi''. E aggiunge: ''La riqualificazione industriale italiana avvenga sulla base delle linee europee dell'economia verde''

Roma, 2 gen. (Adnkronos) - "Non vorrei trovarmi in campagna elettorale a dover lavorare sui problemi dell'Ilva o sui rifiuti di Roma dando l'idea di fare campagna elettorale e non di essere al lavoro per risolvere problemi comuni, come se facessi gli interessi di una parte. Non mi sentirei tranquillo. Questo è il motivo per cui preferisco non candidarmi". Lo spiega all'Adnkronos il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, spiegando quali sono le motivazioni che lo hanno spinto a decidere di rimanere fuori dalla competizione elettorale.

"Nei prossimi due mesi e mezzo come ministro uscente dovrò occuparmi dei rifiuti di Roma, oggetto di grandi tensioni, e chiudere la partita dell'Ilva che deve essere messa sulla strada giusta in modo che non ci siano sorprese nei prossimi mesi" aggiunge il ministro, sottolineando che "l'Ilva non è importante solo perché ci sono 20mila persone legate alla produzione, ma perché attraverso la riqualificazione ambientale dello stabilimento mettiamo in moto, in Italia, un processo che riguarda tutta l'industria".

Un processo che, aggiunge Clini, deve rispondere sostanzialmente a due condizioni: "Che la riqualificazione industriale italiana avvenga sulla base delle linee europee dell'economia verde, cioè usando le migliori tecnologie, e che sia molto chiaro nel nostro Paese che il rispetto delle norme stabilite dalle direttive europee garantisce alle imprese la continuità produttiva. Una volta che si applica - conclude - la legge non si può interpretare. L'impresa deve rispettare in maniera rigorosa le più severe norme ambientali e se le rispetta deve esserle garantita nella continuità produttiva".

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