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Italiani sempre più attenti all'ambiente, coscienza green al di là della crisi

A dipingerlo è una ricerca che l'Ipr marketing ha condotto nel novembre scorso per conto del Partito democratico europeo

Più tasse per chi inquina. E non solo: buttare meno cibo, sprecare meno acqua, produrre meno rifiuti e, assolutamente, non fidarsi di istituzioni e della politica in generale

7 Gennaio 2013

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Italiani sempre più attenti all'ambiente, coscienza green al di là della crisi
Più tasse per chi inquina. E non solo: buttare meno cibo, sprecare meno acqua, produrre meno rifiuti e, assolutamente, non fidarsi di istituzioni e della politica in generale

Roma, 7 gen. - (Adnkronos) - Più tasse per chi inquina. E non solo: buttare meno cibo, sprecare meno acqua, produrre meno rifiuti e, assolutamente, non fidarsi di istituzioni e della politica in generale. L'identikit dell'ambientalista in Italia al tempo della crisi economica è quello di un attivista molto motivato e, soprattutto, determinato al di là delle contingenze. A dipingerlo è una ricerca che l'Ipr marketing ha condotto nel novembre scorso per conto del Partito democratico europeo.

L'inchiesta, dal titolo 'Ambiente, inquinamento e green economy', ha interessato 2mila cittadini disaggregati per sesso, età e area di residenza. "I cittadini sono più consapevoli di un tempo della necessità di avere comportamenti virtuosi rispetto all'ambiente", ha spiegato il direttore di Ipr Antonio Noto presentando alla Camera dei deputati con Francesco Rutelli la ricerca in cui emerge, tra le altre cose, la scarsa fiducia degli intervistati per istituzioni e politica quando di parla di tematiche 'green'.

Alla domanda 'quali istituzioni fanno di più per la tutela dell'ambiente', un 23% ha risposto nessuna mentre solo l'1% ha indicato i partiti. Non vanno meglio il governo (6%), gli enti locali (7%), l'Unione europea (19%). La fiducia, invece, in questo caso va alle associazioni ambientaliste, indicate da un 53%.

A fare da contraltare alla convinzione della scarsa affidabilità di politica e istituzioni in materia ambientale è una profonda coscienza 'verde' ormai radicata negli italiani, tanto da considerare le scelte 'green' non solo un necessario modello cui improntare lo stile di vita ma anche un settore di sicuro sviluppo economico.

In generale, infatti, un 84% degli intervistati dimostra di avere percezione del problema del riscaldamento globale e un 81% lega il fenomeno alle attività umane. Più nel dettaglio delle singole questioni, alla domanda se l'ambiente in tempi di crisi possa essere considerato una opportunità o un vincolo l'80% ha risposto una opportunità per un sistema nuovo più attento a evitare sprechi. Contro il 15%, che ha parlato di un vincolo perché in tempi di crisi l'attenzione per l'ambiente passa in secondo piano.

Ancora, con la crisi crescono le opportunità per la green economy in termini di crescita di produzioni verdi, riorganizzazione di trasporti e edilizia, uso di fonti rinnovabili? Il 73% condivide molto o abbastanza il concetto, solo il 23% invece non lo fa.

Al quesito, secco, se la green economy creerà nuovi posti di lavoro ha risposto positivamente un 72%, contro un 19% che considera l'ipotesi poco credibile. Ma la predisposizione verde degli italiani sembra andare oltre le necessità e le contingenze legate alla crisi economica, secondo i dati dell'inchiesta.

Allla questione se una politica più ecologica corrisponderebbe comunque a uno stile di vita con meno sprechi, più sano e più sobrio un 84% si è dichiarato positivamente. Solo un 12% ha avuto un atteggiamento negativo (poco/per nulla). L'elenco delle urgenze, poi, è indicativo: un 97% indica la riduzione dei rifiuti, un 96% sprecare meno materie prime, un 95% sprecare meno acqua, un 95% spostarsi con mezzi meno inquinanti, un 85% tassare le attività inquinanti.

Infine, uno stile 'green' sembra un dato ormai acquisito dal Paese a prescindere. Il campione della ricerca rivela di aver organizzato già negli ultimi 2-3 anni la propria vita in modo da buttare meno cibo (64%), ridurre i consumi (60%), sprecare meno acqua (58%), ridurre i rifiuti (53%), comprare meno carne (32%), preferire mezzi ecologici per gli spostamenti (30%).

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