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Sostenibilita

L'amministrazione Obama scende in campo per l'emergenza ambientale

Convocato un vertice nazionale alla Casa Bianca

Il presidente americano ferma la ricerca petrolifera nell'Artico dopo l'incidente alla piattaforma della Shell in Alaska

9 Gennaio 2013

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L'amministrazione Obama scende in campo per l'emergenza ambientale
Il presidente americano ferma la ricerca petrolifera nell'Artico dopo l'incidente alla piattaforma della Shell in Alaska

Washington, 9 gen. (Adnkronos) - Secondo un gruppo ambientalista americano, il Resource Innovation Group, il presidente degli Stati Uniti Barak Obama avrebbe deciso di intervenire direttamente sui temi del cambiamento climatico convocando un vertice nazionale alla Casa Bianca. "Abbiamo discusso con la Casa Bianca, ha detto Bob Dopplet, responsabile del RIG, perché diventi non solo il fulcro di una strategia nazionale per l'ambiente ma anche per creare un vasto movimento di sensibilizzazione popolare".

Obama dopo i disastri provocati dall'uragano Sandy è stato fortemente sollecitato da gruppi ambientalisti e da suoi diretti sostenitori alle ultime presidenziali, a dare spazio in questo suo secondo mandato alle tematiche ambientali, intervenendo direttamente.

Secondo Dopplet il vertice si dovrebbe svolgere a Washington e contemporaneamente in altre città del Paese entro i prossimi mesi. L'ambiente è stato presente nei temi della campagna di Obama per le scorse presidenziali, ottenendo il sostegno di vasti gruppi di opinione americani; quello che lamentano gli ambientalisti è che, al di là dell'impegno espresso dal Presidente, quello che tuttora manchi sia una chiara strategia di interventi di politica ambientale.

Inoltre, l'amministrazione Obama ha ordinato alla compagnia petrolifera Shell una completa revisione dei suoi piani di ricerca petrolifera nell'Artico dopo l'incidente della Kulluk. La Kulluk, una piattaforma per la ricerca petrolifera galleggiante, il primo gennaio scorso, mentre veniva rimorchiata in cantiere per manutenzione, a causa delle condizioni avverse del mare, aveva rotto i cavi di rimorchio e si era arenata sulla costa dell'isola disabitata di Kodiak in Alaska. La piattaforma aveva un carico di 600 mila litri di petrolio e si era corso il rischio del disastro ambientale.

La decisione dell'amministrazione Obama mette in discussione tutta la strategia della Shell per campi petroliferi dell'Artico dove la compagnia ha già investito già 5 miliardi di dollari in ricerca. Ora il Bureau of Ocean Energy avrà 60 giorni di tempo per condurre un'indagine approfondita sulle metodologie di ricerca e di sicurezza messe in campo dalla compagnia nelle sue attività nel Mare Artico.

Recentemente l'amministrazione Obama è stata messa sotto pressione da associazioni ambientaliste e da organizzazioni scientifiche che hanno denunciato i pericoli per l'ambiente derivanti dallo sfruttamento di giacimenti petroliferi e di gas artico. L'area è tuttavia considerata, dalla Shell come dalle altre compagnie che vi operano, una delle più promettenti del pianeta per lo sfruttamento degli idrocarburi liquidi e gassosi.

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