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Il tonno rosso non è una specie in declino, sbagliato toglierlo dai menù

L'Iccat ha aumentato la quota di pesca per la Ue e per l'Italia

Così il presidente di Lega Pesca, Ettore Ianì, commenta la scelta di alcuni 'eco-chef' e ristoranti di non includere più nei loro piatti il tonno rosso

7 Gennaio 2013

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Il tonno rosso non è una specie in declino, sbagliato toglierlo dai menù
Così il presidente di Lega Pesca, Ettore Ianì, commenta la scelta di alcuni 'eco-chef' e ristoranti di non includere più nei loro piatti il tonno rosso

Roma, 7 gen. - (Adnkronos/Labitalia) - "E' necessario trovare sempre il necessario equilibrio tra produzione e cattura di tonno rosso. Un organismo internazionale come l'Iccat ha aumentato la quota di pesca per la Ue e per il nostro Paese. E questo vuol dire quindi che la specie non è in declino, non è in difficoltà". Così il presidente di Lega Pesca, Ettore Ianì, commenta, con Labitalia, la scelta di alcuni 'eco-chef' e ristoranti di non includere più nel loro menu il tonno rosso, per il quale è in vigore una specifica regolamentazione di pesca.

Secondo Ianì, però, "il tonno è una specie su cui bisogna stare molto attenti, ma non è in una situazione d'allarme". "Certo - ammette - la decisione degli 'eco-chef' di toglierlo dal menù comporta la perdita e la rinuncia a un gusto, a una tradizione, a saperi e sapori".

Scelta, quella di chef e ristoranti, che Ianì giudica esageratamente drastica: "Attenti a drammatizzare la situazione: avrei capito di più se gli eco-chef avessero detto ai clienti 'non lo togliamo dal menù, ma ve lo serviamo solo una volta al mese'. E invece c'è questa gestione sbagliata della risorsa, che non credo sia il modo migliore per tutelare il tonno rosso, che si fa invece con una logica razionale"

Anche perché, sottolinea Ianì, "se ci accorgessimo di un sovrasfruttamento della risorsa, saremmo i primi a dirlo". "Certo gli eco-chef possono mettere nel menù, e nel piatto, dell'altro. Noi invece che facciamo? E gli investimenti realizzati per la pesca e la cattura?", si chiede.

E da Ianì, quindi, arriva una proposta a ristorati e chef: "Perché non facciamo un'alleanza -conclude- per gestire al meglio allo stesso tempo la tutela del tonno e la tutela del lavoro?".

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